Coprophagus
Pistol Opera (Giappone, 2001, 35 mm, col., 112') di Seijun Suzuki

Saturday 22 September 2001


Un tuffo nell'attualità cinematografica. La materia del "Coprophagus" odierno è un jap appena uscito e tosto presentato a Venezia. Il nostro inviato speciale, ovvero l'ottimo Andrea Grieco, già collaboratore di più di una testata cinematografica ufficiale, inaugura le sue scorribande su "Lamette" spedendomi queste parole:


"Caro Simone,

alcuni versi al posto della trita recensione mi sembrano molto più opportuni per un film irriverente come Pistol Opera."

Sia fatta la sua volontà. Grazie, o Andrea. E perdonami questa inutile ma, per ossimoro, inevitabile premessa.

"Poiché viviamo in un mondo dove l'onestà non prevale, spezziamo il senso, viviamo a modo nostro, così come ci piace"
Seijun Suzuki

Provando a tendere un agguato.

Monti l'arma.

Al momento del gesto…..vvvtttttttttt,

un punto rosso sopra la nuca.

Il tempo di una sinapsi e sei già morto. Seijun Suzuki fotografato da Andrea a Venezia

Fermoimmagine.

Il killer.

Idol, all black

e irrimediabilmente raffreddato.

"Gatta randagia" esorta e rigetta felini lesbismi

e scala la gilda di freak assassini.

Scansa le sbilenche ruote dell'accarrozzato "Professore",

e l'immagine piomba in isteriche ellissi…vvvtttttttttt

lettore girati,

e guarda arrivare la pallottola.

[Andrea Grieco]




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