Recensioni
FUN – Come vOi! cd (Anfibio Records, 2013)

Wednesday 18 September 2013


A 100celle si spara ancora?
Direi di sì, considerando il ritorno dei FUN come una P38 ripulita, lucidata e rimontata, un po’ alla maniera di “Dillinger è morto”. La mia personale esperienza di vita mi ha insegnato come nulla sia da escludere mai in via definitiva, perché il caso determina corsi e ricorsi, allontanamenti e ritorni di fiamma secondo una logica il più delle volte imponderabile e pressoché totalmente imprevedibile: ed ecco che un bel dì – tanto per dirne una e a seconda dell’angolazione da cui ne guardate l’alba – in quel di Roma si creano le condizioni perché Sergio si ritrovi con i suoi vecchi compari in un pub e decida di rimettere in piedi quella che è stata indiscutibilmente una delle più importanti e indimenticate Oi! band italiane degli anni ottanta. Dei FUN si è parlato e favoleggiato molto in questi anni, in larga parte grazie ai tributi resi da Klaxon, Nabat, Gozzilla e diverse altre realtà streetpunk nostrane della prima e della seconda generazione, ma in fin dei conti – escludendo qualche demo di qualità povera rimasto nelle mani degli appassionati tra gli appassionati e la partecipazione a qualche storica compilation (su tutte, “Quelli che urlano ancora!” della CAS Records, con il classico “Come voi”) – il materiale studio del combo di Centocelle è sempre rimasto scarso e latitante. Fino a questo momento.
Come vOi!, di cui vi parlo in anteprima assoluta poco prima che il disco venga ufficialmente fuori, è la summa di tutto quello che doveva essere inciso e non è stato inciso nell’arco di tempo che va dal 1981 alla dissoluzione del gruppo, attraverso spartiacque “storici” come il raduno Oi! di Certaldo, più nuove appendici. Il fatto che sia un lavoro di grande qualità – che rende finalmente giustizia a grandi anthem come “Skinheads”, “Oi! per le strade”, “Insurrezione”, “100celle”, o all’alter ego ska della band (“SPQR skins”, “Uonna Club”, “No FUN”, “No comment”, con un’armonica azzeccatissima che va e viene) – per quanto mi riguarda passa addirittura in secondo piano rispetto all’attitudine che esprime: i FUN 2013 mi si sono parati davanti come una band aperta a componenti di tutte le età anagrafiche e relative influenze, che trova il suo senso dichiarando apertamente, a proposito del proprio ritorno, che “I veri artefici sono stati i vecchi e nuovi amici che spronandoci e dimostrandoci quanto il gruppo non fosse stato una semplice chimera giovanile ma sia diventato qualcosa di importante anche per le generazioni che ci hanno seguito: insomma, ci hanno convinto che un nostro riaffacciarci non sarebbe stato un patetico tentativo di rincorrere la perduta gioventù, ma un contributo (seppure minuscolo, diciamocelo) alla crescita dell’intero movimento, gettando un ponte tra la prima e le nuove generazioni che poggia su una storia comune, una storia che non dobbiamo dimenticare”.

Sono veramente, ma veramente felice che esistano e che siano ancora dei nostri. Avanti così: obbligato il reperimento.

[Simone]



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