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Cool di: sosoabram
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Re: Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: rightjobspk11
Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

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Interviste Tuesday 21 November 2006:
Rebelde

Portati in città un sorso di Romagna, con l'intervista di Sveden ai Rebelde! Sono stati uno dei gruppi di punta dell'Oi! italiano, oggi sterzano su sonorità hc old school, saranno tra pochissimo dal vivo a Roma e il loro nuovo, deflagrante cd "Fratelli di sangue" è uscito in tempi recentissimi su Valium Recordz! Risponde al botta e risposta l'axeman Enrico: ottimo, puntuale, deciso, preciso e foriero di puntini sulle i. Non perdetevi questa...

D: Pare brutto iniziare sempre dalla storia del gruppo, ma ormai penso che nessuno ci faccia più caso! Stimoli per formare una band: dove li avete presi?

R: 'Azzo, si parte con una domanda tosta! ...Direi che lo stimolo di allora era l'irruenza giovanile, la voglia di sfogare le frustrazioni e tutte quelle emozioni tipiche degli adolescenti... eh beh, si parla ormai di 10 anni fa.... ora invece gli stimoli sono cambiati con noi. Se da una parte si è persa quella ruvidezza e quella abrasività, dall'altra si è acquistata una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi: così ora siamo consci dei limiti, ma tutto quello che c'è in mezzo a quei paletti è fruttato fino in fondo. La formazione è cambiata negli anni: Fabrizio è entrato nel 2001 come seconda chitarra e Fabio è stato sostituito alla batteria, circa 3 anni fa, da Paolo.

D: Rebelde Romagna: siete molto attaccati alla vostra terra? cosa vi piace di più e cosa di meno della Romagna?

R: Hai detto giusto, sono legato alla terra... decisamente non sono legato all'uomo medio... troppo gradasso in genere. Sono legato e faccio parte della tradizione contadina della mia terra, in tutto e per tutto. Sono contadino così come lo è mio padre e così come lo è stato mio nonno. Una cosa che odio della Romagna è la mercificazione della costa.

D: Quali sono le band che vi hanno influenzato all'inizio e perchè avete deciso di cantare in italiano?

R: All'inizio? ...Nabat, decisamente! Cazzo, dove è mai esistito in tutto il mondo un gruppo Oi! come loro??? Il fatto di essere un gruppo punk porta (inevitabilmente) ad essere una minaccia, e le armi devono essere decisamente funzionali per poter colpire... mettiamola così: con il fatto che cantiamo in italiano utilizziamo un'arma assai affilata.

D: In una canzone parlate della sconfitta del fascismo: com'è la situazione dalle vostre parti? So per esempio che a Bologna c’è molta confusione: ho sentito di punk con la cresta e magliette di gruppi dichiaratamente di destra…

R: L'ambiguità è ovunque, non solo nel punk. In un periodo storico in cui fa comodo a tutti tenere un piede di qua e uno di là non stupisce affatto che anche in un mondo in cui ci dovrebbero essere prese di posizione nette c'è chi gioca a fare il buono e il cattivo tempo... gli idioti sono ovunque.

D: Pensate che anche internet abbia contribuito a creare questo casino? Inutile negarlo, anche nell'ambiente punk più duro c’è gente che ascolta gruppi di estrema destra proprio perchè si possono scaricare le loro canzoni...

R: Mah... io ad esempio non l'ho mai fatto... non mi interessa sentire certi gruppi, non mi interessa quel che hanno da dire e non mi interessa sapere in che modo suonano. So che alcuni fasci ascoltano i nostri dischi però... pezzenti... mi viene in mente una raccolta dei Seen Red dal titolo “This cd kill fascists”!!! ...Potremmo adottare anche noi in futuro un titolo del genere, così da essere sicuri che nessun idiota abbia più voglia di avvicinarsi a noi! Ah beh, poi se lo scaricano...

D: Rimanendo nell’ambito di internet, lo scaricare file aiuta la scena? Può succedere che un ragazzetto dica “Le ho sul computer le canzoni, che spendo a fa’ soldi a cd?”…

R: Mi è già successo più di una volta che qualcuno veda un disco che ho in distribuzione, si segni il nome sul cellulare e poi se lo vada a scaricare a casa... non ho nulla contro il file sharing, lo faccio anche io... però ci vuole criterio: scaricare il disco di una multinazionale è lecito, non ci piove. Scaricarsi il disco di un gruppo di “pezzenti”, che magari ha sudato e speso tantissimo per autoprodurlo, mi sembra una pugnalata alle spalle... ok, fa piacere se qualcuno ti scarica e apprezza quel che fai, però e anche vero che più si va avanti e più il prezzi si alzano, soprattutto quelli per la stampa dei dischi... e decisamente con gli apprezzamenti i dischi non si stampano (magari!)... uno può essere interessato ad ascoltare quel che fa un gruppo, però non mi sembra che spendere 7-8 euro per un disco sia tanto... merda, se potessimo pagare le stampe con il baratto sarebbe bellissimo! Sarei il primo a farlo!

D: Come mai avete fatto una cover degli Erode che in pratica manda affanculo un bel po’ di cose? Condividete anche il loro pensiero politico?

R: Gli Erode, come tutti i gruppi, hanno avuto pregi e difetti. Il pregio più grande è stato essere dei gradi provocatori. Inoltre quel che pensavano lo dicevano apertamente, senza peli sulla lingua. Io non sono comunista e non condivido la maggior parte dell' ideale comunista odierno/moderno (per cui Erode compresi)... apprezzo la volontà di esprimere i propri ideali per mezzo della musica (non tutti oggi lo fanno!), quindi apprezzo gli Erode dal quel punto di vista.

D: Tra la prima produzione e l'ultima i pezzi si sono un po’ velocizzati: normale evoluzione?

R: Certamente! Ho riascoltato il demo di recente e devo dire che sembriamo due gruppi totalmente diversi! Evoluzione ci deve essere, non si può sempre restare ancorati agli stessi modelli! Così come il pensiero e le idee si evolvono e migliorano.

D: Avete anche un seguito di skin. Secondo me la scena Oi! italiana non è decisamente in un periodo positivo. Secondo voi invece?

R: Sì, abbiamo un certo seguito di skin perchè abbiamo iniziato come gruppo Oi!; ora stiamo sondando territori diversi, più orientati verso la vecchia scuola (anche se storicamente Oi! e hc sono sempre andati a braccetto, vedi New York). A dire la verità non è che sia dentro la scena skin abbastanza per poter dire come sta, sinceramente tutte le menate che si fanno al giorno d'oggi per calcio e tifoserie non mi interessano, odio la mercificazione del calcio. Il calcio “mainstream” è una delle branchie del capitalismo, il nemico contro cui i veri skin dovrebbero lottare... l'unico calcio che reputo accettabile è quello dei piccoli tornei locali, delle piccole leghe e dei tornei ristretti, competizioni in cui il sano agonismo è reale e in cui lo sport acquista i suoi veri valori di aggregazione.

D: Andate allo stadio? Cosa ne pensate della politica nelle curve?

R: In parte penso di averti già risposto, comunque non vado allo stadio e nemmeno gli altri componenti dei Rebelde lo fanno.

D: Come è nata la collaborazione con la Valium records? Quali progetti avete per il futuro?

R: La collaborazione è nata per caso: penso che Rob abbia ascoltato il primo disco uscito per Oi! Strike e gli sia piaciuto, poi quando abbiamo iniziato a cercare aiuto per il secondo split è stato il primo a proporsi. Così abbiamo iniziato la collaborazione. Devo dire che sono stato davvero contento di come sono andate le cose, Rob è un personaggio unico! Al momento progetti stabiliti non ne abbiamo, è uscito da poco “Fratelli di sangue” e stiamo suonando un po' in giro. Abbiamo un paio di pezzi nuovi e penso proprio che ormai siamo avviati sulla strada del secondo Lp.

D: Riuscite a suonare molto dal vivo? In Emilia Romagna ci sono molti posti per suonare?

R: Non ci possiamo lamentare, riusciamo a fare i nostri 1-2 concerti di media al mese. I posti in Romagna ci sono e periodicamente ci sono attività. Non sarà come in una grossa città tipo Roma, Milano o Torino, in cui ogni giorno trovi qualcosa... però quel che abbiamo ce lo teniamo stretto!

D: Oltre a suonare cosa fate nella vita?

R: Olé! Faccio tanti lavori ! Sono contadino, faccio il corriere per una ditta che produce tofu e seitan e sono banconiere nel tattoo studio della mia ragazza... e trovo anche del tempo libero! Effettivamente ho avuto dei periodi peggiori, ora devo dire che la mia vita è ottima! Tra gli altri ragazzi c'è chi fa il magazziniere, chi il commesso e chi lavora leggendo contatori.

D: Avete tutti quanti gli stessi gusti musicali? Cosa ne pensate di questo emocore emopunk che pare vada molto tra i teenagers?

R: Direi proprio di no! Anzi...! L'unica cosa che ci accomuna tutti è il punk/hc vecchia scuola... non appena si aggiusta il tiro ecco che i gusti variano drasticamente! Io sono notoriamente il metallaro del gruppo, anche se non ho più i capelli lunghi! Mah, a dirti la verità non conosco tutti i gruppi emopunk che escono fuori ora... so solo che mia sorella di 14 anni ascolta della roba da far accapponare la pelle!

D: Date più importanza alla musica o a quello che volete esprimere con essa? In poche parole: quanto è importante trasmettere un messaggio attraverso le liriche?

R: È fondamentale! Se così non fosse non staremmo discutendo di punk! Il punk non può essere ridotto a mera musica. Inoltre il punk è politico. Punto. Se non vuoi far entrare la politica in quello che fai, e ti consideri punk, per me sei tutt'altro.

D: Con quale gruppo vi piacerebbe poter condividere il palco e perché?

R: L' unico gruppo con cui vorrei condividere un palco sono i Negazione, per cui si può dire che non ho aspettative di questo genere! I Negazione sono stati e sono ancora tutto per me.

D: Ritornando alla cover degli Erode, "Vaffanculo" – che cita anche il nome di un notissimo gruppo pop-punk italiano – quando secondo voi un gruppo diventa commerciale? Potrebbe succedere anche a voi?

R: Direi che noi non corriamo assolutamente quel rischio! Prima che possa succedere una cosa del genere i Rebelde non esisteranno più! La vendibilità di un prodotto determina la sua commerciabilità. Quando esso rientra in certi parametri diventa un prodotto di consumo. Molto facile quindi determinare quando qualcosa è commerciale: nel momento esatto in cui è creato per piacere a quanti più fruitori possibile e di conseguenza venduto il più possibile.

Per concludere, a voi la parola!

Grazie davvero per lo spazio che ci hai concesso! Mi sono divertito molto a rispondere!

[Sveden]



 
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