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Recensioni Tuesday 31 January 2006:
Punk and Disorderly - mega-report da Berlino mit photogallery!

Anche quest'anno Berlino ha ospitato il Punk and Disorderly, uno dei piu importanti festival punk d'europa, quest'anno in edizione celebrativa dei 30 anni del punk. La tagline infatti dice : "They said it will not hold for long, now we celebrate 30th anniversary of punk", ed è esattamente quello che è stato fatto: celebrare. L'atmosfera, infatti, al di là di qualche tensione, era molto tranquilla. Forse il locale era un tantino male organizzato, però è inutile lamentarsi. Avrei da obiettare alcune cose anche per quanto riguarda determinate scelte a livello di scaletta e di tempi concessi ai gruppi, ma è meglio procedere con calma, giorno per giorno.

Day 1

Il contingente italiano, formato da veramente tanta gente, si dirige eccessivamente tardi al Metronom, non calcolando il fatto che il posto è lontano da qualsiasi forma di civiltà e che ci sarà una fila interminabile anche per chi ha il biglietto. Ciò determinerà l'entrare in ritardo e perdere gli Ultimo Asalto, primo gruppo in scaletta nel secondo palco. Cominciamo male, penso, e mi dirigo a vedere gli SS-Kaliert, gruppo punk tedesco, non particolamente entusiasmante. Tra l'altro mi trattengo ben poco, visto che la saletta è veramente troppo piccola, ridicolamente inadatta, e la gente veramente troppa. I primi a salire sul main stage sono i tedeschi Stomper 98, gruppo piacevole ma a mio avviso abbastanza inutile. I tedeschi cantano tutti e alla fine mi diverto anche io. Dopo di loro è il turno dei Chron Gen, punkrock inglese direttamente dagli anni '80. Ammetto la mia quasi totale ignoranza riguardo alla loro discografia, ma per quanto concerne l'esibizione nulla da ridire, anzi. Rimango veramente colpita in positivo. Dopo di loro i Red Alert, si continua con la musica inglese di vecchio stampo. Bel concerto, a un certo punto il cantante è impazzito, litigando per non so quale motivo con qualcuno del pubblico e al grido di "I'll fucking cut your head off!" si stava per lanciare sotto il palco, ma è stato calmato. Visibilmente poco lucido, ha continuato in ogni caso a regalare un bello spettacolo fino alla fine. Dopo di loro, ancora inglesi: salgono sul palco i 999. Uno dei migliori set di tutto il festival, a mio avviso, nonostante gli infiniti problemi tecnici. Loro grandi musicalmente e anche e livello di contatto col pubblico, facevano gag a profusione nonostante fossero visibilmente innervositi da tutti i problemi che si stavano presentando. Imperdibile il coro alzato dal bassista in ricordo di Johnny Cash. Tutto il locale intona "Ring of fire", ma in realtà nessuno sa bene le parole e ne esce uno spettacolo ridicolo ma bellissimo. Finalmente dopo di loro è il momento dei Discipline. Emozionata come una bambina, non avendoli mai visti live, coniugo sopravvivenza e commozione sotto il palco. Durante la cover di "Running riot" tutti quanti rischiano la morte e il duetto con Watford Jon degli Argy Bargy è un momento bellissimo. Gran concerto, pubblico in delirio e loro potentissimi. Rimango nuovamente perplessa dalle scelte di scaletta, dato che per vedere i Discipline perdo i Defiance nella saletta putrida, quindi mi rattristo. La prima serata viene conclusa dai Lokalmatadore, gruppo storico tedesco, idolatrati dal pubblico in adorazione totale. Noto che usanza crucca è il tirarsi le birre addosso: più birra viene tirata, maggiore è il tasso di gradimento del gruppo, credo. Durante il loro set è un continuo volare di bicchieri. Eravamo tutti curiosi di vedere questi idoli locali, anche perché ci erano stati presentati come maestri di gag... il che è probabilmente vero, se capisci il tedesco. I primi pezzi sono anche belli, ma poi il lunghissimo set mi annoia mortalmente nonostante alcune trovate goliardiche in atto sul palco tra un culo di fuori e magliette che volano. Finiscono loro e ce ne andiamo verso altri lidi, scivolando a turno, tutti quanti, sulle ghiacciate strade di Berlino by night.

Day 2

Questa è la seconda serata, quella che avrebbe visto i Blitz come protagonisti, se non avessero dato forfait all'ultimo momento... ma noi siamo ugualmente speranzosi. Arriviamo nuovamente tardi, la puntualità non è il forte di noi italiani e i ristorantini arabi oramai ci trattano come gente di famiglia. Perdiamo tali Sondaschule (che ignoro) e i Blood Or Whiskey, con mio immenso disappunto, dato che ci tenevo a vederli. Baccaglio un po' e mi dirigo sotto il palco per vedere i tedeschi O.H.L.. Non ho alcuna aspettativa in riguardo, non li ho neanche mai sentiti nominare, e rimango assolutamente colpita: punk-hardcore vecchio stampo, pestatissimo e urlato in tedesco. Mi innamoro all'istante e vado a procacciare un cd. Scopro anche che sono uno dei più longevi gruppi tedeschi, con più di 20 anni di musica alle spalle. Grandi davvero. Dopo di loro si continua con storici gruppi tedeschi, è il turno dei Bierpatrioten, al loro ultimo concerto. Oi! band grezza e cafona, piace a tutti quelli che sento, ma a me non convincono. Devo anche ammettere che non sono stata molto presente durante il loro set, ma non mi hanno colpito molto. È immaginabile invece il delirio dei vari skinhead tedeschi, che cantano in maniera inquietante tutte le canzoni, nuovamente tirandosi le birre. Dopo di loro è tempo per me per tornare sotto il palco, arrivano i Deadline. Gruppo che adoro, fanno un bel set, molto energici e hanno un bel contatto col pubblico. Liz è in forma smagliante e regala davvero dei bei momenti. Dopo di loro è il turno dei Conflict, punk band a due voci... Probabilmente ero stanca o forse stranita ma non mi sono piaciuti affatto. Suonano per quella che mi appare un'infinità di tempo e poi finalmente i Partisans. Forse il miglior gruppo della serata, bel concerto, gente in delirio e loro potenti ed estremamente punkrock. Grandi. A chiudere questo secondo capitolo sono gli Sham 69. Storici, ok. If the kids are united, ok. Angels with dirty faces, ok. Però due palle. Fanno tantissimi pezzi nuovi, e sembra di stare in un museo. Sul palco le reliquie e sotto i visitatori immobili. È sensazione comune. Ammetto che "If the kids are united, they will never be divided" cantato da Jimmy Pursey fa un certo effetto, ma anche no. In realtà lui arranca pose protopunk sul palco, ma lo spettacolo non è dei migliori. E va beh... continuo a trovare assurdo che io non abbia visto gli Special Duties, anche perché erano nella saletta ma durante i Conflict, quindi potevo benissimo andarci. Sono ancora incredula. Comunque anche questa giornata è passata, il freddo notturno aumenta, e punx e skins united continuano a scivolare sul giacchio... tutto nella norma.

Day 3

Arriva l'ultimo giorno e un pò di stanchezza si avverte, ma essendo la scaletta succulenta non sono concesse distrazioni. Arriviamo in orario, finalmente, ma non sarebbe neanche fondamentale, oggi. La gente è di meno del sabato, almeno nelle prime ore, e i primi a suonare sono i tedeschi Emscherkurve 77, punk-hc a due voci. Non male. la gente è ancora poca, però sembrano avere un certo seguito di fedeli. Secondi a suonare, inspiegabilmente, i Varukers. Un concerto eccezionale, ma di soli 20 minuti. Le perplessità riguardo questa scelta si fanno più forti a giudicare dal gruppo che segue, tali Dritte Wahl, dei quali ricordo ben poco, oltre al fatto che ero in fondo tra il pubblico e che tutti i tedesconi immensi cantavano, anche con una certa e inquietante cattiveria. Attendo con ansia la fine di questa tortura, dato che il gruppo successivo sono gli Argy Bargy. Immensi. Una mezz'ora di concerto intenso e divertente: nel mentre litigo con uno skinhead rompicoglioni, ma tutto ok. Chiudono con "Riot Squad" e insieme alla folla anche io mi lascio uccidere. Esaltatissimi ancora per loro, rimaniamo sotto il palco per Mark Foggo, ska ensamble che fa ballare tutti i convenuti, punk esclusi. Molto bravi e divertenti, tutto bello, anche se ironia della sorte, in 3 giorni di concerti violenti, le risse si sviluppano solo durante la parentesi ska. Non riesco a spiegarmelo, però tant'è. Dopo questo momento di dancing & fighting, è tempo per i Chelsea. Sinceramente rimango un po' delusa. Non mi entusiasmano, né mi fanno schifo. Una neutralità inquietante. Forse era la stanchezza che si faceva sentire. Forse erano loro sottotono, però questo è quanto. Dopo questa delusione, a chiudere la serata-festival arrivano i Business. È ironico: una prima aspetta una vita per vederli, poi nel giro di 3 mesi si ritrova non una, ma ben due volte sotto il palco a cantare e strillare. Se dovessi fare un paragone col concerto di Roma, non ci sarebbe confronto: a Berlino hanno dato il massimo. Un concertone. Miky Fitz mi sembrava più vivo ed energico dell'ultima volta, Robin Guy alla batteria è mostruoso (sfido a suonare a quel modo mentre si fuma e beve). La setlist è simile a quella di Roma, finiscono con "Drinking and driving" e si crea il vero delirio: gente ovunque, sul palco, sotto, tra le transenne, tutti cantano, tutti si accalcano. Bellissimo. I cori continuano ancora quando il gruppo è oramai sceso dal palco. Non credo che qualche altra cosa avrebbe chiuso questi 3 giorni di festival in maniera così perfetta. Come al solito, l'italian crew dopo il concerto si sposta verso altri lidi per chiudere nella maniera più delirante possibile questa ennesima serata di punk e affini.

[Miss F]



(Clicca sui link per vedere le foto)


Commenti:

Re: Punk and Disorderly - mega-report da Berlino mit photogallery!
300 letture in giorno e mezzo! Complimenti alla cuoca.

02/02/2006 di: Simone

Re: Punk and Disorderly - mega-report da Berlino mit photogallery!
grandi Varukers!

02/02/2006 di: suzY

Re: Punk and Disorderly - mega-report da Berlino mit photogallery!
Grande Berlino...ke città da paura!

02/02/2006 di: bloodyliz

 
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