Articoli
Né Littoria né Latina, ma... Latrina

Wednesday 30 January 2002


Contributo al dibattito sul film di Pannone, vincitore dell'ultimo Festival di Torino nella sezione 'documentari'




Il suggestivo film-documentario "Latina/Littoria" dell'ispirato regista pontino Gianfranco Pannone ha messo l'intera cittadinanza di fronte alla responsabilità di non aver saputo fare delle scelte ben precise circa la propria identità socio-culturale.

Cos'è oggi Latina, a circa settant'anni dalla sua tribolata fondazione? Della palude bonificata resta ben poco; ma poco rimane anche della Latina del boom economico, che ha conosciuto un notevole benessere almeno fino alle inchieste di Tangentopoli…

Oggi, ahinoi, la realtà è ben diversa, ma non rappresentata fino in fondo nemmeno dalla valida e coraggiosa opera di Pannone. Come spesso accade, infatti, la verità sta nel mezzo: né Littoria né Latina, dunque, ma un terzo genere che personalmente definisco Latrina, adottando a malincuore un dispregiativo da tempo in uso tra i giovani locali. Purtroppo la comunità si è progressivamente disgregata, non ha saputo proporre né programmare. La classe politica non ha operato per il bene comune e gli imprenditori, presi per il collo dagli Istituti di Credito, hanno dovuto esasperare il loro innato individualismo. In questo contesto, la nostra è diventata terra di conquista, appetibile per i loschi affari della malavita più o meno organizzata, con un'impennata della microcriminalità giovanile che, negli ultimi anni, ha veramente disorientato tutti. Il disordinato afflusso degli extracomunitari - che spesso diventano manovalanza del crimine per mera necessità di sopravvivenza - ha fatto il resto, e basta fare un giro di sera sul lungomare per capire di cosa parlo. Ma questa è Latrina: la terra di nessuno dove la Giustizia non esiste più semplicemente perché è arduo perfino amministrarla (si veda, per intenderci, l'attuale incresciosa situazione del Tribunale, con gli Avvocati costretti allo sciopero ed una Magistratura numericamente insufficiente fino al ridicolo). Latrina, insomma, è una realtà da teatro dell'Assurdo, che miscela la quotidiana difficoltà di sopravvivenza di Littoria con gli eccessi consumistici della Latina dell'ostentazione di una ricchezza faticosamente conquistata. Una sintesi di tutto il peggio possibile, insomma, una città con le strade piene di buche, dove non funzionano nemmeno i gabinetti della succursale del Liceo Scientifico "Majorana" e dove si perdono anche due ore al giorno per pagare una banale bolletta all'Ufficio postale. A questo punto, l'unica speranza che rimane sono i giovani, con la loro energia positiva, il loro intimo desiderio di legalità, perfino la loro disperazione e voglia di riscatto. Basterà? Vorrei invitare altri cittadini a dire la loro in proposito, per aprire un dibattito costruttivo, utile all'intera comunità.

[Fernando Bassoli]




Questo articolo proviene da:
http://www.lamette.it

L'URL per questa news è:
http://www.lamette.it/modules.php?name=Live_News&func=LiveNewsView&nid=171