Relics
Johnny Thunders - So Alone (Real Ral 1, 1978)

Sunday 29 July 2001


Questo disco uscì originariamente all’epoca del primo scioglimento degli Heartbrakers, reduci dall’Anarchy tour con Pistols, Damned e Clash e dall’uscita del classicissimo LAMF (leggi Like a mother fucker). È, in pratica, il primo capitolo a 33 giri della non brevissima carriera solista di Johnny Thunders, che continuerà, tra alti e bassi, fino alla morte del nostro.



Dopo aver conosciuto il successo di pubblico con i New York Dolls, in un certo senso padri del futuro glam anni ottanta, ed essersi riciclato punk con gli Heartbreakers, il mitico ci riprovò una terza volta all’insegna del rock da strada , non disdegnando affatto l’espediente della ballata e avvalendosi di svariate e autorevoli collaborazioni in studio. Tra gli amici di Johnny che suonarono su So alone: Walter Lure e Billy Rath, già negli Heartbreakers, Steve Jones e Paul Cook, in fuga dai Sex Pistols, e la buonanima di Phil Lynott, lo scomparso leader dei Thin Lizzy.

Il disco, da avere assolutamente, è sicuramente il migliore che Thunders cagò durante l’arco di tutta una carriera solista troppo spesso claudicante, portata avanti tra alti e bassi dovuti per lo più alla smodata tossicodipendenza che lo avrebbe portato, nel novantuno, alla morte da copione per overdose.

Già dalle prime note dell’ opener strumentale Pipeline, è subito chiaro che ci troviamo di fronte a un cult della stazza dei precedenti lavori dell’ex-NYD. Va detto inoltre che So alone è il disco che contiene l’hit You can’t put your arms around a memory, triste e meravigliosa ballad ripresa in tempi recenti a mò di tributo dai Guns ‘N’ Roses pre-fallimento.

Aggiungeteci la bellissima London boys e il remake di Subway train dei Dolls, e capirete perché ‘sto vinile ve lo dovete fagocitare al volo.

Massimamente consigliata la versione cd, che contiene anche una serie di bonus tracks, tra cui il lacerante blues semiparlato So alone, una canzone che dovrebbe essere l’inno e la colonna sonora da sbronza triste dei rock ‘n’roll losers di tutto il mondo. Chi ha avuto modo di vedere Johnny Thunders dal vivo, giura che le sue esibizioni erano variabili assai: una sera assistevi a un grande concerto, una sera era un fallimento totale, con lui che non si reggeva assolutamente in piedi e pestava le corde alla brutto dio. Sarà pure stato così, che volete che vi dica, ma alla fine chissenefrega.

Per me questo ellepì, da solo, basta a riabilitare per sempre la bistrattata memoria di Thunders.

1) Pipeline 2) You can't put your arms around a memory 3) Great big kiss 4) Ask me no questions 5) Leave me alone 6) Daddy Rollin' Stone 7) London boys 8) (She’s so) Untouchable 9) Subway train 10) Downtown 11) Dead or alive 12) Hurtin’ 13) So alone 14) The wizard

[Simone]




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