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Autocannibalismo

Saturday 20 August 2005


Purtroppo, per motivi personali, ho smesso da tempo di pubblicare la mia fanzine... ma, attenzione!!!! È in arrivo una nuova produzione, molto diversa dalla precedente! Si tratta di una raccolta di poesie e pensieri, naturalmente autoprodotta, che s'intitolerà Autocannibalismo. Qua sotto vi è il "manifesto" di questa raccolta.

PS: Tutta la raccolta sarà costituita da testi e disegni miei, in formato A4. Si prospetta che parte del ricavato venga utilizzato per pagare le spese giudiziarie di alcuni miei amici, finiti nei guai per aver esposto le proprie idee. Ad ogni modo il prezzo di questa produzione sarà come sempre molto irrisorio!
Mangiare. Fino alla nausea. Rapporto scorretto con me stessa, col mio corpo, con i miei pensieri. Rapporto scorretto con voi, con le parole, con i sensi.

Viscere inscatolate, sesso in salamoia, brandelli di religione fritta, frattaglie di politica ed istruzione. Arte saltata in padella, cuore in flambè, occhi con contorno di ipocrisia, mani sottaceto.

Ho degustato il migliore sangue presente sul mercato, ho degustato le vostre assurde teorie al vapore, ho degustato l’insipido sugo dei vostri corpi, ho degustato…

Odore di pelle scottata, molli corpi di fanciulle, bambini immersi nella vita prima degli aborti, cartilagine attorno alla rotula delle ginocchia di un vecchio, ombelichi odoranti di intestini tenue e crasso.

Saliva cosparsa sulla tavola, limone spruzzato nelle orecchie, midollo dei vostri pensieri e lacrime salate sulle guance gonfie di lividi.

Ho mangiato tutta me stessa, per rigettarmi di nuovo, ho mangiato ogni parte del tuo corpo, succhiandola sino all’essiccazione, ho divorato idee e libri colmi di immagini, mi sono rifocillata del latte più acre delle vostre mammelle.

Ho lasciato scorrere il tempo, affinché i vostri liquidi acquistassero maggiore delizia.

Invano.

Fame che si ritorce nel mio stomaco, fame eterna, come la lupa dantesca, fame perenne per volermi eternamente bene, fame distruttiva alla ricerca della soddisfazione insoddisfatta.

Ho annusato il fetore dei vostri figli, ho annusato il sudore degli animali.

Ho mangiato mia madre e mio padre con il dispiacere, ho soffocato mia sorella per lasciarla stagionare a testa in giù, ho squartato la pancia delle madri e vi ho trovato solo fumo, ho ispezionato la vostra mente ed analizzato ogni vostro movimento e vi ho trovato solo mediocrità, ho leccato ciò che di dolce potevate produrre e ne sono rimasta disgustata.

Mi sono assaggiata le dita dei piedi, mi sono mangiata tutte le unghie, mi sono nutrita delle mie fotografie, mi sono macellata per conoscermi meglio.

Bovini aperti e mosche appoggiate sulle loro vischiosità, donne nascoste dentro corpi di leoni ed agnelli che nascondevano conigli, che nascondevano quaglie, che nascondevano vermi, umani con la testa rasata e volti caprini, gambe disossate e grandi grosse larghe pance al mercato nero, seni succhiati e molli, orecchie che pendono dal mio collo, denti nascosti sotto i cuscini in attesa del topo.

Mi sono infilata la testa tra le gambe per divorarmi fino in fondo, mi sono infilata dita nella bocca per assaporare l’amaro del mondo che tocco, mi sono infilata obbiettività nell’ombelico per trascinarla dentro di me.

Trippa di adolescente gettata nella spazzatura, responsabilità venduta sui banchi della carne, sperma fresco nelle bacinelle servito con uova di struzzo, capelli nelle pagine dei libri e misto di polmoni gonfiati nell’acqua salata.

Ho cercato l’equilibrio nell’abbuffata, ho inghiottito nervosamente il tuo sguardo, ho cercato nel cannibalismo dei sensi l’amore, ma vi ho trovato solo carne calda, dura e pulsante di vita.

Adoro cucinare filosofia ed introspezione, tentare una nouvelle cuisine, mischiare le croste delle cadute con i liquidi della guarigione, succhiare sangue dalle vostre arterie, cercare senso nel mordermi ed annusarmi la pelle.

Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati la morale. Ci siamo mangiati tutti. Ci siamo mangiati per sentirci bene.

Ogni giorno cerco la preda più allettante per raggiungere lo stato di quiete.

Ogni giorno sperimento il mio sapore per scaricare la mia fame infinita.

Ci si mangia, ammuffendoci le viscere, ci si mangia, per dare sale a questa vita, ci si mangia, per colmare la nostra mancanza di senso, ci si mangia, per riuscire a sopravvivere.

Grasso che cola, libidine appesa ai fili, cantine con cervelli stappati, caffé di cenere umana servito ai fast foods.

Yogurt di palpebre fermentato, frittura di natiche alla televisione, frullato di parole prima delle elezioni, cannucce che succhiano materia grigia per la lobotomizzazione, vivisezione umana su soggetti non volontari, pubblicità ingozzata dalla massa, riviste porno a dosaggio elevato per tredicenni vuoti, guinzagli per colli di bambini con un osso in bocca.

Autocannibalismo nella mia camera, autocannibalismo nella mia testa, autocannibalismo insaziabile.

Ho fame, le mie fauci necessitano pelle.

Ho fame, le mie richieste raggiungono gli estremi.

Ho fame di emozioni e parole appese ai fili.

Perché il vostro midollo l’ho già succhiato tutto.

Perché il vostro aroma mi ha fatto stare male.

Ed ora non posso far altro che creare quiete, nutrendomi dei miei succhi.





PER INFO:
http://llordazine.splinder.com
llorda_zine@libero.it
Salandi Valentina
Via Gramsci, 22
Lurate Caccivio
COMO
(CO)



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