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Recensioni Wednesday 16 August 2006:
Holidays in the sun - Wasted UK Festival - Blackpool Winter Gardens, 10/11/12/13-08-2006 mit photogallery!

4 giorni. 4 palchi. circa 5500 persone pervenute. Nessuno 30 anni fa, ma penso anche tuttora, si sarebbe mai immaginato di vedere un concerto di tali proporzioni dentro uno dei complessi teatrali più grandi e più antichi d'Europa (o quantomeno questo sostiene il sito dei Winter Gardens). Punk all'opera. Sarà difficile per me fare un report sensato e ordinato e attinente... proverò. Oltretutto sarebbe impossibile fare un resoconto esaustivo di TUTTI i concerti, quindi perdonatemi. Andrò in ordine, giorno per giorno, così sarà più semplice per voi seguire e per me tentare di fare un discorso logico.

Giorno 1

La truppa di italiani è sostanziosa. Più o meno eravamo tutti sullo stesso aereo, e a tutti è capitata l'immensa fortuna di trovarsi a Londra il giorno che hanno sventato (per un pelo) il più grosso attacco terroristico della storia. Lascio a voi la gioia di immaginare il delirio aeroportuale che ciò ha causato, con relativi ritardi e accumuli di stanchezza per tutti noi. Finalmente dopo mille peripezie da eroi arriviamo a Blackpool, il cui aeroporto è palesemente un'ex fattoria riabilitata a scalo. Il trash inizia qui. Non mi dilungherò sulle bellezze locali (sia fisiche che a livello di paesaggio), ma non credete a nessuna foto che vedrete o avete visto. È sicuramente il posto più trash che mi sia mai capitato di vedere, e su questo punto l'opinione era unanime. Insomma, dopo qualche ora di dovuto riposo, sul tardi arriviamo ai famosi Winter Gardens, curiosi come scimmiette di vedere questi famigerati teatri. Non facciamo neanche due passi all'interno del surreale ''palazzo'' e subito incappiamo in metà Cock Sparrer, gli Argy Bargy al completo, i Varukers ecc... tutti in mezzo alla gente a ridere e bere tutti insieme. Questa sarà una costante per tutti e 4 i giorni, la gente era tantissima e normalmente camuffati c'erano musicisti qua e la, ben disposti a farsi una birra e due chiacchiere con chiunque... l'atmosfera era rilassata e tranquilla, assolutamente surreale di primo impatto. Diamo un'occhiata in giro, divertiti dalla sontuosità delle sale (soltanto 2 il primo giorno) che stonava fortemente con la fauna presente. Il primo gruppo che vedrò è allo stage acustico. Sul palco i Lovely Brothers, un gruppo di sei folli mascherati che proponevano una musica particolare, molto new wave, si rotolavano sul palco, si buttavano uno sopra l'altro... divertente. Un inizio col sorriso, quantomeno. Dopo di loro vaghiamo confusi, tanto per orientarci, e passiamo per l'arena, dove si sente una canzone di Elvis riarrangiata punk. Non ci vuole molto per capire che sul palco ci sono i Viva Las Vegas, divertente cover band di Elvis con una vena punk. La gente non è moltissima, ma ci si mette ben poco a capire che l'arena rimarrà il meno vivibile dei vari luoghi deputati ai concerti. Il caldo è già a livelli mortali. Dopo di loro continuiamo a guardarci in giro e a fare vita sociale, fino all'inizio dei Demob. Direttamente dal 1978, li conoscevo poco. Hanno fatto un gran bel concerto. La gente abbastanza impazzita per loro, il cantante è un simpaticone divertito che fomenta il pubblico, si butta tra la gente e ha pure una bella voce. Promossi. Dopo di loro altro giretto, e incappo in un ciccionissimo punk che parla con un accento indecifrabile sullo stage acustico. Scopro che si tratta di Wil Hogson, un comico punk. In pochi ridono, in realtà, e visto che capisco 3 parole su 5 decido di andarmene. Dopo un'oretta, sempre sullo stesso palco, il tanto atteso stage acustico del primo chitarrista dei Cock Sparrer, Gary Lammin. La sala si riempie, ma rimaniamo giusto il tempo di 3 canzoni. Sarà stata la stanchezza, ma non era molto esaltante. Anzi. Canzoni lunghissime e anche un pò pallose... tanto poco dopo iniziano i Devilish Presley, duo che mischia rock'n'roll, garage e punk. Ci tenevo a vederli, infatti non mi hanno delusa, bel concerto. Dopo di loro, uno dei gruppi punta della giornata, i Neck. Capitanati dall'ex chitarrista dei Popes di Shane McGowen, fanno un concerto eccezionale. Divertenti, energici, la perfetta mistura di punk rock e il più veloce folk irlandese, con tanto di fiddle, whistle, e banjo. Celtic punkrock con un'attidudine e una presenza scenica da vendere. Miglior concerto della giornata, per questa band che si definisce ''psycho ceilidh'' e ha fatto saltellare tutta l'arena. Dopo i Neck ci sarebbero altri gruppi (nonchè Glen Matlock dei Sex Pistols, che però non è potuto venire data la cancellazione di tanti voli per l'Inghilterra), ma la stanchezza di due giorni di viaggio si inizia ad accusare, e così poco gloriosamente andiamo (finalmente) a dormire...

Giorno 2

Si potrebbe supporre che essendo andati via sul presto la sera prima una fosse più riposata, invece il venerdì già si cominciava ad accusare la stanchezza. Ma niente può fermarci, quindi...
Arriviamo a metà pomeriggio, e perdiamo (senza saperlo) una delle cose più divertenti del festival (suppongo). Sto parlando degli Outl4w, il più giovane gruppo punk del mondo: sono tutti bimbi di circa 10 anni (ad occhio sembrerebbe), tra cui spicca il figlioletto di Mr. Charlie Harper, onnipresente in ogni angolo dei Winter Gardens sempre a ridere con qualcuno. E con prole e moglie intorno. Già... non l'ho ancora detto ma era pieno di famigliole. Con figli al seguito. Come da noi, uguale. E la maggior parte dei pervenuti era molto avanti con l'età. Era estremamente palese che in Inghilterra il punk oramai è una tradizione; famiglie e anzianotti, ai concerti da noi, non se ne vedono. Lì era una normalità... bellissimo. Comunque, tornando a noi, arriviamo in tempo per vedere la fine dei Bleach Boys: non conoscevo, divertenti in ogni caso. Dopo di loro gli Agitators, Oi! dal Belgio. Vedo una piccola parte in realtà, non ricordo perché, però han fatto un bel concerto (anche a detta di chi è rimasto). Ho il tempo di ritornare per Eddie And The Hot Rods. Grandiosi. È con loro che l'atmosfera si comincia a fare seria, fino ad ora era stato tutto molto vago. Gran concerto. Loro in ottima forma, nonostante non siano più propriamente dei giovincelli; Eddie diventente dice una marea di cazzate e il bassista si spara le pose ridendosi addosso da solo. Musicalmente perfetti. Bel contatto col pubblico. Un concertone, davvero. Esaltati e soddisfatti tocca però fare una mega corsa verso l'arena (di nuovo! Co quel caldo), che stanno per iniziare gli Argy Bargy. Mi piazzo sotto il palco e davvero non mi rendo conto (lo saprò dopo) che 1700 persone affollano la sala, con disappunto di altre 200 che non riescono ad entrare. Concertone. Non mi fanno la mia canzone preferita, ma va bene lo stesso. Su "Saturdays glory" e "Dead man walking" mi fomento parecchio, ma il caldo mi impedisce di dare il meglio di me. Chiudono con "Argy Bargy", e la gente si uccide. Iniziamo a temere seriamente per i Cock Sparrer. Dopo di loro preferisco evitarmi i Chelsea dopo il pessimo concerto di Berlino, e vado all'Olympia a ballare un po', causa dj set. La condizione della gente intorno a me è quasi surreale, quindi reggo poco. Si crea un immenso problema. Cambio di scaletta dell'ultimo momento, mette Anti-Nowhere League e GBH in contemporanea. La decisione si prende senza manco pensarci due secondi, però mi avrebbe fatto piacere rivederli (i GBH). Nel frattempo mi perdo TV Smith e la sua band e i Blaggers, ma arriviamo in tempo per vederci gli Anti-Nowhere League sotto il palco. Di nuovo nell'arena. Vogliono vederci morti. Ala gremitissima. Eccoli. Arriva Animal. Degnamente all'altezza del suo nome, è un vero animale da palco. Lo sapevamo, eh. Ma è la prima volta che riesco a vederli dal vivo. Gioia. "We're the league", "Animal", "Woman", "Streets of London", "So what"... solo per dirle alcune. Un concerto eccezionale, uno dei migliori di tutto il weekend, io quasi commossa. Parla tantissimo di George Michael. Fa ridere. È Animal. Incredibile. Dopo di loro sono morta, riesco a vedere giusto un paio di canzoni dei Crack. Antemici! Che parola geniale, antemici. Sono fichi, ma nel confronto (quasi inevitabile) con gli Argy Bargy non c'è storia. Per l'ultimo gruppo della serata si pone il dilemma Cockney Rejects o Varukers. Oramai sono disinteressata, ho appena visto gli ANL. Mi accodo agli amici e vado all'Empress (anche perchè li fa mooooolto meno caldo, essendo enorme) a vedere i Cockney. Di nuovo. Mr. Turner è in ottima forma, ma ricorda vagamente un repper nei movimenti. Accenna anche un freestile (giuro), il che è un po' imbarazzante. Parla male di Mr. Pursey (gli Sham avrebbero dovuto suonare): tra l'altro Jimmy Pursey pare essere l'uomo più disprezzato del punk inglese. Mi erano piaciuti di più a Siena. Però bel concerto, eh. Con loro anche la seconda giornata si chiude, seguita da un piccolo dramma all'esterno, con un tizio palesemente intrippato che si arrampica sul ballatoio del teatro, con scene di scontri con polizia e altre cose poco piacevoli ma, permettetemelo, quantomeno pittoresche. Si continua con pellegrinaggi notturni per la super-trash Blackpool, completamente invasa da skin e panc. E poi si dorme (poco, tanto per cambiare...).

Giorno 3

Il sabato mi sveglio con la luna di traverso. Non proferisco parola fino al primo pomeriggio e smanio tantissimo. Succede. Anche quando stai passando il miglior weekend in tantissimo tempo, puoi stare stranito. Siamo tutti stanchini, quindi andiamo molto a rilento e andiamo a mangiare sul tardi. Smanio per sbrigarci e vedere i Deadline, ma non riesco. Arriviamo tardi e mi trattengo a chiacchierare. Perché sono stupida. E non solo perdo loro, che volevo vedermi tantissimo, ma anche i 999. Mi odio un po' per questo. Ci dovrebbero essere gli Antidote, ma nn suonano, perché non sono riusciti a partire. Vedo mezza canzone dei Reazione e perdo anche i Beerzone. Un disastro! Mi dirigo all'Olimpia e lì stanno suonando i Total Chaos. Non esattamente my cup of tea, direbbero gli inglesi, ma un bel concerto in ogni caso. Rimango qui però perchè ci tengo a vedermi i Vibrators subito dopo. Rimango solo 3 canzoni. Terribili! Saranno troppo vecchi oramai, probabile, ma rimaniamo tutti allibiti dalla immensa rottura di palle. Andiamo via. Perdo anche i Red Alert e Ari Up (ed ero immensamente curiosa di vedere come si è 'mantenuta' negli anni). Il bellissimo pub fatto come un vecchio galeone è deleterio. Si sta così bene che ti sbraghi li e poi ti perdi i concerti. Pericolosissimo. Veniamo a sapere che Mensi sta male e non sarà sul palco con gli Angelic Upstars... e si pone un problema: Peter And The Test Tube Babies o loro? Il vero problema era che vedendosi Peter poi bisognava fare le vere corse, sennò al Ballroom per i Cock Sparrer non saremmo mai entrati. Decidiamo di rischiare pericolosamente e rimaniamo all'Olimpia. Facciamo bene. Da paura, forma grandiosa. Putroppo è la sala con l'acustica peggiore, ma tant'è. Rimaniamo in realtà solo metà concerto, per prendere un posto ai Cock Sparrer. E quindi inizia la grande corsa. Il momento più atteso. Da una vita. Riusciamo impensabilment a stazionare sotto il palco, nella certezza di morire al primo accordo, ma felici. Così sarà. Arrivano. "Riot squad". Iniziamo bene! Colin McFaul ha la stessa voce che aveva sui dischi. È molto meglio del concerto di Morecambe 2003. La gente è adorante, me compresa, e loro divertiti. Comunicativi. Ero incredula. Anche tutte le balconate del teatro piene di gente. Cock Sparrer sul palco e ornamenti tardottocenteschi tutti intorno. Pittoresco a dir poco. Fanno ogni canzone che uno si aspetterebbe di sentire. Su "Take 'em all" ho quasi la certezza di morire, ma riemergo dal groviglio di skined entro il quale ero caduta. Braccia alzate al cielo ogni canzone e singalong selvaggio. Così come deve essere. Se ne vanno su "Running riot" (mi pare) senza fare "England belongs to me". Ma ritornano. Colin sul palco sta mezz'ora circa a farci cantare come un coro englaaand belloongss too mee. Fa strano. Daryl Smith gli sventola una bandierina dell'Inghiletta addosso e ridono. Attaccano poi tutti la canzone. Chiudono con "We're coming back". Sarà vero? Si vocifera di no, ma lo spero. A fine concerto, increduli o esaltati, o meglio tutte e due le cose, ci abbracciamo. Ci sarebbero gli One Way System, e abbiamo perso gli Exploited (non che ci tenessi troppo) in contemporanea... mi dicono di un Wattie spettacolare e non troppo lucido. Ma siamo morti. Il sopracitato pub ci offre asilo. E poi a nanna, che la giornata è stata abbastanza estenuante.

Giorno 4

Oramai il disagio fisico si sente tutto, ma non ci frega. niente. Si prospetta un'altra giornatona, e a differenza del giorno prima non mi rode. Sto serena e contenta. D'altronde come potrebbe essere altrimenti. Anche la scaletta dell'ultimo giorno è ricca di cose da vedere. Perdiamo i Sick On The Bus con mio immenso disappunto, perché suonano davvero troppo presto. Visto che nel primo pomeriggio non ci sono concerti interessantissimi, ci dedichiamo allo shopping per banchetti, ma sembra di stare a fine saldi: è finito tutto. Grave errore aspettare l'ultimo giorno. Il primo gruppo del quale riesco a finire la fine sono i Criminal Class. Ma troppo poco per dare un giudizio. A seguire i Funeral Dress, non mi sono mai piaciuti un granché, ma dal vivo sono meglio di quanto potessi aspettarmi (tra l'altro nel frattempo mi perdo Neville Staple all'Empress perché non mi ricordavo suonasse in quel momento...). Rimango all'Olimpia per vedermi i Blood Or Whiskey, finalmente (visto che a Berlino me li avevano fatti perdere). Non li avevo mai visti, non avevo idea di che facce avessero, e oddio non so proprio belli. Però fichi! Bel concerto, quantomeno la prima metà, visto che devo abbandonare la postazione per andare a vedere i Selecter, dei quali vedo una piacevolissima seconda metà di concerto. C'è tantissima gente e ci si può muovere a stento, però va bene lo stesso. Dopo di loro ci sarebbero gli UK Subs, ma (soprattutto dopo la brutta storia del concerto di Roma) Becki Bondage è prioritaria e vado di corsa all'Olimpia a vedermi i Vice Squad. Di gente non ce n'è molta. Meglio così. Mi vedo il concerto in santa pace. Avrei però magari gradito un po' di fomento... che si espleta giusto su "Stand strong" e su "Last rockers"... va bé. Bel concerto. Senza intoppi. Becki splendida. Prima di "Latex love" fa tutte battutine sui pervertiti presenti. Dopo di loro vorrei rimanere che tanto ci sono Last Resort e Business ma mi costringono a fare una corsa allucinante per vedere gli ultimi pezzi degli UK Subs. Così facciamo. 1 pezzo riusciamo a vedere. Charlie in ottima forma, ma purtroppo il concerto è perso. Ricorriamo dillà per vedere Mr. Roy Pearce. Sinceramente pensavo peggio. Invece la voce c'è ancora. Il pit mi sembra il più violento del weekend, vedo cose inenarrabili. Specialmente (of course) su "Violence in our minds". È strano sentirla dal vivo, non riesco a spiegare. Finiscono e la sala si riempie mortalmente per i Business. È la terza volta in un anno che li vedo e mi sembra il miglior concerto. Un concerto serratissimo, scaletta più o meno invariata a eccezione di alcune canzoni (mi sembra per esempio che "Southgate" non l'avevano fatta le altre volte). La gente in delirio. Prima di "Hardcore hooligan" Fitz rosica un pò per un poporoppopo' partito estemporaneo sotto il palco (anche oltremanica è arrivato! Capirai...) e chiudono con "Drinkin' and driving". Niente invasione di palco stavolta. Vabé. Concerto da-paura. Dopo di loro il vero dilemma mi si presenta urgente. Damned o Adicts? Ovviamente Adicts. Sto ancora a ripensarci perché volevo vederli, ma sicuramente ho fatto la scelta migliore. Per gli Adicts fare un resoconto è mille volte più difficile che per gli altri gruppi, perchè la mancanza del supporto visivo è penalizzante. Loro nn fanno solo un concerto, fanno uno spettacolo a tutto tondo. Monkey indemoniato non sta fermo un attimo, si cambia mille volte, si arrampica, si fa prendere in braccio, tira cose, tira coriandoli e brillantini, stelle filanti ovunque, nastrini colorati, paillettes, palloni colorati volanti ovunque (sull'ultimo pezzo, bellissimo). Se ci si fermasse solo allo spettacolo forse sarebbe patetico, ma dato che musicalmente sono perfetti, questo concerto insieme a quelli dei Cock Sparrer e degli Anti-Nowhere League rimarrà il momento più alto del weekend. Live act eccezionale. Divertente, emozionante. A un certo punto - chissà che stavano facendo sul palco - Monkey continuava a ridere e non riusciva a cantare e la sua risata de core (come si dice a Roma) riecheggiava in tutta la sala e faceva prendere tutti bene. Iniziano (mi pare - o forse era il secondo pezzo) con "Viva la revolution" e chiudono (anche qui mi pare, correggetemi se sbaglio) con "Bad boy". "Chinese takeaway" dal vivo è bellissima, cosi' come "How sad"... ma praticamente tutto merita. Una più che degna chiusura di un weekend intensissimo e surreale. Sembrava di stare fuori dal mondo. Dentro quel posto ci si isolava. Infatti il ritorno è stato abbastanza traumatizzante. Ma non può durare in eterno. Wasted di nome e di fatto. Dolori ovunque e sorrisone sulla faccia. La notte trascorre in giro per la città e nel tentativo di entrare all'aftershow party, dove non si poteva stare dato che quel posto era praticamente il posto più caldo della terra. Il volo Blackpool - Londra sembrava una gita scolastica di skin e punk. Era carino. Davvero, eh! bellissimo. Era l'ultimo che facevano. Almeno ho fatto in tempo a vederne, anzi a viverne, uno. Prossimo appuntamento Berlino a febbraio... speriamo bene. Oi! (e ora si che posso dirlo!).

[Miss F]



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