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 | Re: T.V. Drugs – T.V. Drugs demo-cd (Autoprodotto, 2012) di: frankiefancello |  | Re: Beggars – Beggars 7’’ (Chorus Of One, 2011) di: nn7575 |  | Re: Beggars – Beggars 7’’ (Chorus Of One, 2011) di: nn7575 |  | Re: Beggars – Beggars 7’’ (Chorus Of One, 2011) di: nn7575 |  | Re: Gonzales/Reverend Backflash split 7\\\'\\\' (Kornalcielo Records, Rancore Records, Lapaguis, 2011) di: nn7575 |  | Re: Klasse Kriminale – The rise and fall of the stylish kids… Oi! Una storia (Anfibio Records, 2010) di: traminerhardcore |  | Re: Peggio Punx - Cattivi maestri MLp (T. V. O. R., 1989) di: deltafde |  | Re: Fausto Rossi – Below the line cd (Interbeat, 2010) di: Simone |
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SIMONE LUCCIOLA/ROCCO LOMBARDI - CAMPANA, SIMONE LUCCIOLA-LO-FI out now!
OMAGGIO A UNO DEI POETI PIÙ GRANDI, E MALEDETTI, DEL NOVECENTO ITALIANO, “CAMPANA” È IL ROMANZO GRAFICO DI SIMONE LUCCIOLA E ROCCO LOMBARDI CHE RICOSTRUISCE LA STRAODINARIA VICENDA UMANA E LETTERARIA DEL POETA TOSCANO.
Grazie ad attente ricerche bibliografiche, studio delle corrispondenze e viaggi nei luoghi in cui Dino Campana visse e operò, Simone Lucciola e Rocco Lombardi costruiscono un’opera di raffinata fattura, riportando all’attenzione degli appassionati del fumetto e della poesia, la controversa figura dell’autore dei Canti Orfici, protagonista di un’intensa quanto sofferta esistenza umana e autore delle più intense liriche della letteratura italiana.
Proprio l’opera poetica di Campana - nel libro sono riproposti numerosi estratti delle sue più celebri poesie - è al centro dell’originale rappresentazione visiva che i due autori sono riusciti ad ottenere, alternando il tratto plastico e pulito di Simone Lucciola a quello visionario di Rocco Lombardi, che tratta le tavole come fossero incisioni. È splendidamente ricostruita in questo modo, la tensione figurativa e simbolista dell’opera poetica di Dino Campana, con rimandi continui dalle figure evocate nei versi ai luoghi visitati, agli incontri e scontri che il poeta ebbe, sia nella vita sentimentale che in quella culturale, alle opere di artisti che egli vide e da cui trasse ispirazione.
“È un fiume che scorre questo brulicare d’immagini e di testi. Disegnato, ma a volte scavato, nel bianco della pagina. La storia a fumetti di Dino Campana.”, così nell’introduzione Paolo Pianigiani, studioso e profondo conoscitore dell’opera di Dino Campana, descrive l’omaggio di Lucciola e Lombardi a chi trovò nella poesia l’unica, infinita, giustificazione alla vita.
Simone Lucciola/Rocco Lombardi, CAMPANA, 64 pp. b/n, ISBN: 978-88-905765-7-7, € 12,00
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Punk-rocker, disegnatore underground, giornalista musicale, ideatore del webmagazine Lamette e produttore di fumetti per la sua costola Lamette Comics, Simone Lucciola è un tassello sui generis del panorama musicale italiano degli ultimi quindici anni, un nome legato fortemente e indissolubilmente ai circuiti suburbani dell’autoproduzione. LO-FI è un carnet da ballo che raccoglie storie illustrate come in un diario, volantini di concerti, copertine, ritratti, artworks su commissione e vignette, mettendo sul piatto in modo critico, dissennato e trasversale gli ultimi cinquant’anni di rock indipendente e non. I fanatici di punk, hardcore, Oi!, garage, rockabilly e perle trash dimenticate troveranno definitivamente pane per i loro denti.
Simone Lucciola, LO-FI, 96 pp. b/n e col., ISBN: 978-88-96250-11-2, € 15,00
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Libreria Perditempo, via San Pietro a Maiella 8, Napoli
Libreria Ticonzero, via Quasimodo 21, San Nicola La Strada (CE)
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Jolly Roger - R'N'R house, via degli Anamari 23, S. Lorenzo, Roma
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Riapre la sezione MP3/Downloads di Lamette, aperta ai free album delle vostre orchestrine!
La sezione MP3/Downloads di Lamette ricomincia da tre, avvalendosi delle nuove possibilità offerte dai sistemi Rapidshare e Megaupload. Da questo momento in poi, linkeremo interi album o EP o demo in mp3 di chiunque ne farà richiesta. Scrivetemi indicando il link corretto, il nome del gruppo, il titolo, l'anno e se è autoprodotto o è uscito originariamente per un'etichetta o più etichette. Iniziamo con l'Lp "Minutes to go" dei Dissuaders (Hate Records, 2010), cortesia di Alex "Dissuader" Vargiu. Seguitelo a ruota, perché questo sarà un servizio gratis et amore porci. Mi sono spiegato?
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Sailormob - Tidy Monster cd OUT NOW!

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Recensioni:
Killer Penis – Hell is my place promo-cd (Lamette Records, 2012)
 Che cosa dovrei dire? Che siccome ci suona Ermy, ci ho messo il cappello io e bisogna sempre usare una certa cautela e modestia i Killer Penis non sono effettivamente una delle migliori punk’n’roll bands attualmente in circolazione in Italia? Guardate, per me possiamo tranquillamente fare finta che dietro questo monicker equivoco che sforna canzoni dai titoli equivoci o comunque espliciti (“MILF”, “Fish for meat”, “Hard coitus”, “Cowboy pussy”, “Your face needs a kick”) non si nasconda una Pizza Connection di punk-rockers con lustri e lustri di esperienza e attitudine: ma starei dicendo una stronzata e confondendo le acque per erigermi a paladino di una par condicio che non ho proprio più nessuna voglia di rispettare, anche perché nessuno se la incula e tutti tirano acqua al proprio mulino anche all’interno del circuito underground, rivendendo spesso e volentieri piscio di cammello per elisir miracoloso sulla pubblica piazza. Che la verità sia dunque la mia spada, con buona pace di tutto e di tutti. Ripresa live in studio, una soluzione demodè che nessuno prende più in considerazione da un decennio e che invece ci potrebbe salvare da un’altra carrellata di prodotti di genere tutti uguali, in cui la prima preoccupazione della band e del produttore è che si senta tutto in un roboante hi-fi e che quest’ultimo stracci via la manopola del volume (strana aspirazione per dei ’77ers), e la conseguenza è che all’ascoltatore, tolti il fiocco regalo e la doratura natalizia, serve una fiala di naloxone per arrivare in fondo al disco.
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Recensioni:
Alfatec – Alfatec 2011 cd (Avis Odia Produzioni, Beggar God Records, Bombeammano Records…, 2011)
 Tornano su questi schermi i fiorentini Alfatec con un full-length nuovo di pacca, a quanto ne so il primo dopo una sana gavetta a base di demo ed EP (split e non). Se al precedente giro di boa li avevo definiti in qualche modo scarni e “minorthreatiani”, stavolta – pur rimanendo in ambito hardcore – la resa sonora cambia decisamente, al punto che questo omonimo 2011 mi ricorda qualcosa di ben più nostrano, e anzi, dovendo proprio cercare un termine di paragone il meno forzato possibile, direi che la maniera è un po’ quella degli ultimi Negazione di “100%”. Testi prevalentemente “sociali” in inglese con quattro eccezioni in italiano: un paio di tirate introspettive, un bunga bunga rock’n’roll e una dedica militante all’Emerson, storico e coriaceo spazio sociale della Toscana che conta (quest’ultima subito local anthem, secondo le mie previsioni). Chitarra imbizzarrita e batteria sparata confermano e completano il piano di battaglia.
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Recensioni:
Beatbreakers – Don’t listen to their bullshit! 12’’ (Dischi Vololibero, 2012)
 E si rispolvera ancora una volta il sacro piatto per il sacrificio vinilico: dall’area meneghina sull’altare dei sacri Lari del garage-punk, i virulenti Beatbreakers con un titolo che vorrebbe essere un disclaimer ( Don’t listen to their bullshit!) ma che non dovrebbe trarvi in inganno: ascoltare le loro stronzate infatti fa bene allo spiritaccio. EP a 45 giri in 12’’, formula insolita ma non certo inedita, per una scaletta essenziale che al sottoscritto sembra a cavallo tra i Cramps e i Radio Birdman, un po’ adrenalinica e un po’ sulfurea, ma comunque super-accattivante per chi come noialtri è rimasto nel Vietnam dei ’70.
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Recensioni:
Infezione – Chiediti il perché cd (La Bottega di Nestor, 2012)
 L’urlo disperato dei modenesi Infezione è stato senza la minima ombra di dubbio uno dei contributi più significativi al panorama anarcopunk italiano degli ottanta e dei primi novanta: tutti i punk dell’epoca sono praticamente cresciuti a pane e morsi della loro esigua discografia al vetriolo, e i più fortunati locals emiliani ancora possono godersela live nel teatro (di guerra) di sporadiche reunion. La Bottega di Nestor coglie l’assist, rispolvera e riporta alla luce come falso d’autore quello che è di certo il loro disco più importante, ovvero Chiediti il perché. Originariamente fuori su vinile per la Mister X in quel 1989 che passò alla storia per la caduta del Muro di Berlino e che rappresentò uno spartiacque anche in ambito hardcore, “Chiediti il perché” è un capolavoro di maniera nostrana a base di liriche libertarie (eretiche, animaliste, antimediatiche, antistituzionali, anarcoindianiste) innestate su ritmiche frenetiche e martellanti e nonstop tupa-tupa.
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Articoli:
Célebres Inéditos - una nuova collana latinoamericana diretta da Gordiano Lupi
 Tante novità in arrivo per le edizioni Anordest. La casa editrice di Villorba (Treviso), di recente sottoposta a regime di sorveglianza da parte della polizia a seguito del ritrovamento di un volantino a firma di un ayatollah iraniano che propone la condanna di Attar Farid al-Shahid e del suo libro ''I fiori del giardino di Allah'', sta per lanciare la nuova collana Célebres Inéditos, diretta da Gordiano Lupi (talent scout, animatore de Il Foglio Letterario, appassionato di letteratura cubana e cinema horror, oltre che traduttore del blog di Yoani Sánchez), che porterà in Italia autori noti all'estero ma ancora mai pubblicati da noi. Ad aprire sarà in libreria "La moglie del colonnello" di Carlos Alberto Montaner, scrittore cubano che vive in esilio tra Madrid e Miami dal 1970. Montaner è autore di 25 libri, molti dei quali tradotti in inglese, portoghese e russo. È stato definito il giornalista latinoamericano più letto al mondo. "La moglie del colonnello" è la storia di un adulterio e delle sue conseguenze. Montaner approfitta di un tema universale per analizzare la repressione della sessualità a Cuba. Le altre uscite saranno "La meticcia di Pizarro" del "figlio d'arte" Alvaro Llosa, "Le porte della notte" di Amir Valle (primo titolo di una serie di noir dallo stesso protagonista), e "Quei tempi con Gabo - conversazione con Gabriel García Màrquez" di Plinio Apuleyo Mendoza.
Ma le novità non finiscono qui: edizioni Anordest proporrà infatti un'altra nuova collana, NoirPensiero, che sarà aperta dall'esordio di Sergio Schiavone, a capo dei Ris di Messina. Sarà poi la volta di Roberto Mistretta, che ha già pubblicato in Italia per Cairo e che come autore è noto soprattutto all'estero. E sarà ospitato da NoirPensiero anche "A secret place" di Peter Straub, "delfino" di Stephen King.
Inoltre, Anordest continuerà a puntare sulle sue collane "storiche": Minilibri, Casi ControCorrente, Pensieri d'autore, Saggistica e Biografie ControCorrente.
In questi giorni si parla inoltre di un piccolo caso editoriale, "Gli occhi di mia figlia" di Vittoria Coppola. La scrittrice pugliese, il cui esordio è stato pubblicato da Lupo e ora è stato rilanciato con successo da edizioni Anordest dopo esser stato premiato, a sorpresa, dai lettori del sito di Billy, la rubrica letteraria del Tg1 (160mila voti circa ottenuti nel sondaggio online).
Sul versante della saggistica, ad aprile usci"Primo Levi. Il cerchio stupido" di Aldo Scibona, saggio biografico che tratta in maniera specifica l'opera omnia di Levi, a 25 anni dalla morte.
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Recensioni:
Kakkole Esilaranti – Total chaos since 1996 cd (Autoprodotto, 2012)
 Sappiate che se mi spedite un cd con una copertina di Silvano vi recensisco subito, è la prassi. E via col giro di giostra: ubicate in zona Airuno-Rovagnate, provincia di Lecco, le Kakkole Esilaranti sono in attività nientemeno che dal 1996, e in questo salto temporal/generazionale sono passate attraverso tre cambi sostanziali di line-up, con un periodo di pausa che le ha viste attaccate sotto una scrivania dal 2000 al 2003, ma questo non ha mutato di un’acca la loro attitudine al punk-hardcore, tant’è che sembrano uscire direttamente dai 90’s, con un tiro a cavallo tra la scuola nostrana dell’epoca, la California (über alles) dei Dead Kennedys e il NYHC. Rivendicano fieramente tutte queste influenze nella traccia che apre questo Total chaos since 1996, e cazzo se non mi fanno simpatia immediata.
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Paolo Bacilieri - Phonx (Black Velvet, 2011)
 Di solito, quando decido di comprare un fumetto, mi baso molto sulla prima impressione:
superficialmente, valuto il paratesto e poi, soprattutto, l'impatto dei disegni. Ho scelto Phonx in una
grossa libreria di Roma, tra tanti, tanti altri titoli, e ho capito subito che l'avrei preso. Le pagine di
questo albo sono scure, violente, sudicie. I personaggi sudano e puzzano, e poi c'è un lettering così
punk da prenderti a calci nel culo. Nella sua (bella) introduzione, Fausto Proietti ci presenta l'autore,
e poi riassume con efficacia la moltitudine di sensazioni con cui "Phonx" ci costringe ad avere a che
fare. In quest'opera c'è tutto. Bacilieri riesce nell'impresa tutt'altro che semplice di far ridere, e poi
anche di disgustare. La storia verte su un rapimento e su tutti i personaggi coinvolti, direttamente o
indirettamente, in questo rapimento.
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Bravo – Apes in space cd (Autoprodotto, 2011)
 Dalla città che ha dato origine a suo tempo al “movimento” flower punk, con bands storiche come Senzabenza e Mondo Topless, arriva una band nuova di zecca che rispolvera il punk-rock melodico ed energetico che ha contraddistinto quella lontana stagione dei 90’s. I Bravo sono un power trio con tanta esperienza già alle spalle in altri combos locali (The Mentos, Easy Skankers) che arriva al debutto su full length in tempi rapidissimi (il primo demo è del 2010), e non manca di farlo col botto.
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CGB – L’un per cento cd (Autoprodotto, 2012)
 Anteprima nazionale per il nuovo disco del leggendario combo old school italian hardcore di Imperia, granitico e inossidabile dagli anni ’80. I CGB – al secolo Crime Gang Bang – ci hanno dato più volte prova della loro intonsa attitudine, dall’ormai lontano 7’’ “Figli della rabbia, figli del dolore” alle prove più recenti (su tutte, segnalo “I giorni della merla”). L’un per cento, titolo più che evocativo se si pensa alla vecchia poesia/canzone di Leo Ferré, si apre con un insolito recitativo (“L’un per cento di tutto, l’un per cento di niente, stretti saldi a quell’uno, a quel per, a quel cento”), e subito parte in quarta con una tregenda di hardcore evoluto, a cavallo tra l’introspezione (“Fughe da fermo”, “Traiettorie”) e la denuncia sociale (“All’ombra della gru”, chiaramente incentrata sul lavoro nero e sullo sfruttamento degli immigrati correlato alla speculazione edilizia crescente).
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The Doggs – Red sessions cd (Autoprodotto, 2012)
 Immaginate una versione più veloce e più ruvida di “Fun house”: riff reiterativi, tamburi della batteria che ti entrano nel cervello con il loro ritmo tribale, chitarre lancinanti che entrano ed escono dall’ordito. Questa è “Midnight eyes”, opener delle Red sessions dei Doggs, band milanese di tre elementi già vista su questi schermi con il mcd “Black love”, dello scorso anno, e con un altro mcd autoprodotto nel 2009. Si ispirano dichiaratamente a Stooges, Velvets, Dead Boys, New York Dolls, e cantilenano disagio straripante da ogni poro su tappeti di sporco blues che chiamano in causa diretta gli anni ’60 e ’70, senza soluzione di continuità con il futuro anche prossimo.
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Loose Dodge this! cd (Autoprodotto, 2011)
 Arriba il nuovo ellepì dei Loose, combo punk-rock marchigiano di rodata e antica esperienza: non conosco precisamente l’anno di inizio delle ostilità, ma nella mia collezione campeggia, ad esempio, “Kiss your ass goodbye”, un loro vinile del 1999 con tanto di introduzione critica di Luca Frazzi. Suppongo dunque che siano nel giro almeno dalla metà degli anni ’90. Dodge this! – sorbito così, a caldo – si presenta come un cocktail all’amanita muscaria basato su proto-punk alla Stooges (come il nome stesso non può che suggerire), punk ’77 australiano alla Saints/Radio Birdman e qualche inedito inserto new-waveggiante (in gran parte riconducibile ai tappeti di piano e organo inseriti qua e là).
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Esalazione HC – Lobotomizzato cd (Sepolti Vivi Autoproduzioni, 2012)
 Difficile credere a un cd che si presenta all’ascoltatore integrato nella custodia di un 7’’: io non l’avevo fatto, e infatti mi aspettavo di trovarmi tra le mani il vinile degli Esalazione HC, ma poco o nulla importa, dal momento che Lobotomizzato – conformemente alle buone aspettative accese dalla copertina old school – è il prodotto di una gran band per chi ama le vecchie maniere. Suono grezzo e compatto, vocione incazzato, drum set tirato e calibro precisissimo per l’anthem (difficile che non vi venga voglia di cantare in coro “Tu morirai sotto la mano del popolo” già al primo ascolto).
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T.V. Drugs – T.V. Drugs demo-cd (Autoprodotto, 2012)
 Da quel di Porto Torres, Sardinia, arriva una nuova ’77 band nostrana a rimpolpare la scarsa compagine spalmata incoerentemente per tutta la penisola: cose che mi riempiono di sistematico gaudio. Metto su il cd e la prima cosa che noto di questi T.V. Drugs è il senso filologico: il sound, tanto per dirne una, somiglia molto di più all’originale angloamericano di trent’anni fa che non a una sua versione rimpolpata e finto lo-fi ma in fondo calibrata sul nuovo metro acustico degli sporchi giovani d’oggi. In più, i pezzi sono scarni fino all’ossobuco e grondano attitudine disadattata, resa particolarmente inquietante dall’inserzione di un tappeto costante di tastiere/synth (il che potrebbe far pensare agli Stranglers, se i nostri non avessero un piglio decisamente meno easy listening).
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Ratigher - Trama - Il peso di una testa mozzata (GRRRzetic, 2011)
Ratigher sembra essere capace di scrivere e disegnare tutto. Abituato a leggerlo su Vice, dove esprime a cadenza più o meno mensile il suo modo di intendere il fumetto, mi sono avvicinato a questo suo nuovo Trama. Con un tratto (volutamente) naif, Ratigher racconta una storia in bilico tra il thriller e quei sogni dei quali ti liberi
difficilmente e hai paura di farti il caffè. La trama, senza voler svelare troppo, ruota attorno a Giulio e Lavinia e alla loro fuga. I due vengono presi di peso e messi di fronte alle proprie colpe, e la loro fuga, prima che dagli altri (i camionisti, ma soprattutto il Bimbo Fango), diventa una fuga dalle proprie debolezze.
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Gonzales/Bloodlights split 7'' (Kornalcielo Records, 2011)
 Vado oggi a presentarvi un altro split degno di nota, che vede ancora una volta protagonisti i nostri italian friends Gonzales questa volta alle prese con finnici punk-rockers Bloodlights. Tanto per farvela breve, la band in questione (Bloodlights) è un progetto fondato da Captain Poon (Gluecifer) nel 2006, debuttato nell'immediato 2007 con l'omonimo disco "Bloodlights" ed a partire dal 2008 subito alle prese con una lunghissima e frenetica serie di tour e concerti che li hanno visti fiancheggiare altre bands come Monster Magnet, The Hellacopters, Millencolin, Die Toten Hosen, ecc. Musicalmente parlando, le loro sonorità aggraderanno di certo a tutti gli ascoltatori fanatici di The Hellacopters (ovviamente!), Glucifer, Sex Pistols, Motörhead degli early years e AC/DC, un trito che messo insieme dà una bella pacca alla loro produzione musichereccia. La track in questione contenuta nello split è "Fifteen minutes", un rock'n'roll schietto ed onesto che tira dritto, contenente una melodia molto orecchiabile e dei riffs a mio avviso eccezionali, una bomba insomma.
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Bob Corn – Songs to the wind cd (Fooltribe, 2012)
Bob Corn – la cui musica merita un discorso a parte anche a prescindere da questo disco – è sostanzialmente il solo e unico Tiziano Sgarbi, che da anni gira l’Italia e l’Europa scendendo da un treno e salendo su un altro treno con la sua chitarra in spalla, un po’ come facevano i vecchi bluesman ai tempi di Robert Johnson. Sostanzialmente, il suo è un progetto cantautoriale nel senso anacronistico del termine: 100% live, molto intimista (anzi, quasi privato) come atmosfere e vicino ai nostri gusti (anche) in quanto affonda le sue radici nel circuito dell’autoproduzione nostrana degli anni novanta (non è un caso che Tiziano promuova se stesso e tanti altri con la sua etichetta indipendente Fooltribe, così come non è un caso che definisca il proprio genere come “sad punk”). Nelle sue canzoni, cantate in inglese su base acustica, qualcuno ha voluto ravvisare le influenze di Bob Dylan, Will Oldham e Leonard Cohen: il sottoscritto non riesce a fare a meno di pensare anche a Jeffrey Lee Pierce solo, agli anni ‘20/30 nel delta del Mississipi, al folk-punk nostrano (Kina, Franti e relativi). Tanto per citarne qualcuna.
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Ecole Du Ciel – Ecole Du Ciel mcd (Hysm?, 2011)
 Da Bari, con una valigia e diverse sporte piene di rabbia e rancore, arrivano sulla nostra tavola vuota gli Ecole Du Ciel: essi compongono un giovane combo dedito allo screamo core, nella variante evoluta della pista aperta e battuta da altri spaghetti combos tipo Laghetto, tanto per citarne uno seminale; il risultato in ogni caso è un EP autoprodotto che non lascia spazio a meditazioni o più in generale ad alcuna forma di metafisica: come lo piazzi sul lettore ti investe con un approccio che sfrutta concitatamente ogni singolo secondo, come da lezione punk inglese anni ’80 alla Disorder, dopodiché va dritto per la sua strada lungo la tua carcassa come un matterello spiana la pasta sfoglia.
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Articoli:
Apre a Foggia Tolleranza zero, libreria/caffè GLBT - operativo in primavera
 Nel provocatorio nome Tolleranza Zero sono racchiuse le nostre forti motivazioni e i valori in cui crediamo.
Vogliamo smascherare l’ipocrisia di chi, dietro questo concetto, diffonde basi di intolleranza e razzismo; indurre la gente non più a tollerare, e quindi sopportare, il diverso, ma a smettere di concentrarsi su qualunque diversità.
Siamo convinti che l’uguaglianza non abbia bisogno di essere tollerata.
Considerati l’enorme attualità della questione GLBT (gay-lesbo-bisex-trans); la sua incidenza sui fatti della vita civile, religiosa e politica del nostro Paese; la mancanza d’ informazione che la circonda; l’esigenza di diffondere la cultura di un’ effettiva uguaglianza tra tutti i cittadini, è nata l’idea di una Caffetteria/Libreria che rappresenti un punto d’incontro, dibattito e crescita per gli appartenenti alle “categorie” GLBT e per coloro che non ne fanno parte, perché possano comprendere questo mondo, i suoi bisogni e le sue rivendicazioni, fino ad eliminare il concetto stesso di “categoria”.
Per questo, unici in tutto il Sud Italia, vi proporremo contemporaneamente un’ampia offerta di libri GLBT (narrativa, fumetti, saggi, favole per bambini) e di titoli “tradizionali” .
Noi di Tolleranza Zero abbiamo creato per voi un ambiente sereno e familiare, più simile a un salotto che ad un semplice bar, al fine di stimolare la convivenza e l’apertura reciproca, superando pregiudizi e paure.
www.tolleranzazeroglbt.it
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Articoli:
Veleno per voi (il blog) muore e risorge
 Splinder ha definitivamente fallito e chiuso dopo 10 anni di onorato servizio, soppiantato da tecnologie superiori in fatto di blog. Ergo il mio blog Veleno per voi, così come lo ricordavate, non esiste più. La sua nuova versione è raggiungibile sia dai link di Lamette (aggiornati un attimo fa), sia da questo indirizzo, che vi chiederei di mettere tra i preferiti:
www.simonelucciola.blogspot.com
A differenza di "Veleno per voi" Mk. I, la versione Mk. II è e sarà incentrata al 98% per cento sulla mia produzione grafica, con rapidi aggiornamenti. Enjoy, e aggiornate i vostri eventuali link! Grazie.
[Simone]
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Recensioni:
Sailormob – Tidy Monster cd (MyGeisha Records, 2012)
 Massimiliano Amoroso è un’entità individuale ricettiva che nel corso di 23 anni di carriera condita con oltre 700 live acts in Italia e in Europa si è costruito brick by brick una vera e propria Alkadia orbitante all’interno del circuito underground nostrano. Già in seno a indie-punk-noise bands del calibro di First Class Mob, Betty Ford Center, Milk White e last but not least gli italo-argentini Stevedore, il nostro torna alla carica dopo una pausa di riflessione con un progetto nuovo di zecca denominato Sailormob, di cui vi andiamo qui a riferire in anteprima e che allo stato attuale è sostanzialmente una coppia aperta di polistrumentisti (Max: voce, basso, chitarre noise e autore di tutti i brani; Marco Schietroma: batteria e chitarre; produzione fifty-fifty). Il risultato è un debut full-length cantato in inglese che si presenta come un coacervo di punk ’77, noise rock (in massima misura) e prima new wave. Il fatto che Sailormob non sia alla ricerca dell’easy-listening suona evidente fin dall’incipit, con l’opener “Sparkle Head”, acido e reiterativo, che fa venire alla mente i Black Flag del periodo “My War”/“Slip it in”. Più in generale, dietro l’evidente ossimoro di Tidy monster, si fa strada un disco dalle atmosfere cupe e dalle liriche complesse, imbevute di un nichilismo decadente che soltanto una punta di ironia riesce a stemperare e smussare qua e là.
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