Coprophagus
Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano)

Tuesday 18 December 2001



con: Linda Lovelace, Henry Reems




Quando, a cavallo dei Sexties, l'impero hollywoodiano accusava i colpi inflitti dal nemico catodico, dalle leggi antitrust che impedivano alle Majors di continuare il loro indiscriminato controllo sulla catena distributiva cinematografica e dall'irriverenza poetica e formale dei rebels without a cause che andavano a sostituire le file dei directors incartapecoriti, si venivano a creare le condizioni per cui una magmatica produzione filmica invadesse gli schermi americani. Gli umori giovanili(stici) trovavano sfogo nelle sgangherate produzioni targate A.I.P. -American Indipendent Pictures- capitanata dal guru dell'exploitation, Roger Corman, nell'horror viscerale di H.G. Lewis e nelle visioni psicotroniche concepite da una rosa di registi da "corte dei miracoli". L'unica, vera produzione filmica indipendente, del tutto sganciata dai meccanismi delle grandi case di produzioni che nel frattempo si vendevano ai colossi multinazionali disperdendo la loro aurea identitaria. In questo clima virulento avvenne che qualche anno più tardi, un quotato parrucchiere abbandonasse la sua fiorente carriera per realizzare quello che a tutt'oggi resta il maggior incasso di tutti i tempi del cinema underground: "Gola profonda".

Le cronache narrano file interminabili ai botteghini delle sale che lo avevano in programmazione; e non tardarono le beghe legislative avviate dallo scossone morale che, come un onda d'urto, aveva scatenato la visibilità delle arti "oratorie" della protagonista, mostrate -finalmente- senza alcuna reticenza da una pellicole che godeva di una fruizione notevole e quasi "normale".

Un pubblico che andava in visibilio per la storia di Linda, sfortunata donna incapace di provare i piaceri dell'orgasmo fino a quando il dottor Young non scopre che la causa di tale disfunzione è dovuta alla mancanza della clitoride che la natura ha bizzarramente e maliziosamente disposto giù nella faringe. La cura è presto trovata, e il dottore si presta alla causa lasciando che il suo "scandaglio" stimoli l'organo occultato: Linda è così guarita è può continuare per la sua strada.

Linda LovelaceLa componente ironica, addirittura comica che attraversa il plot di questo caposaldo dell'hard (ma per i film di Damiano molti preferiscono la definizione porno-chic), è solo una delle, apparentemente paradossali, commistioni a cui il regista sottopone l'allora novello, e per molti versi già mortifero, genere cinematografico. Sebbene infatti, in "Gola Profonda" non sia presente la vena drammatica, pessimistica e anche macabra/violenta che contraddistinguerà le sue pellicole successive, Gerard Damiano vela la storia con una sottile intuizione fantastica, in linea con le improbabili produzioni da drive-in coeve, ma anche con le implicazioni e gli umori conseguenti alla liberazione sessuale. L'insolita collocazione dell'organo di Linda, anticipa di pochi anni quell'ancor più straordinaria alterazione biologica che affligge la protagonista di "Rabid, sete di sangue" di David Cronenberg: una vagina ascellare dalla quale fuoriesce un prolungamento fallico attraverso il quale la protagonista sugge sangue dalle proprie vittime. Nel film del principe delle videodromatiche mutazioni, è bene notarlo, l'interprete è Marilyn Chambers; pornostar protagonista di un'altra mitica pellicola hard: "Behind the green door" dei fratelli/coltelli Mitchell.

Ma la presenza di componenti spurie, a volte "alte", non è l'unico parametro che rende "Gola profonda" un'opera che esula dal semplice intrattenimento (masturbatorio). La ricerca dello spessore psicologico dei diversi protagonisti è un'altra delle cifre stilistiche di Damiano, che non si accontenta di articolare degli sterili carnai com'è di consueto nella stragrande produzione pornografica; né le performances risultano imbolsite e raggelate dalla mancanza di coinvolgimento degli attori. Tutto questo conferisce a "Gola profonda" un magnetismo coinvolgente e dimostra una straordinaria, progettuale, definizione della "linea sismografica" dell'orgasmo, ottenuto attraverso una consapevolezza tecnica e linguistica da far invidia a molti registi mainstream. L'ausilio di doppia m.d.p. durante le scene di eiaculazioni, permettevano al regista di riprendere l'atto e contemporaneamente "fermare" il momento in cui sul viso dell'uomo si presentava l'espressione non simulabile e osava, con montaggi ejzenštejiniani rappresentare le emozioni scaturite da una sublime fellatio.

[Andrea Grieco]




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