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Articoli Wednesday 10 August 2005:
Libri: Come campa un uomo senza soldi? (Perrone Editore)

Cari lamettiani più o meno savii,

ho il sommo piacere di annunciarvi che uscirà a settembre il mio terzo libro di narrativa.
Edito da Giulio Perrone Editore (Roma), si intitola Come campa un uomo senza soldi? (pagg. 110 Euro 10,00).

Foto: Patrizia Pesci “Credo in un libro che può assomigliare a tante cose: dal sussurro d’amore al soffio ruffiano di vento che nasce incerto, per poi propagarsi tra le vie e gli anfratti più scarni e bui della Ragione.
Credo in un libro che trasuda ansia, passione, orgoglio dell’Amaro Miele e che sia tutto questo assieme. E credo in un libro che può assomigliare al suo autore, dalla cui difficile – a tratti esageratamente cruda – voce traspare l’invito a non cercare troppo lontano il senso delle cose e della vita. Bassoli è iperattivo e dissacrante, circondato da un’interminabile messe di personaggi di pirandelliana appartenenza; tutti immersi loro malgrado in una società degradata e degradante, nella quale guardarsi negli occhi e dire la verità – la pura, semplice, unica verità – richiede il coraggio più grande, che è poi lo stesso del vivere quotidiano. Al di là di una spaghettata in compagnia e di uno strimpello di mandolino, l’Italia si mostra finalmente oltre la sua maschera.”

(Giovanna Mulas - Nomination al Nobel per la letteratura)

“Come vive un uomo senza soldi?”, come vive un uomo senza maschere, senza finzioni, senza l’estenuante gioco delle apparenze? Fernando Bassoli fa di questi interrogativi il centro di una riflessione aperta sulla verità e sulla menzogna di questi tempi, sugli schemi imposti, sulle costrizioni, non troppo velate, cui tutti quotidianamente sottostiamo. E’ un percorso, quello che l’autore ci incita a fare, ricco di epifanie, di scontate e tuttavia sconcertanti rivelazioni che in fondo mettono a nudo un’epoca, che sottolineano una crisi esistenziale più ampia. Dopo il fortunato esordio (“Come cammina un uomo senza gambe”, Aletti Editore 2001), Bassoli ritorna a parlare di contraddizioni, di ansia di libertà, di voglia di non piegarsi al tanto odiato senso comune, e lo fa scegliendo un palcoscenico brulicante di vita vera. La periferia romana diventa allora l’orizzonte reale in cui si muovono i suoi personaggi, in cui avvengono incontri, in cui il gioco delle maschere, si presenta da un lato con i tratti del realismo pasoliniano (la cui eco è visibile concretamente sul piano della lingua), dall’altro con i tratti dell’ironia pirandelliana, con quel noto “sentimento del contrario”, che capovolge continuamente l’ordine di senso. Ancora, l’analisi dell’autore si spinge oltre, arriva a toccare le frustrazioni più intime dell’ “uomo moderno”: le ansie legate al denaro, all’immagine, al ruolo sociale rappresentano una sorta di ferita aperta con cui molti di noi quotidianamente si misurano. La città allora diventa un contenitore magico in cui tutto si confonde, in cui avviene quel sincretismo micidiale tra realtà e finzione. Ma la metropoli non è l’unico specchio dei tempi. Bassoli getta uno sguardo ironico e impietoso anche sulla provincia pontina ( “Il Pescione di Saetta”, ne “I Racconti di Sabaudia”, Baldini Castaldi, 2003) e lo fa a suo modo, mettendo in luce i piccoli riti, le manie, le insicurezze mascherate da automobili fiammanti e da vestiti all’ultima moda. La provincia dunque non come topos letterario o come alternativa incontaminata alla corruzione della città, ma come ulteriore manifestazione di quel tragico “teatro dell’assurdo” che è la vita”.

(Giulia Iannucci – critico letterario)

Libro ricco di battute e di innovazioni gergali, scritto col cuore in mano, lo stile spregiudicato e il ritmo del narratore che va dentro le cose per riuscire a possederle. Testimone attento del proprio tempo, Bassoli si propone di denunciare un’Italia alla deriva, allo sfascio etico. Un libro per sorridere e riflettere sulle contraddizioni di questa società.

(Amalia Mancini - Il Tempo)

La cruda realtà quotidiana s’intreccia irrimediabilmente con le aspirazioni e i sogni dei protagonisti. Il lettore resta come impigliato in una rete, stimolato ad andare fino in fondo. Le storie narrate sono così intrise di verità che non possiamo fare a meno di affezionarci ai personaggi. Alcune descrizioni sembrano saltar fuori dalle cronache di paese, dove non sai mai dov’è il confine tra realtà e invenzione...

(Sandra Cervone - Il Messaggero)

(Bassoli tratteggia una Capitale ridotta all'osso o all'essenza primordiale, a seconda dei punti di vista, estremi quanto la sua scrittura. Bassoli ci vola, nelle sue storie, e dalla posizione privilegiata dell'ascoltatore indiscreto quanto basta deposita una ad una sulla pagina le tante macchiette che incontra ai margini.

(Gianluca Mercadante – Pulp)

Se ad una prima lettura il linguaggio adottato e la terminologia possono colpire per la crudezza e la volgarità, una maggiore attenzione offre l'opportunità di rilevare sentimenti umanissimi e comuni a tutti che qui appaiono, a volte chiaramente ed altre meno, nei comportamenti e nei ragionamenti dei singoli personaggi... Bassoli ha denunciato l'esistenza di un sottofondo umano del quale tutti preferiscono ignorare l'esistenza, al quale non attribuiscono importanza, limitandosi a considerarlo un fenomeno marginale.

(Guido Bava - Penna d'Autore)

Una vicenda ambientata in una Roma popolare e degradata, testimone silente degli eventi e a volte persino partecipe, dove tutti sembrano alla disperata ricerca di un riscatto sociale. Complice un gioco linguistico di estremo impatto, tra “battutacce” e colpi di scena, Bassoli ci accompagna in un singolare viaggio nella dura realtà di ogni giorno.

(Francesca Molari - Rockstar)

Non si tratta di gruppi sociali definiti, né facilmente identificabili. Piuttosto sono singoli individui che sopravvivono aggregandosi in cellule. I personaggi hanno soprannomi comici e parlano un dialetto divertente e naturale.

(Luigi Severi – Storie)

Bassoli parla attraverso i suoi personaggi, con una voce schietta ed a volte feroce, utilizzando luoghi comuni che però non risultano mai banali, trattando la lingua come un'entità dinamica e dipingendo le espressioni con colori evocativi e forti…

(Gian Luca Campagna – Ego)

Non stiamo a scomodare Carlo Emilio Gadda, perché i livelli sono indiscutibilmente distanti. Non tiriamo fuori Andrea Camilleri, come si fa ogni volta che uno scrittore sceglie il terreno del dialetto. Eppure non può non incuriosire il tentativo di Fernando Bassoli di parlare del popolino di Roma usando il suo gergo strascicato e volgare.

(Davide Berselli – Stradanove.net)

Lo stile colorito e ricco dell’autore descrive con puntualità la psicologia dei suoi antieroi, immergendoli in vicende dove lo sberleffo, la risata e lo scherzo sembrano farla da padroni fino a quando il lato più oscuro o folle della realtà emerge inaspettato, lasciando una strana sensazione nei lettori.

(Giovanni Scalambra – Stradanove.net)

In tutti i racconti di Fernando domina un’allegria disperata, comune a tutti i suoi personaggi e data dalla pulsione biologica stessa, ossia dall'istinto di sopravvivenza, o forse più propriamente dall’attitudine a vivere.

(Simone Lucciola – Lamette)

È un po' come aprire gli occhi sul mondo. Vederlo da un'angolazione diversa dal solito. Spiarlo con una lente d'ingrandimento per vedere finalmente ingigantiti fatti e misfatti di uomini e donne che popolano le nostre città. Persone che tutti fingiamo di non vedere, di non conoscere perché scomode, ignoranti, volgari, disgraziate o semplicemente povere.

(Valentina Marcelletti - Il Messaggio)

Storie di poveracci sbruffoni e romantici, racconti sulla periferia urbana, forse frutto di anni di curioso vagabondaggio nei meandri della Capitale. Descrizioni minuziose, ricche di particolari che scendono nell'intimo dei personaggi.

(Francesco Cicerone – Prometheus)


Nelle migliori librerie.

Per informazioni: www.giulioperroneditore.it
segreteria@giulioperroneditore.it

contatti con l’autore: fernandobassoli@virgilio.it

Da notare che è in fase di organizzazione una presentazione a Formia a cura di Sandra Cervone, prevista per settembre.

Ovviamente siete tutti invitati!

 
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Questa è Roma mica... 4, Circolo degli artisti, Roma, 07/01/2007
Questa è Roma mica... 4, Circolo degli artisti, Roma, 07/01/2007


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