Recensioni
Golden Shower – The strange case of the Alaskan dragon breath cd (Area Pirata, 2013)

Wednesday 06 March 2013


Golden shower - per voi che magari siete a digiuno di sano porno fetish - è un’espressione gergale che si usa per indicare la dannunziana pratica del farsi pisciare in faccia da una signorina compiacente: inutile dirvi che è un bel nome. Se poi la band – proveniente, stando alle carte stradali, da Tearsvalley, Toscana – suona musica veementemente sixties e non lo fa tanto per, allora chiacchiere e distintivo spariscono del tutto e vi rimane un disco da avere a tutti i costi, ma forse non mi spiego ancora dicendovi semplicemente che è una delle meglio cose che mi hanno spedito quest’anno. Figuratevi una sorta di Rolling Stones prima maniera e metteteci dentro: un organo farfisa, un sax onnipresente che qualche volta segue il drumming con piglio quasi ska e più spesso è newyorkese, gran senso della canzone e del refrain. Questo nei momenti migliori, ma basta e avanza. Non so, mi viene in mente anche “Copy cats” di Johnny Thunders e Patti Palladin (“Bad soul” ne evoca certo il fantasma), ma non vorrei rovinarvi l’ascolto o depistarvi: penso che ce ne sia già abbastanza.
12 pezzi 12, che vi faranno ballare mesmerici insieme a un’infornata di zombi della notte, dotati possibilmente di parrucconi a caschetto giallo stile Brian Jones o Nino D’Angelo, a scelta. Talora i cinque cantano anche in italiano con effetto di beat equivoco (“Il Dio Serpente”), e sì, più in generale, The strange case et cetera et cetera trabocca attitudine punk e libidine incontrollata da ogni singolo poro.

Non so se a tutti piace la doccia gialla a prescindere, ma datemi retta, vale la pena che la fanticella allarghi le sue cosce su di voi.

[Simone]

Per contatti, o per avere il cd: www.areapirata.com




Questo articolo proviene da:
http://www.lamette.it

L'URL per questa news è:
http://www.lamette.it/modules.php?name=Live_News&func=LiveNewsView&nid=2144