Recensioni
Gabriele Falco - Come un killer sotto il sole (Edizioni Clandestine, 2004)

Monday 27 June 2005


Ci sono dei momenti maledettamente precisi, nella vita di ciascuno di noi, in cui accadono dei fatti – o un insieme di fatti, talora definiti mere coincidenze (il fenomeno è ottimamente esplicato nelle fortunate opere di James Redfield) – che in un certo qual modo ci rivelano quello che sarà il nostro destino, il nostro futuro. Che ci fanno comprendere qual è la nostra vocazione, il motivo per cui viviamo. A volte è l’incontro con una persona che ci offre possibilità di lavoro, a volte la scoperta dell’amore, altre ancora un lutto improvviso, una novità che sconvolge il grigiore della nostra quotidianità o più semplicemente la presa di coscienza di desiderare perseguire con fermezza lo sviluppo di un talento individuale.
Nel caso specifico, il nostro capisce a soli 11 anni cosa farà da grande. L’illuminazione avviene durante una lezione di disegno del professor Cecconi. Basta vedere un parallelepipedo materializzarsi sulla lavagna per innescare un flusso vorticoso di fantasie e deliri di successo nel campo dell’arte figurativa. Sognare, si sa, non costa nulla, ma la realtà è ben diversa. Per dieci anni – che non sono pochi – il protagonista di Come un killer sotto il sole lavora in un’azienda. Ma non appena riesce a mettere da parte qualche risparmio, ecco il demone della pittura ridestare il sacro furore dell’arte. Di qui all’allestimento di una prima mostra senza troppe pretese il passo è breve, ma accade ciò che non t’aspetti: l’unico acquirente di una tela si presenta a casa del pittore con una richiesta davvero curiosa: vuole rintracciare la donna immortalata nel quadro, perché gli ricorda l’amatissima consorte scomparsa. Sulle prime il nostro glissa, ma l’uomo è pronto a pagare ed anche bene. È brutto, torvo, ma ricco, e tanto basta a renderlo autorevole.

Qui trae avvio il plot tout court, ed è bene non farvi troppe anticipazioni per non privarvi del sempiterno gaudio nascente dalla scoperta dell’inedito.

Mi limiterò a dire che quel che piace, di questo libro, è semplicemente la constatazione che esso si “lascia leggere”. Si offre, senza fare resistenza, finendo per ingraziarsi anche il lettore più pigro, perché la cifra stilistica di Falco è assai personale e non è cosa da poco. L’autore non si contenta di raccontare i fatti suoi – come, ahinoi, accade ormai per l’80% dei romanzi contemporanei – in modo chiaro e palesemente incline ad una trasposizione cinematografica. No. Falco ha il merito di metterci dentro la poesia, quello svelamento dell’animo puro e a tratti ingenuo – dunque sovente travolto dagli eventi – che dà sale ad una mera affabulazione, elevandola al livello di prosa creativa.

In un susseguirsi di colpi di scena e rivelazioni, un pittore – squattrinato come spesso sono i pittori – si trova dinanzi all’ennesimo bivio della propria esistenza. E finisce – felice coupe de theatre – col tentare di rintracciare una donna… ritratta in un suo dipinto, il che ci rammenta quanto sia labile il confine tra realtà e fantasia, tra mondo sensibile e virtualità artistica.

Gabriele Falco, Come un killer sotto il sole, Edizioni Clandestine, 2004, pagg. 131, Euro 9,00

[Fernando Bassoli]


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