Interviste
Luigi Bonanni (Centocelle City Rockers, Garçon Fatal)

Monday 06 November 2006


Qualcuno lo ricorderà per il suo contributo al recente documentario "Mamma dammi la benza", incentrato sugli albori del punk italiano. Altri lo ricorderanno come uno - e non uno qualsiasi - dei Centocelle City Rockers, la leggendaria banda armata di punks che a fine '70 imperversava in quel di Roma, zona Prenestino non ancora occupato. Altri ancora lo avranno visto sul palco in compagnia di Captain Sensible dei Damned, così come lo ritae un famoso scatto vintage. Io lo intervisto come cantante dei Garçon Fatal, gruppo tuttora in fervente attività dopo ben vent'anni, e come memoria storica del punk capitolino. Lui è Luigi "Lou" Bonanni, che ringrazio di cuore per essersi sottoposto al terzo grado della Lama, ripercorrendo per tappe avvenimenti su cui troppo poco si è fatto luce. Begin to see the light: non perdetevi questa.
D: Sommo Luigi, iniziamo dalla preistoria. Ho letto che nel 1978-79 o giù di lì sei stato uno dei primi punk di Roma, o forse probabilmente il primo. Si parlava di te in uno speciale di Bassa Fedeltà (magazine italiano sul punk ’77 degli anni ’90, ndr) e attualmente ricorre un po’ ovunque il nome dei Centocelle City Rockers, vuoi per la canzone dei Klaxon, vuoi perché il passato ritorna continuamente nel presente. Al di là di quanto scrisse la stampa dell’epoca, chi erano effettivamente i Centocelle City Rockers?

R: Intanto un caro saluto a voi e ai vostri aficionados e complimenti per il nuovo cd. Ok, sbrigàti i salamelecchi di rito veniamo a noi. Allora, chi erano i 100celle? Intanto un paio di chiarimenti, ho visto gente che ne parla direttamente sui dischi senza aver mai vissuto quei periodi ed appropriarsi di 30 anni di storia solo per moda mi lascia un po' perplesso. Hanno dedicato il disco a "noi" ma personalmente preferisco ricordarmi del nostro movimento come anticipazione del punk romano che sarebbe poi apparso e non parte integrante di una moda. Eravamo dei pedicellosi quindicenni che vivevano le macerie di una periferia corrotta e povera e volevamo solo combattere la noia del nulla. La musica era un ottimo viatico, l’alcol e le droghe erano il nostro "vero" punk. Quando il quartiere, sul finire dell’80, venne invaso da orde di ragazzi inneggianti a Sid Vicious e compagnìa bella, noi eravamo già fottuti e subito dopo la frangia estrema del movimento sparì dalla circolazione. Diciamo che di quella Centocelle rimase la leggenda.

D: Questa domanda è più da parte del mio amico Michele Mordente che mia. Michele – che è il curatore ufficiale dell’opera grafica e fumettistica di Stefano Tamburini (Ranxerox, Cannibale, Frigidaire, Snake Agent) – si chiedeva e mi chiedeva, dopo aver letto la scritta "Centocelle City Rockers" su uno sfondo della prima edizione di una storia di Ranxerox, a chi fosse destinato quel tributo. Conoscevi Tamburini o pensi che vi abbia inglobato in modo perfettamente casuale?

R: Appunto come dicevo prima, tra i tanti posti nella preistoria del punk (rock, new wave) romano c'era un locale a piazza Trilussa, in zona Trastevere, che si chiamava "Magia" e che era frequentato oltre che da noi... vediamo un po'... vi basta se vi dico che la ragazza del bar si chiamava Lubna? Credo che Stefano Tamburini fosse alla ricerca di nuovi stimoli e di sicuro la scena romana di quel periodo gliene avrà regalati molti e sono altresì sicuro che noi Centocelle gli fossimo simpatici.

D: Quali sono stati i gruppi punk in cui hai militato prima di formare i Garçon Fatal nel 1986? Ce ne faresti una breve storia? E ancora: hai mai pensato a una ristampa di quel materiale oggi assolutamente irreperibile ai più?

R: Per quanto riguarda il materiale che è in mio possesso purtroppo niente di sonoro, solo foto, articoli e altre amenità che ho inserito nel nostro sito ufficiale www.garconfatal.com o www.myspace.com/garconfatal. Qualcosa è possibile vederlo nel film-documentario sui primordi del punk italiano "Mamma dammi la benza" di A. Rastelli uscito da poco e dove viene utilizzata come testimonianza "romana" una mia intervista, dove parlo dei "Bads", il mio primo gruppo. Poi sono venuti gli Apocalypse Hotel e subito dopo ho formato i Garçon Fatal... indovinate con chi? Lorenzo e Andrea, gli attuali Klaxon.

D: I Klaxon di Andrea e Lorenzo hanno recentemente reso tributo al Uonna club, intitolando così il loro ultimo disco-raccolta per City Of The Dead. So che sei salito più e più volte sul palco dello "storico locale sulla Cassia". Eri anche uno degli abitués? Hai rimembranze da darci in pasto?

R: Eh eh eh eh, vedo che vuoi farmi toccare un altro tasto dolente, preferisco sorvolare. Passiamo alla prossima domanda.

D: Veniamo quindi ai Garçon Fatal, recentemente riformati. Avete esordito con un cameo in un film di Joe D’Amato, del quale il vostro primo demo fu anche la colonna sonora. Cosa ricordi di quell’esperienza?

R: Le enormi tette di Tinì Cansino e per la verità anche le sue lenti a contatto posticce.



D: I Garçon Fatal sono un mix di suggestioni musicali svariate e sicuramente più mature nel tempo (rock, proto-punk anni ’70, glam, wave): pensi che sia un passaggio naturale ed obbligato nella carriera di un musicista elaborare il proprio sound facendo continuamente i conti con nuovi ascolti, o è possibile fare bei dischi anche rimanendo statici dal punto di vista sonoro? Quali sono gli ultimi cinque dischi che stai gettonando?

R: Io penso che elaborare il proprio sound sia fisiologico e naturale, fa parte della sfera umana migliorarsi ed ovviamente la musica non sfugge alle regole. Come GF siamo nati in un periodo di interessanti cambiamenti e stili musicali, per cui trovare diversi riferimenti al nostro sound è stato semplice. Trovo disinteresse nel ripetere determinate formule all’infinito ma trovo altresì importante anche tornare al passato, come del resto stiamo facendo con la band, perché non bisogna mai dimenticare le radici. I miei ascolti vengono distribuiti tra vecchie sonorità e nuove leve, l’importante è che la musica sia intelligente e soprattutto Rock’n’Roll energico.

D: Con i G.F. avete fatto tournee all’estero in compagnia di nomi anche ormai celeberrimi del panorama musicale italiano, Litfiba su tutti. Quanto è stato importante passare dall’underground alla visibilità canonica? Aneddoti? Commenti?

R: In effetti abbiamo suonato con molti gruppi che sono diventati poi "importanti" nel panorama rock italiano, e, a parte con i Litfiba al Teatro Tenda nel loro primo concerto importante (5000 persone), mi ricordo (e la cosa mi fa sorridere) di un concerto al club "Jake & Elwood" di Fiumicino con un gruppo sconosciuto che aprì il set, si chiamavano Negrita.

D: Progetti futuri della band? Progetti futuri di Luigi Bonanni scrittore?

R: Per quanto mi rigurda è una questione di stimoli e dopo anni di scoglionamento, il fatto di ripartire con Maurizio "Angus" Bidoli (storico chitarrista punk-metal romano) ed il mio fratellino di sangue Augusto "tedesco" Stigi mi dà enormi energie, quindi rimetterò in moto questa mia mente malata che ultimamente i romanzi li viveva in prima persona. Con la band stiamo preparando la rentree dal vivo e stiamo in procinto di registrare le nuove tracce che finiranno sul prossimo cd. Avrò molto da raccontare prossimamente, datemi solo il tempo di organizzarmi.

D: Cosa è cambiato per te in questi ultimi vent’anni?

R: Mah. Continuo a fare e a parlare delle stesse fottute cose da una vita, probabilmente ciò che è cambiato in me è solo la taglia dei pantaloni.

Chiudiamo alla Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta! Grazie, Luigi!

Domanda: come stai Lu?
Risposta: .......................ma vaffanculo !!!!!!!

Ciao belli.

[Simone]




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