Recensioni
Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011)

Sunday 10 March 2013


Quando penso a Livorno, mi vengono in mente immediatamente tre cose: Piero Ciampi, i baretti e il porto, e un po’ mi sento a casa, a maggior ragione se mi affaccio dalla finestra e vedo una realtà abbastanza parallela, con i gozzi che prendono il largo prima dell’albeggiare e lo sciabordio delle onde sui fari scrostati. Dico questo perché i Trade Unions sono una band fortemente autoctona, che riporta il tipo di ambientazione di cui sopra – esplicita già a partire dal titolo di questo disco – nella maggior parte delle sue canzoni, e lo fa innestandola in uno streetpunk di connotazione red che risente musicalmente di influenze dell’Oi! italiano a cavallo tra i novanta e il nuovo millennio (in particolare, mi viene in mente il nome della Banda Del Rione, con cui ho incrociato spesso i palchi in passato e che sia dal vivo che in studio aveva introdotto un approccio che ritrovo qui).
10 pezzi 10, cantati in rigoroso italiano, per una scaletta decisamente serrata, con la sezione ritmica che mena incessante e un bel lavoro di cori e arrangiamenti. Le liriche vertono, come anticipato, sulla realtà dei cantieri navali, dei quartieri popolari e del tifo calcistico, ma c’è spazio anche per un messaggio di solidarietà e amicizia che fa felicemente a cazzotti con l’atteggiamento isolazionista di tanta musica che dice di venire dal basso ma in fondo sembra più che altro un pretesto per mandare avanti una mascherata in attesa di essere riassorbita dalla routine.

Pollice in alto per i nostri, che hanno anche l’ottima idea di tradurre in spagnolo tutti i contenuti di un sostanzioso booklet, strizzando l’occhio allo streetpunk iberico.

[Simone]

Per contatti, o per avere il cd: www.myspace.com/tradeunions




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