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Formia nell’era postmoderna - lettera aperta alle mamme e ai papà

Friday 13 July 2001


I vostri figli si drogano tutti. Tutti, nessuno escluso, compreso me. Nel momento stesso in cui voi chiacchierate a cena con i vostri garbati ospiti, vantandovi che "No, mio figlio no, lui non ci ha mai pensato" oppure che "Mia figlia ha fatto un altro esame trentaelode", sappiate che i vostri pargoli, usciti in motorino con baci e abbracci mezz’ora fa, magari facendo la riverenza a tutta la rispettabile compagnia di femmine incipriate e uomini incravattati, adesso sono a Mondragone.
O in piazza. O comunque alla ricerca del fumo, per bene che vada, della chetamina, della roba o di un foglio di trip.

Bella gente, se uscite di casa dopo di loro, li troverete fatti, i vostri gioielli, che siano essi le ombre sulle panchine, le silhouettes sui marciapiedi o le piante rampicanti che germogliano sul banco del chiosco. Sappiate anche che vostra figlia fa i pompini a Sperlonga per mezzo grammo di coca scadente, che lo fa ogni sabato sera quando si imbelletta e va in discoteca, e che è solo colpa vostra.

Se non foste così volutamente ciechi, certo, sicuramente allora direste che mancano gli ideali a ricoprire il marciume, a colmare il vuoto creato dall’assenza di quei bei valori che vi hanno reso rivoluzionari a suo tempo, e commercianti dopo.

È ovvio che sono proprio quei valori, gli stessi che voi continuate vostro malgrado a rappresentare e a propugnare, pur rinnegandoli qua e là, che hanno distrutto la vita dei vostri figli. Li avete educati a vivere in un buco di città, a vestire secondo la moda delle riviste di moda, a votare a destra o a sinistra, a farsi i cazzi degli altri, a credere nella tivvù, a tendere allo sposalizio, ad andare la domenica a messa o ad aver fede in Gesù per sentirsi salvo il culo. Li avete abituati al vostro ideale dell’ostrica marcia, e siete sempre stati un’autodelusione nella vita e insieme uno schifo d’esempio per i posteri.

Siete dei sessantottini falliti, siete quelli che non sono morti e che hanno messo su famiglia, e lo sapete, e lo negate. Un tempo vestivate tuniconi a fiori, eravate capelloni e barboni, e vi drogavate perché era fico, contenti di somigliare ai personaggi più coglioni dei fumetti di Crumb. Adesso siete dei perfetti borghesi di provincia, votate un comune che finanzia solo teatro e musica etnica (rimasugli del vostro tempo che fu), fate tutti i commercianti, i poliziotti e gli impiegati, disprezzate chi vive in strada e chi non ha famiglia e mandate i vostri figli a scuola perché non avete studiato voi: era più importante metter su famiglia e baracca, avere qualcuno da mantenere e rinfacciargli ogni giorno vita, vitto, alloggio & sacrifici, in attesa della morte.

Fate cagare, e potete solo generare altra merda. Altri sbirri, altri drogati, altri ignoranti.

La piazza è l’anticamera del vostro clone.

La città è morta, finita.

[Simone]




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