Recensioni
Lisa Canzian - Crepuscolo (Il Foglio, 2003)

Wednesday 24 September 2003


Secondo Gregory Dowling, docente del Dipartimento di Studi Anglo-americani dell'Università Ca’ Foscari di Venezia, “Lisa Canzian fa in modo di coinvolgere tutti i nostri sensi, in maniera che non solo siamo in grado di vedere o udire i suoi orrori, ma anche di toccarli, di sentirne l’odore e il sapore. Così, a fine lettura, saremo entrati in contatto con questi dettagli che man mano si sono susseguiti, non solo nelle nostre menti, ma anche nelle nostre narici, nella bocca e nei polpastrelli delle nostre dita. Esiste un’abilità fondamentale che lo scrittore delle storie dell’orrore deve avere: far sì che il lettore creda in ciò che egli inventa. La capacità di inventare da sé stessa non basta: colui che legge deve essere convinto che i fatti riportati sulla pagina sono accaduti – o almeno potrebbero accadere – o, in maniera ancora più inquietante, stanno accadendo proprio in questo momento. La Canzian possiede questa abilità”.
L’autrice è di Treviso, classe 1971. Laureata in Lingue e Letterature straniere, ha coltivato fin dall’infanzia la passione per la Letteratura fantastica, studiando grandi maestri come Stephen King, Edgar Allan Poe, H. P. Lovecraft. A dire la verità, i risultati si vedono eccome. Perché l’Arte della scrittura è fatta non tanto (o non solo) di talento, ma della tenace applicazione quotidiana che solo il vero appassionato di Letteratura può garantire al lettore. Le storie della Canzian, ultima scoperta di Gordiano Lupi, sono tra loro assimilabili per una comune caratteristica: dalla prima all’ultima pagina di ogni singolo racconto, una morsa s’attanaglia alla gola e lascia attoniti, nella costante attesa di qualcosa che sembra dover accadere da un momento all’altro e che, in fondo, non avviene mai. Un po’ come accade nella vita reale, perché – ormai possiamo dirlo – il vero film dell’orrore è il mondo in cui (soprav)vivamo… Eppure la nostra sa metterci del suo, ché, da buona narratrice, non manca di una fervida immaginazione. Crea mostri o situazioni abnormi, traendole perfino da ambienti ordinari, come la scuola di “Passi nel silenzio” o il treno locale de “Il treno delle sette” o il paese di campagna di “Solstizio d’inverno”.

A volte ci si caca sotto dalla paura, altre meno, ma il viaggio complessivo merita alla grande il prezzo del biglietto. Un biglietto solo andata, ovviamente… perché da “Crepuscolo” non si esce vivi. Ed il bello dell’avventura è appunto questo…

Lisa Canzian, Crepuscolo, Edizioni Il Foglio, pp. 113, Euro 7,50

Per info ed ordini: www.ilfoglioletterario.it
email: lupi@infol.it

[Fernando Bassoli]




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