Articoli
Sciarada (per colpa della Luna)

Friday 05 July 2002


Un giorno la Follia decise di riunire tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Dopo che la Noia ebbe finito di presentarsi per la settima volta, la Follia, con aria come sempre un po’ esaltata, propose di giocare a nascondino. La Curiosità, non riuscendo a dominarsi, chiese subito informazioni sulle regole del gioco, mentre l’Interesse aggrottò un sopracciglio.

“Io mi benderò gli occhi e conterò fino a mille. Nel frattempo, vi nasconderete. Appena avrò finito di contare, verrò a cercarvi.” spiegò la Follia. Per tutta risposta, l’Entusiasmo si mise a ballare, e a lui si unirono l’Euforia e l’Allegria. Quest’ultima fece tanti salti da convincere perfino il Dubbio, perennemente indeciso, e l’Apatia, alla quale non andava mai di fare niente. Ma non tutti vollero prendere parte al giochino: la Verità, ad esempio, preferì non nascondersi; la Codardia fuggì a gambe levate, mentre la Superbia disse che gli sembrava una trovata futile (in realtà gli dava fastidio che non fosse stata una sua idea, ma, orgogliosa com’era, non lo avrebbe mai ammesso). La Fretta, da parte sua, osservò che si stava facendo tardi: era ora di cominciare. La Follia cominciò dunque a contare.

“Uno… due… tre… quattro… cinque…” cantilenò, con un risolino.

La prima a sparire fu la Pigrizia: si lasciò cadere dietro il primo cespuglio che trovò sul suo cammino e s’addormentò. L’Invidia si nascose all’ombra del Trionfo, che era salito sull’albero più alto, mentre la Fede volò in cielo. La Generosità, invece, esitava: ogni posto le sembrava migliore per qualcuno dei suoi amici, e dunque glielo cedeva col sorriso sulle labbra. Piano piano tutti trovarono riparo da qualche parte: la Timidezza sparì tra le fronde di un albero; la Libertà si lasciò rapire da una folata di vento; l’Egoismo cercò un nascondiglio confortevole e ventilato tutto per sé; la Passione e il Desiderio si calarono nel cratere di un vulcano. Nessuno, però, seppe che fine fece l’Oblio. Quando la Follia arrivò a contare novecentonovanta, l’Amore non aveva ancora trovato un posto per nascondersi, ché erano già tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose e decise di nascondersi tra i suoi fiori.

“Mille!” esclamò d’un tratto la Follia. La conta era finita: cominciò dunque a cercare, visibilmente eccitata. Per prima scovò la Pigrizia, che stava a soli tre passi. Poi udì la Fede, che stava discutendo con Dio di questioni teologiche e sentì vibrare la Passione e il Desiderio dal fondo del vulcano. Per puro caso trovò l’Invidia, dalla quale dedusse dove stava il Trionfo: poi notò l’Egoismo: essendosi accorto che c’era un nido di vespe, esso aveva abbandonato il suo posto. Subito dopo vide il Dubbio: stava seduto a cavalcioni su uno steccato senza aver ancora deciso da quale lato nascondersi. Pian piano, la Follia scovò tutti gli altri. Nel frattempo era giunta la notte. Nel cielo era comparsa la Luna e alle spalle della Follia apparì la Bellezza, che riluceva per colpa della Luna. La Bellezza delle cose ama nascondersi. Per trovarla, bisogna saperla cercare o attendere che qualcuno ce la riveli. È forse per questo che i poeti amano tanto la Luna.

[Fernando Bassoli]




Questo articolo proviene da:
http://www.lamette.it

L'URL per questa news è:
http://www.lamette.it/modules.php?name=Live_News&func=LiveNewsView&nid=301