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G. G. Allin (1956/1993)

Friday 07 September 2001


Sono giorni che Diego fa pressioni perché "Lamette" pubblichi uno speciale sulla trista figura di G. G. Allin.

Proprio così, avete capito bene: è inevitabilmente accaduto l'irreparabile. Il nostro malcapitato webmaster si è fissato monomaniacalmente con l'argomento e dice a tutti che lo spirito di G. G. Allin lo ha invasato, che ormai ne è un abbietto discepolo e che il fantasma in questione lo ha incaricato di ripetere e superare le sue già mirabolanti gesta: mannaggia a me che gli ho parlato del dannato rocker.
G. G.

Ovviamente Diego delira, come spesso fa, e ciò non è preoccupante, ma bisogna che gli si dedichi quest'articolo prima che inizi seriamente a tagliuzzarsi da tutte le parti: dunque vai con qualche delucidazione sul leggendario punk-singer, così come io l'ho interpretato per voi bastardi.

Kevin Michael Allin, alias G. G. Allin, alias Jesus Christ Allin, era nato a Lancaster, credo nel New Hampshire, all'inizio della seconda metà degli anni cinquanta. G. G. identificò sempre l'anno della propria nascita con l'anno della nascita del rock'n'roll medesimo, evento storico del quale si attribuiva personalmente il merito e il senso:

"Quando sono nato, nel 1956, il Rock'n'Roll ha iniziato a emergere per la prima volta.", scrisse nel '91 dal carcere. "Perché credete che sia successo? Perché Io l'ho creato. Io ho creato Elvis. Io ho fatto succedere tutto." G. G.

G. G. Allin aveva iniziato la sua carriera di cantante proprio partendo dal rock'n'roll, nei primi anni settanta. Il suo desiderio di manipolazione di un messaggio messianico e ultranichilista lo portò progressivamente ad avvicinarsi al punk di Iggy Pop e dei Sex Pistols, per poi distaccarsene ulteriormente in favore di qualcosa che fosse insieme l'estremismo e la provocazione più totale, ovvero una negazione completa della morale comune, della legge civile e di mercato, della musica come prodotto, dello spettacolo come pacifico intrattenimento e infine della vita stessa. Fu il primo ed unico caso individuale, anche se isolato, di completo successo in un simile progetto, già passato per la testa di molti.

Per chi non lo sapesse, G. G. Allin è stato, senza ombra di dubbio, il più convinto ed efferato lesionista ed autolesionista che sia mai esistito nella storia della musica in generale e del punk in particolare.

Iggy Pop, Sid Vicious, Darby Crash, se paragonati a lui, sono stati dei simpatici bòi-scàut.

Il motivo principale per cui alcuni tra voi bastardi sicuramente ignorano l'esitenza di G. G. Allin, è appunto il fatto che G. G. non poté e soprattutto non volle mai uscire dall'underground. Rimase sempre un cantante cult-punk, per pochi coraggiosi eletti, giustificando il tutto come una missione a cui da tempo aveva aderito.

Dal vivo G. G. faceva di tutto: si tagliava fino a ridursi una maschera di sangue, si denudava integralmente, si masturbava, aggrediva fisicamente il pubblico e defecava abitualmente sul palco, distruggendo in qualche modo il confine tra dadaismo punk e dadaismo fetish. Non ha mai negato in nessuna intervista di fare uso di droghe, o di essere in primo luogo un eroinomane. Se ne faceva anzi un motivo di vanto, mostrando orgoglioso il decadimento del suo corpo, ridotto a inutile oggetto di consumo.

Allin divenne ben presto il nemico pubblico numero uno della cittadinanza statunitense perbene. Vi furono innumerevoli petizioni cittadine contro la sua musica, e si tentò sempre di boicottare i suoi concerti. Fu arrestato più di cinquanta volte, e si fece anche un anno di galera per sequestro di persona e conseguente violenza sessuale ai danni di una sua fan. G. G. si autoproduce...

Incise un numero incalcolabile e indefinibile di dischi e di canzoni, spesso registrate con il culo (leggi "in lo-fi pesantissimo"), sia da solo che temporaneamente aggregato alla bènd di turno. Credo sia impossibile averle tutta la sua discografia, anche volendo prefiggersi questo unico scopo nella vita.

La formula Allin rimase pressoché invariata, indurendosi musicalmente negli anni: garage punk brutale contornato da testi espliciti, volgari, violenti e maschilistissimi, quasi tutti a sfondo sessuale o a sfondo fecale, o a sfondo sessual-fecale.

All'inizio degli anni novanta lo scoppiatissimo G. G. , divenuto nel frattempo orribile, calvo e barbuto, era ormai alla frutta, anzi al caffè. Dichiarò dunque ciò:

"È tempo di togliere il Rock'n'Roll dalle mani delle masse e renderlo alle persone che non accettano il conforto o il conformismo a tutti i costi. Quindi Io mi suiciderò sul palco e il sangue del Rock'n'Roll diventerà per sempre il veleno dell'Universo."

La profezia non ebbe tempo di avverarsi: G. G. Allin mòrve a New York, nel suo appartamento, un lunedì qualsiasi del non troppo remoto 1993, ovviamente per un'overdose. La cosa deluse un po' la stampa, ma soprattutto spiazzò per sempre quelli che oramai lo credevano seriamente immortale.

Il Cristo morto per droga fu coperto di dischi, rifiuti e bottiglie e poi seppellito con grandi onori dai suoi discepoli (più di dodici, comunque), tanto che il suo funerale fu un evento terrificante e spettacolare in America. Ancora oggi se ne conservano foto e video rarissimi, che valgono una cifra presso i collezionisti.

Se ne avete uno, vendetelo a Diego, che sicuro se lo compra.

Un'immagine del funerale di G. G. Allin
Vai a questo link per approfondire culturalmente: www.ggallin.com

[Simone]




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