Recensioni
Declino – 1982-’85: come una promessa cd (SOA Records, 2004)

Saturday 10 April 2004


Seconda puntata del punk italiano dei tempi che furono: correva ancora una volta l’anno di grazia 1982, e mentre i Rough davano alle stampe il primo 7” punk italo-torinese, c’era un altro ensemble che era appena nato, sempre a Torino, e che avrebbe presto distrutto i palchi di mezza penisola, facendo scuotere le chiappe a tutti: il Declino, appunto.
Gemello orgoglioso di insigni hardcore bènds conterranee e contemporanee quali Negazione e 5° Braccio, il Declino annoverava infatti tra i suoi membri musicisti contemporaneamente impegnati su fronti paralleli e seminali dell’hardcore italiano, vedi l’Orlando Furioso (primo batterista di Negazione), il celeberrimo “Tax” Farano (lo conoscete!) o un certo Silvio Bernelli, che fu poi – scusa se è poco – anche bassista degli Indigesti di “Osservati dall’inganno”.
Man mano che scrivo mi accorgo che questa storia ve l’ha già raccontata l’ultimo che ho dètto, Bernelli, nel suo recentissimo libro a titolo “I ragazzi del Mucchio”. Dunque mi stoppo qui e vengo al Mucchio.
Tutti, più o meno tutti i punks italiani, hanno su qualche scaffale il lato Negazione del leggendario split-tape “Mucchio selvaggio” del 1984, e tutti, più o meno tutti, si staranno attualmente chiedendo come doveva essere poi l’altro lato, e perché cazzo non l’hanno ancora ristampato mai. Eccolo qua: ci hanno pensato, come da copione, Paolo Petralia e i suoi emissari, e già che c’erano c’hanno infilato a seguito pure tutto il resto della discografia conosciuta del Declino. Dall’EP omonimo del 1983 (una figata rimasta introvabile da fine 90’s in poi) all’ultimo “Eresia”, uscito per la Belfagor nel 1986. L’artwork con i controcazzi include, ancora una volta, tutti i testi, nonché un immancabile disegno di Dumbo, il più noto copertinista/volantinista dell’epoca.

Ovviamente, regolarmente, ci sono le tracce inedite. E non sono manco live, nonnò, sono proprio sessions rimaste là tra muffe e ragnatele, attendendo pazientemente voi nel proverbiale cassetto della situazione.

Indi per cui, se allora non eravate ancora nati, e avete aspettato di diventare grandi per avere questi nastri, non aspettate di diventare anche vecchi e forti per andarveli a recuperare: ordinate immediatamente il raccoltone, tanto più che il Declino era una bènd tecnicamente strabiliante, e contenutisticamente… beh, c’è bisogno pure che ve lo dica?

Procuratevi a tutti i costi questo brandello della nostra/vostra storia, stringetevi una bandana sulla capoccia e via, verso il pogo furibondo.

[Simone]

Per contatti, o per avere il cd: soarecords@tin.it




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