Recensioni
Fernando Bassoli - Come cammina un uomo senza gambe? (G. Aletti Editore, 2000)

Thursday 23 May 2002


Ho fatto la conoscenza di Fernando Bassoli giusto un paio d'anni fa, me lo ricordo bene. Lui era a Piazza della Repubblica a Roma, o a Piazza Esedra come dir si voglia, che dialogava con tutti i passanti a proposito degli argomenti più svariati, in attesa di parlargli di sé. A me fu presentato da un amico-collega universitario che lo incontrava tutte le mattine alla fermata del 492: in effetti la sede del DAMS, una volta, era proprio lì, di fronte alla rinomata libreria Feltrinelli.

L'incontro col Fernando mi lasciò, sulle prime, perplesso: sapevo da Claudio (l'amico comune) che il nostro per vivere faceva lo scrittore; in facoltà avevo anche letto per caso un volantino pubblicitario del suo libro di racconti appena uscito. Il foglietto in questione mi era capitato in mano non so come, e devo onestamente dire che il racconto che vi era stato fotocopiato sopra (quello che dava il titolo al book) mi sembrò subito proprio bello, e mi portò a spazzare via all'istante una serie di pregiudizi relativi agli scrittori girovaganti in centro.

In quel periodo anch'io scrivevo e scrivevo e scrivevo e mi chiedevo effettivamente come cacchio si facesse a vivere di sola carta e penna in un'epoca in cui la carta stampata è obsoleta o comunque, va tristemente ammesso, nessuno legge più. Camminare senza gambe in effetti mi sembrava una cosa infinitamente più fattibile.

Quando incontrai Fernando, gli presentai dunque siffatto dubbioso interrogativo: egli in risposta intavolò un discorso di due ore sul culo che si doveva fare ogni giorno per portare avanti le sue nobili aspirazioni e subito dopo mi chiese di prenotare, previo piccolo acconto, il suo libro fresco di stampa presso la già citata Feltrinelli dirimpettaia, e poi di convincere tutti quelli che conoscevo a fare altrettanto, spiegandomi nel contempo i mille vantaggi e benefici che ne avrei tratto con la grazia subdola di un navigato, espertissimo venditore ambulante di enciclopedie.

Mentre parlava, parlava e parlava si fece sera. Salutai dunque tutti tornando a casa all'interno del solito, schifoso 492. Il traffico snervante cancellò ogni mio buon proposito, e il libro non lo prenotai mai. Quei soldi credo di essermeli bevuti meno di tre ore dopo. Anzi, ne sono certo.

Ecco perché rileggere Come cammina un uomo senza gambe? oggi, a due anni di distanza, come certo capirete, mi fa un po' l'effetto che farebbe a mio padre vedere i Rolling Stones quest'anno dopo esserseli persi trent'anni fa. Se il libro lo avessi comprato prima, forse mi sarei risparmiato l'ennesima sbronza triste, e soprattutto questa sorta di auto-esclusione storica. Anche perché ora che io e Fernando ci conosciamo bene, che lui si ritiene in tutto e per tutto uno scrittore punk e che ho letto praticamente tutto quello che ha buttato giù negli ultimi due anni, vi posso dire con assoluta certezza che le sue cose migliori le ha pubblicate qui.

7 racconti sulla periferia urbana, in un romanesco verosimile ma al contempo letterario, forse il frutto di anni di curioso vagabondaggio nei meandri della Capitale. Fernando Bassoli

Di fronte a questo libro viene spontaneo chiedersi se si tratti di un vero e proprio memoriale o se il tutto sia solo oculata invenzione: tant'è che di poveracci come Djalmo Piciarelli, l'uomo senza gambe, io sui marciapiedi affollati e nelle zozze stazioni di Roma ne ho visti a migliaia, e pure vivevano.

In tutti i racconti di Fernando domina comunque un'allegria disperata, comune a tutti i suoi personaggi e data dalla pulsione biologica stessa, ossia dall'istinto di sopravvivenza, o forse più propriamente dall'attitudine a vivere. Quando uno è sfigato dalla nascita, o ha troppi guai per fatti suoi, non ha in effetti il tempo per deprimersi: "Io so' felice de stà ar monno, sa'?", risponde non a caso Djalmo di fronte alle condoglianze altrui. Il richiamo pasoliniano è forte ed evidentissimo.

Se poi invece pensate che Fernando, solo perché parla di derelitti e puttane, sia l'ennesimo clone italiano di Bukowski, allora non ci avete capito un cazzo e avete un motivo in più per leggerlo.

Il libro è ormai praticamente fuori stampa e in attesa di reprint, quindi tutto sommato non avete troppe possibilità di recuperarne una copia. Se la volete (e vi consiglio di volerla, anche perché se non lo leggete effettivamente un giorno ve ne pentirete) vi conviene contattare direttamente l'autore, e sono certo che se la spiccerà lui. Amen.

Ok, direte voi, va bene, ma in tutto questo alla fine del discorso una cosa ancora non s'è capita: ma come cacchio cammina un uomo senza gambe?

È ovvio: con tanta, tanta fantasia.

[Simone]




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