Recensioni
Banda Del Rione + Payback + The Business live@Forte Prenestino, Roma, 08/10/2005

Tuesday 11 October 2005


Anche questo è passato. Uno dei concerti più attesi della stagione, dopo 4 anni dalla sfortunatissima serata al Villaggio Globale, Roma è riuscita a ospitare i Business. La giornata, come da tradizione (verrebbe da dire), si presenta pessima sin dalle prime ore del mattino: piove ininterrottamente fino alle 6 del pomeriggio. Che concerto dei Business sarebbe senza pioggia? Almeno per quest'anno siamo al sicuro, perchè il Forte è grande e c'è modo di farli suonare "al coperto" senza morire tutti. Si prospettava una grande affluenza e così è stato. Tantissima gente da tutte le parti di Italia, di tutti i tipi e di tutte le età. L'atmosfera era afosa ma sopportabile, d'altro canto le uniche alternative erano il fango e il gelo dell'immenso spazio circostante; quindi senza fiatare e con la birra ad ingannare il tempo, si è arrivati al primo gruppo della serata.
Banda Del Rione da Torino, finalmente di nuovo sui palchi romani, dai quali mancavano dal 2004. Che dire? Era più che giusto che uno degli ultimi gruppi italiani degni di essere definiti Oi! presenziasse. La gente impazzisce, ed è raro che ciò accada a concerti di gruppi "famosi" già dall'opening act. Ma ovviamente non stiamo parlando degli ultimi arrivati, anzi. Un concerto breve ma intenso, cori sentiti e delirio su canzoni come "Toro" e "Quale destino per noi". È sempre un piacere vedere la BDR dal vivo. Bravi, spontanei e diretti, senza inutili pose o retoriche. La gente aumenta sempre di più e con essa il caldo, ma va bene lo stesso. È il momento dei Payback. Hc romano, molti membri con un passato Oi! alle spalle, nessuno meglio di loro avrebbe potuto fare le veci dei padroni di casa. Inizio ormai di rito con "War on the streets", per poi proseguire con un alternarsi di brani dai loro due album. Chiudono il concerto con "Hard times", le folle come sempre qui "in casa" sono adoranti e oramai il livello di sudore e calore tocca limiti - quasi - preoccupanti. La gente si accalca sotto il palco e l'attesa si fa sempre più lunga. Problemi tecnici, pare. I Business vengono acclamati sempre più insistentemente e finalmente eccoli. Bastano pochi secondi di "The truth the whole truth" e la gente impazzisce. Com'è giusto che sia, un continuo singalong che aumentava sempre più col susseguirsi dei pezzi più noti della band, da "Suburban rebels" a "Hardcore hooligan", da "Guinness boys" a "Real enemy"... D'altro canto sfoderando solo pezzi da 90 non poteva che essere così. Caos, gente sul palco, gente che volava sopra e sotto di esso, in nome di quella "nuova parola" che Mikey ha voluto insegnarci... Mr. Fitz, oramai non più un giovincello e forse provato da anni di scorrettezze, tiene il palco molto meglio di quanto potessi aspettarmi. I musicisti tutti bravi, in particolare il batterista, un folle dal look molto rock'n'roll, che dopo un passato con Mr. Bruce Dickinson pare ora divertirsi un mondo con quello che fa sul palco coi Business, e per questo merita adorazione. Il concerto finisce dopo poche canzoni, un coro unanime intona "Knock it back have another one drinking and driving is so much fun" e rieccoli sul palco. "Harry may" e in chiusura la precedente, acclamata "Drinking and driving". E fine. Chi non è venuto (in pochi, credo, c'era troppa gente) ha perso una serata veramente bella e, come sono solita ripetere, spontanea, in un periodo nel quale di spontaneità a Roma (e non solo) se ne vede poca. Dopoconcerto assolutamente delirante per tutti: l'atmosfera s'era fatta surreale, quasi, ma è bello così. Chiudo nell'unico, scontato modo in cui potrei chiudere: Oi!

[Miss F]




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