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Stefano Tamburini (1955/1986)

Saturday 29 December 2001


Stefano Tamburini nei panni di Ranxerox Per la gioia di voi zozzoni fumettari, uno speciale su quello che è da molti ancor oggi considerato il più geniale inventore di grafica e riviste degli ultimi quindici anni: sto parlando ovviamente del grafico, sceneggiatore e disegnatore romano Stefano Tamburini, detto pure Steve Tamburo.

Il Tamburini, per chi volesse saperla tutta, si era affacciato sul lurido mondo dell'editoria già nel lontano 1974, disegnando per la rivista romana di controcultura "Combinazioni". Nello stesso periodo il nostro collaborò anche con Stampa Alternativa, realizzando in questa sede vignette, illustrazioni, volantini, copertine.

Tuttavia, il suo maggior merito in campo editoriale rimane senza dubbio la creazione, nel maggio del 1977, dell'ormai celeberrima rivista a fumetti intitolata "Cannibale", nata originariamente come fanzine di taglio avanguardistico. Attorno al lavoro organizzativo di Tamburini si raccolsero e si affiatarono ben presto matite del calibro di Pazienza, Mattioli, Scòzzari, Liberatore.
Stefano Tamburini nei panni di Ranxerox

Proprio assieme a quest'ultimo, con cui aveva già collaborato su "Il Male", Tamburini iniziò il remake grafico e testuale dell'antieroe a fumetti per il quale oggi massimamente viene ricordato, ovvero il coatto bionico Rank Xerox. L'androide di carta, protagonista di mirabolanti avventure ambientate in un'orgia futuribile di droga, sesso e violenza, fu poi ribattezzato Ranxerox in seguito a una querela per plagio e oscenità che si attirò contro da parte dell'omonima ditta produttrice di fotocopiatrici.

Snake Agent, il velocissimo agente segretoAll'epoca in cui gli azionisti di tale società giudicarono il fumetto sceneggiato da Tamburo e disegnato da Liberatore volgare e inammissibile, non si poteva certo prevedere che Ranxerox sarebbe poi stato tradotto in oltre 30 paesi, né che sarebbe diventato, nel giro di un decennio, uno dei riferimenti fondamentali dell'immaginario collettivo contemporaneo. Oggi lo sanno sicuramente anche loro, e lo sa di certo pure Liberatore, che attualmente vive in Francia ed è considerato uno dei mostri sacri, nonché uno dei massimi maestri del comic mondiale. Prima di "Cannibale" faceva le copertine dei dischi per la RCA.

A Stefano Tamburini si devono, tra le altre cose, anche il nome e la grafica dell'ancor più celebre rivista "Frigidaire", fondata nel 1980 assieme a Vincenzo Sparagna. Quest'ultima testata, tra alti, bassi ed interruzioni varie, praticamente non ha mai cessato del tutto di esistere. Per "Frigidaire", Stefano realizzò, oltre alle nuove sceneggiature di Ranxerox, le storie di Snake Agent, create deformando un vecchio fumetto americano con l'ausilio della solita fotocopiatrice e alterandone brutalmente il lettering. Per molti il capolavoro di Tamburini è proprio Snake Agent. Per altri no. Tutti sono sicuramente d'accordo nel ritenere che tale opera è, senza ombra di dubbio, da annoverarsi tra le cose più punk che il nostro abbia mai realizzato. Stefano in veste chirurgica per Red Vinyle

Sempre su "Frigo", Tamburo curò la scandalosa rubrica musicale "Red Vinyle", chiamata così per prendere per il culo l'allora semisconosciuto Red Ronnie: si occupò, in questa sede, di stroncare grossolanamente i più grossi nomi del rock internazionale, affidandosi a commenti ripresi, pare, dai dialoghi tra borgatari uditi a Roma negli autobus notturni.

Alterando un demotape inviatogli per una recensione dette infine luce allo pseudo-artista elettronico Mongoholy-Nazi (ovvia storpiatura di Moholy Nagy). Il nastro di Mongoholy Nazi, venduto all'epoca a 5.000 lire per corrispondenza, è oggi oggetto di culto da parte dei collezionisti.

Alla fine del primo lustro degli anni ottanta Tamburini si dedicò anche alla moda, creando la collezione "Vudù", le vetrine per i negozi Vogue e i gadgets per la casa farmaceutica Pfitzer. Collaborò inoltre alle testate "Vomito", "Tempi supplementari" e "Zut". Ma furono più o meno le ultime cose.

Il corpo senza vita di Stefano Tamburini venne ritrovato a due settimane dal decesso nella sua casa di Monte Mario. Era l'aprile del 1986.

Ranxerox e Lubna, la sua partner minorenne ed eroinomane











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[Simone]




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