Recensioni
Colonna Infame SH – Dalla nostra parte Lp (Oi! Strike, 2013)

Wednesday 15 May 2013


Li ho visti suonare per la prima volta sul finire degli anni ’90, in un posto della Roma di allora che si chiamava Kaos Pub e che per quanto ricordi effettivamente poteva essere ubicato anche a casa del diavolo, però sono quasi certo che aveva una saletta sotterranea e piuttosto claustrofobica con palco annesso e che si entrava facendo la tessera all’ingresso: la stessa sera c’erano anche i Bier Kampf, altra vecchia gloria Oi! capitolina, nonché i DUAP, in cui già mi ero imbattuto un po’ di tempo prima al Villaggio Globale, rimanendone veramente colpito. Di quell’altro concerto invece ricordo loro (epoca “Gente di strada”), i Totally Pissed e i Vegetebol, forse, ma potrei anche mischiare le carte. Tutto questo lungo excursus per dire che negli anni dei Colonna Infame a Roma bolliva veramente qualcosa in pentola per quanto riguarda lo streetpunk: una nuova maniera di suonarlo e forse di concepirlo, innanzitutto. In continuità con gli anni 80 di Nabat, Rough, BASTA e compagnia bella, d’accordo, ma anche musicalmente più veloce, più contaminato, più “core”, anche se con pari urgenza di messaggio, che era in genere diretto e ben poco politically correct. Niente a che vedere, insomma, con la patriarcale tirata Oi! di chi non ha niente da dire: quella è arrivata dopo, probabilmente interpretando male dischi come l’omonimo (fondamentale) dei Colonna Infame, che uscì nel ’97 per Banda Bonnot e che qui ritrovate paro paro, insieme alle tracce registrate poi nel 2000 dal rinnovato quartetto, con Damiano e Duccio a dare man forte ai “superstiti” Petralia e Maurello.
Delle singole canzoni dei Colonna Infame non mi va di parlare perché non lo ritengo utile: sono ben conosciute nell’ambito dell’underground nazionale e secondo me mondiale, e sono state già ristampate più e più volte, anche prima che Paolo prendesse in mano la situazione e se lo facesse da sé e per tre. In questa versione vinilica comunque ci sono tutte ma proprio tutte, incluse schegge del demo ’96 e quelle (da me mai sentite prima) del penultimo live prima dello scioglimento ufficiale: ma è chiaro non volevo andare a parare qui.

Quello che invece mi premeva di spiegare, dicevo, è il perché poi questo vecchio gruppo di amici romani, con cui ho diviso il palco più di una volta e che conosco all’incirca da tre lustri, sia effettivamente un tassello importante per il punk italiano, una cosa che ci DOVEVA essere e che effettivamente era lì a fare da ponte nel momento in cui si raccoglieva il testimone. Spero di esserci riuscito senza dire minchionerie: ora fate quello che dovete, ma perdìo, in modo consapevole. Ci vediamo al prossimo concerto reunion, uno dei tanti che ci sono e che sempre ci saranno. Perché è così che la voglio vedere io: una saga intramontabile.

[Simone]

Per contatti, o per avere il disco: www.soarecords.it




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