Recensioni
Beatbreakers – Don’t listen to their bullshit! 12’’ (Dischi Vololibero, 2012)

Thursday 05 April 2012


E si rispolvera ancora una volta il sacro piatto per il sacrificio vinilico: dall’area meneghina sull’altare dei sacri Lari del garage-punk, i virulenti Beatbreakers con un titolo che vorrebbe essere un disclaimer (Don’t listen to their bullshit!) ma che non dovrebbe trarvi in inganno: ascoltare le loro stronzate infatti fa bene allo spiritaccio. EP a 45 giri in 12’’, formula insolita ma non certo inedita, per una scaletta essenziale che al sottoscritto sembra a cavallo tra i Cramps e i Radio Birdman, un po’ adrenalinica e un po’ sulfurea, ma comunque super-accattivante per chi come noialtri è rimasto nel Vietnam dei ’70.
5 pezzi 5, per un piatto ricco dove segnalerei su tutte l’opener “Evil everywhere” e la strumentale, surfeggiante e desolata “Late midnight train”. Line-up classica a quattro (voce, chitarre fuzzose, basso, chirarra) arricchita qua e là da interventi esterni (c’è ovviamente un sax, tanto perché non tiriate a indovinare…), e infine – per voi cervellotici – copertina-rivisitazione da una locandina cinematografica dei fratelli Stenberg per “Sei donne in cerca di riparo” (1927).

Promosso con bacio accademico.

[Simone]

Per contatti, o per avere il disco: www.beatbreakers.org




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