Recensioni
Claudio Gianini - Black out (Edizioni Clandestine, 2005)

Tuesday 13 September 2005


Diciamo il vero: Milano è luogo – prima ancora che città – che ben si presta all’ambientazione di un romanzo giallo con qualche cadavere disseminato qua e là. Essendo per l’appunto milanese, Claudio Gianini, dopo l’esordio del 2003 (Racconti tra le dita) non si è lasciato sfuggire l’occasione e ha dato in pasto alla curiosità dei lettori una storia che si dipana pian piano fino a sbrogliarsi definitivamente pagina dopo pagina giungendo alla risoluzione finale dell’enigma tipico (chi è l’assassino?).
Il succo del plot è presto svelabile: un serial killer – uno di quelli oggi tanto di moda, non solo in letteratura – pone in essere un’inquietante sequela di delitti che sembrano essere caratterizzati dai sordidi appetiti del sesso.
Il protagonista-io narrante è un’icona della condizione dell’uomo italiano postmoderno: inesorabilmente destinato alla ruina, fallito già in partenza perché destinato (nel caso de quo) a perdere la vista a causa di una malattia (“Perché vivere, se lo scopo primo della vita è la morte? Perché giocare, se la partita è persa prima ancora di essere giocata?”).

E spesso è proprio quando stai per perdere qualcosa che ne possiedi fino in fondo la reale importanza, l’utilità ultima della quale dovresti ringraziare qualcuno più in alto di te.

Il nostro si sveglia e va in bagno – questo l’avvio del romanzo – dove si imbatte in un cadavere che lo precipita in un incubo. Va detto che la trama non è certo delle più originali, ché il giallo con morti ammazzati segue il trend globale – probabilmente in scia ai tragici fatti di quotidiana cronaca – e questo genera una certa uniformità dei differenti plot proposti, ma il modus specifico di sbrogliare la matassa opzionato dal Gianini complessivamente convince, perché egli ha il merito di rappresentare con una certa linearità anche espressiva una successione di eventi tra loro solo in apparenza separati, che risulta apprezzabile anche da parte del lettore più distratto o esigente.

Il meccanismo narrativo insomma funziona, come detto, pagina dopo pagina – seppure con qualche a concessione a scene erotiche un po’ troppo autocelebrative, ma ci può stare anche questo data l’età dell’autore – fino alla citata risoluzione finale che dona una chiave di lettura all’intera faccenda.

Un buon libro che certamente non annoierà nessuno.
“Perché vivere, se lo scopo primo della vita è la morte? Perché giocare, se la partita è persa prima ancora di essere giocata?”
Ce lo siamo chiesti tutti, almeno una volta. La risposta probabilmente non c’è. Ma non è un buon motivo per smettere di scrivere romanzi che pongano la questione…

Claudio Gianini, Black out, Edizioni Clandestine, pagg. 196, Euro 10,00

[Fernando Bassoli]



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L'immagine di copertina è di Sergio Fortuna



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