Articoli
I paesaggi romani di Vittorio Paradisi - Lirismo coloristico su tela

Wednesday 13 March 2002


Secondo il Prof. Gillo Dorfles "l'Arte rende possibile all'uomo una conoscenza più ampia di sé stesso e del mondo che lo circonda, attraverso un'evoluzione potenzialmente infinita. Favorisce inoltre la sua maturità, nella quale sono individuabili i germi della sua intelligenza e della sua completezza umana e sociale". Ed è questo, appunto, il caso di Vittorio Paradisi.

Per lui, infatti, l'espressione artistica non rappresenta solo una mera possibilità di riscatto per il singolo individuo o addirittura una via di fuga davanti alle troppe tensioni e disarmonie della vita quotidiana: al contrario, creare gli sembra il modo migliore di assumere una posizione lungimirante, consegnando ai posteri qualcosa di tangibile e spirituale al contempo.

Esponente di spicco della prestigiosa Scuola romana, egli osserva una città e la riproduce su tele che diventano delle finestre virtuali, utilizzando i colori giallo-rossi tipici di Lecce (città natale ben presente nella sua memoria affettiva) che, come per incanto, si trasforma nella Città eterna…

Negli ultimi decenni le arti visive hanno subito una sorprendente trasformazione, causata dall'incalzante compresenza dei più diversi mezzi di comunicazione e dall'evoluzione tecnologica. Se fino agli anni '50 il dibattito culturale era abbastanza bloccato sulla dicotomia manichea tra Figurativo ed Astrattismo, dopo la seconda Guerra Mondiale s'è veramente visto e sperimentato di tutto. Personaggi di assoluto rilievo come Burri, Fontana e Baj hanno dimostrato, facendo vacillare ogni certezza accademica, che l'indagine artistica è di fatto inesauribile. Davanti alle opere di Paradisi, però, viene il dubbio che l'Arte sia invece rimasta sempre la stessa, ricca cioè di quelle struggenti atmosfere intrise di lirismo coloristico che fanno del medium pittorico una sorta di macchina del tempo capace di renderci tutti sorprendentemente fanciulli. A mio parere, si dà troppo spesso per scontato che gli artisti continueranno a doversi adeguare al mutamento dei materiali. Un quadro, infatti, resta ciò che è sempre stato: un centro di irradazione, esattamente come una sorgente di luce o calore. La differenza sostanziale consiste nel fatto che questa irradiazione scaturisce dall'organizzazione intrinseca dell'opera e quindi non nasce da una fonte energetica esterna rispetto alla medesima. Questa sorta di "miracolo" si rinnova dinanzi alle tele di Paradisi, perché la sensazione è proprio quella di assistere alla propagazione di onde di calore rilassante, benefico: il degno tributo all'aura rosseggiante che rende unici alcuni palazzi della Capitale.

Ho avuto modo di incontrare il maestro in occasione di una mostra allestita nei locali del "Gilda" di Roma dall'Accademia "Gildart International" e ne ho approfittato per fargli alcune domande:

D: Quali referenti culturali hanno maggiormente influenzato la sua produzione?

R: Le esperienze acquisite prima con modelli artistici di tipo mediterranei e successivamente con l'ambiente romano hanno accumulato in me conoscenze e nozioni atte ad influenzare in misura decisiva la mia produzione artistica.

D: Cos'è per lei l'Arte?

R: Un fenomeno storico, una manifestazione dello spirito umano che è perciò anche una componente fondamentale della Cultura.

D: Che tipo di consigli darebbe ad un giovane che desidera dedicarsi alla pittura?

R: Gli spiegherei che la Pittura e l'Arte in genere sono una cosa veramente seria, in quanto posiziona l'artista in seno alla società comunque essa si comporti nei suoi confronti.

D: Secondo lei lo Stato fa abbastanza per promuovere i singoli artisti e valorizzare le Belle Arti?

R: Io sono convinto che siano i singoli artisti a dover valorizzare sé stessi, partecipando a Rassegne e Manifestazioni varie dedicate all'Arte e curando i rapporti con i critici e le Gallerie private.

D: Cosa pensa del progetto di privatizzare i Musei?

R: Mi sembra una faccenda ingarbugliata. In Italia vi sono Musei nazionali che funzionano bene, ma anche le Pinacoteche private e le Fondazioni hanno un ruolo importantissimo, garantendo Esposizioni nazionali ed internazionali di sicuro interesse.

Questo artista ha il gran merito d'aver saputo realizzare un insolito connubio tra le modalità d'espressione proprie della tradizione romana e pugliese, colpendo cioè al cuore il colore e scoprendo in esso delle implicazioni psichiche ed emozionali che inducono a tale riflessione conclusiva: finché nell'uomo ci sarà una sensibilità capace di renderlo creativo, l'Arte vivrà in eterno, perché ogni opera di Paradisi esplora le zone più recondite della sensibilità e restituisce le emozioni più pure, quelle che rendono il mondo misteriosamente capace di dare un senso agli sforzi che compiamo per migliorare noi stessi.

[Fernando Bassoli]




Questo articolo proviene da:
http://www.lamette.it

L'URL per questa news è:
http://www.lamette.it/modules.php?name=Live_News&func=LiveNewsView&nid=205