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Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11

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Interviste Tuesday 28 November 2006:
Prima Linea

Chi abbiamo oggi? Sveden, come sempre, e una delle Oi! band unanimemente più valide e apprezzate dello stivale (non ho idea di quante volte ne abbia sentito parlare bene in giro, ndr): i Prima Linea, presenti al botta-e-risposta nella persona di Max (voce del gruppo). Scambio di opinioni lungo e da non perdere, soprattutto se amate alla follia lo streetpunk e volete sapere cosa bolle ancora in pentola di buono e genuino...

D: La Brianza: una zona con molti skinhead; è stato facile trovare la gente per formare una band?

R: Partiamo dicendo che anche se in Brianza la scena skinhead è assai "ricca" (soprattutto in questo ultimo periodo) non proveniamo tutti dalla zona e da come penso la maggior parte di voi sa non siamo tutti skinhead nella band. Sinceramente non vogliamo nemmeno essere una skinhead band al 100% perché a nostro avviso l'Oi! e lo Streetpunk non appartengono esclusivamente agli skins, bensì a tutti i ragazzi che fanno parte della working class, siano loro punk, hooligans, herbert, skins etc.

D: Ma perché ci sono molti skin proprio nella vostra zona? Ti sei mai chiesto il perché? Potrebbe essere anche una moda?

R: Bella domanda... credo per tradizione.... Fin dai primi anni '80 la Brianza contava una massiccia presenza di skinhead: a ben guardare, in effetti, il primo raduno Oi! nazionale fu proprio organizzato in quel di Monza, più precisamente a Cederna (uno dei quartieri popolari della città), e penso che tanti di voi si ricordino dei "Tiratura Limitata", una delle primissime Oi! band made in Italy, orgoglio e passato della nostra verde (ormai non più molto) terra. Per quanto rigurda la moda... beh... diciamo che in questi anni ne ho vista di acqua scorrere sotto i ponti, ma purtroppo soprattutto di gente che un giorno ti si dichiara amica e il giorno dopo te la mette diretta in culo andandosene e infamandoti. Tutto il mondo è paese e credo che questo tipo di persona ci sia qui come nel resto d'Italia. Comunque un sono vaffanculo a tutti voi (sapete benissimo chi siete se leggete questa intervista).

D: Quali band vi hanno influenzato agli inizi? Le "classiche" o anche gruppi Oi! più moderni?

R: Diciamo che all'inzio è stata dura, più che a livello musicale e ritmico intendo proprio lo scrivere testi originali senza scadere nella solita retorica. Diciamo che più o meno ci siamo riusciti partorendo il primo split con almeno 2 tematiche che da tempo non venivano toccate nel nostro ambiente, quali la pedofilia e l'unione e l'amicizia, non quella fittizia dettata dall'appartenenza bensì quell'amicizia intesa come un sentimento puro di reciproca stima e di supporto, quello che in poche parole ci unisce sia all'interno della band sia con tutti gli altri ragazzi della nostra crew e di altre crew come in particolar modo i bolognesi, i romagnoli, i sardi, gli aretini e tutte le realtà che pensano a loro volta che alla base di una vera unione nella scena il valore più importante da perseguire sia propio questo. Keep the Faith... let's go!!! Le band alle quali ci siamo ispirati sin dall'inizio sono i Böhse Onkelz dell'ultima annata, quella più vicina al rock più tamarro! Altre band che in ogni caso ci hanno influenzato a livello musicale sono sicuramente le solite di scuola inglese anni 80 e anche sicuramente molte band nord europee degli ultimi anni, come gli Skinflicks, Perkele, Volxsturm, Verlorene Jungs, Stomper 98 ecc.

D: Riguardo appunto alle tematiche è abbastanza insolito per un gruppo Oi! fare un testo sulla pedofilia: come mai avete voluto affrontare questo tema?

R: Crediamo che sia un problema del giorno d'oggi - sicuramente insieme a mille altri, non lo metto in dubbio - ma mai nessuno si era preso la briga di cantare contro questo crimine che a mio avviso non può essere fatto scontare con una semplice condanna di detenzione. Noi non crediamo affatto nella giustizia borghese fatta da giudici e magistrati servi di questo sistema filocapitalista, bensì per quanto riguarda la pedofilia saremmo per lasciarli dare in pasto alla rabbia e alla disperazione dei genitori e degli amici della piccola vittima. Sinceramente non sarei nemmeno per la pena di morte perché sarebbe pur sempre una condanna inflitta da uno stato che non ci rispecchia: per cui quale pena migliore che l'essere massacrato e torturato dal popolo? ...Nessuna pietà per questa gente: morite tutti, porci!!!!!!

D: Quindi saresti più per una giustizia di strada, tipo lapidazione, impiccagione ecc., proprio come si faceva nel medioevo?

R: Diciamo che propendiamo di più per una giustizia di strada e non di palazzo... e poi... diciamocelo... quando la giustizia italiana ha funzionato??? ...Anzi: quando la giustizia nel mondo, soprattutto in nazioni ultra-capitaliste come l'America, ha funzionato??? Forse quando mandavano sulla sedia elettrica gli innocenti (ovviamente il 90% di colore) oppure quando lasciavano a piede libero criminali, stupratori e assassini di povera gente solo perché avevano quello che più conta per loro, ovvero il denaro....!!!!!!!

D: Riguardo alla scena Oi!, come la trovate? Oggi mi pare che esistano più band sulla scia dell'Oi!-core che magari gruppi che si rifanno alle vecchie formazioni: pensate sia una normale evoluzione?

R: Penso che ormai sia difficile trovare una band in Italia che faccia Oi! puro. Anche noi non possiamo essere considerati prettamente Oi!, visto che abbiamo molte influenze che spaziano dall' hard rock più tamarro allo streetpunk... potremmo definirci streetrock, no? Non e bello ?

D: Ma allora secondo te si sono perse le tradizioni, i vecchi gruppi ormai sono sorpassati?

R: Non è che non esista più la tradizione, è semplicemente che con il passare del tempo si cerca di evolversi e nel cercare sonorità originali penso che sia normale che il buon vecchio Oi! sia stato contaminato da altri generi musicali, comunque pur sempre mantenendo quello spirito originario e quell'urlo di rivolta di quando nacque. A mio avviso è solo una maturazione musicale da parte di tutte le band del nostro circuito: cercare di trovare sonorità sempre più nuove e originali da presentare ai kids sotto al palco. Non ci trovo nulla di male, anzi mi auguro che escano sempre più band valide dall'ambiente e che la nostre idee, insieme alla musica, possano continuare a persistere nel tempo!

D: Secondo te il movimento Oi! è molto legato alla presenza di qualche band? Mi spiego meglio facendo un esempio: a Roma da quando band come i Colonna e i DUAP non esistono più la scena secondo me si è spenta: può dipendere dalla loro assenza? Se i Nabat si riformassero ci sarebbero più concerti Oi! in giro?

R: Sicuramente la scena Oi! in generale e non solo in Italia è legata alle band che la compongono, ma non solo. La scena è composta, oltre che dalle band, sopratutto da chi le supporta, e quando viene a mancare il supporto alle band è lì che la scena cala. Noi abbiamo avuto anche la fortuna di suonare anche all'estero e di essere supportati da un buon numero di ragazzi che ci hanno seguito nelle nostre avventure d'oltremanica, ma anche (fortunatamente) dalla stessa scena locale, e la cosa ci ha riempito di gioia visto che ormai difficilmente una band italiana riesce a arrivare all'estero a meno che non suoni da parecchi anni. Io credo che quando appunto questo supporto viene a mancare sotto il palco, le band ne risentono e dopo poco tempo magari si sciolgono, per cui non è solo una questione di chi suona. Indubbiamente band come Nabat o Colonna Infame hanno fatto la storia della scena nostrana e tantissimi skin e punk vivono ancora nel loro ricordo, sia chi ha vissuto il periodo sia i giovani che si affacciano per la prima volta nell'ambito, e sono sicuro che se decidessero di tornare a solcare i palchi su e giù per l'Italia e non solo si tornerebbe ad avere più entusiasmo in giro, però bisogna anche guardare al presente e sopratutto al futuro sperando che escano altri gruppi che come loro sono riusciti a lasciare un marchio indelebile nella nostra storia.

D: Da quello che so i Prima Linea sono una band apolitica: ma cosa significa essere skin apolitici al giorno d'oggi? Il fatto di non essere schierati né da una parte né dall'altra crea incomprensioni, problemi nel suonare?

R: Noi non siamo una band apolitica, noi siamo solo una band. Non ci definiamo apolitici perchè penso che non abbia nessun significato questo termine in sè. Ognuno di noi ha delle idee o comunque modi di vedere determinate situazioni che volente o nolente ci circondano. Potremo dire che siamo apartitici perché non ci riconosciamo in nessun partito (...e ci mancherebbe anche) ma in ogni caso chi ci ascolta e sente i testi delle nostre canzoni capisce il nostro modo di vedere il mondo. Fino ad ora abbiamo suonato sempre in giro e non abbiamo mai avuto problemi a farlo: di certo non suoneremo mai ne per le feste dei DS né tantomeno (che qualcuno o qualcosa me ne scampi) per le feste di fiamma tricolore o di A.N.. Non abbiamo mai avuto problemi a suonare per determinati contesti, quali benefit per i ragazzi arrestati l'11 marzo a Milano, come non abbiamo problemi a suonare in centri sociali come il Lazzaretto di Bologna, che anzi supportiamo seppur a distanza e che più volte ci ha offerto l'opportunità di suonare davanti allo splendido pubblico bolognese, che teniamo a salutare e ringraziare per il supporto e la fiducia che fin dall'inizio persone meravigliose come Patrizio hanno riposto in noi.

D: Secondo te quali sono o sono state in Italia le band che più sono state coerenti con lo stile con cui è nato il movimento skin, insomma quelle che non sono mai state schierate né da una parte né dall'altra?

R: Sinceramente non capisco cosa intendi per band che sono state coerenti, ma comunque posso dirti quale io ritengo valgano la pena di essere citate come portavoci storiche della scena Italiana... beh, parecchie: tutta la vecchia scuola anni 80 come i gloriosi Nabat e i Klasse Kriminale, i Reazione, gli Hope & Glory, i nostri concittadini Tiratura Limitata, fino ad arrivare ai più recenti Colonna Infame e DUAP, e poi tanti altri, ma penso che li conosciamo tutti e non c'è bisogno di stare qui a fare un elenco sproporzionato di vecchie glorie!!!!

D: Avete debuttato con uno split cd con una band giapponese, i 4B Union: come mai questa collaborazione con il sudetto gruppo? Avete riscosso un buon successo nella terra dei samurai?

R: La collaborazione con i giapponesi è uscita un po' per caso a dir la verità... Stavo promuovendo all'estero la mia label e per caso un giorno Hideaki mi rispose che c'era questa band che era interessata a fare uno split con una band italiana e se ne conoscevo una disposta. Noi dovevamo registrare un demo di 4 pezzi e allora ho colto la palla al balzo, e devo dire che non è andata per niente male, se si conta che in Italia sono stati stampati 300 CD e sono andati via quasi subito, nel giro di pochissimo tempo, e in Giappone siamo arrivati a vendere parecchie migliaia di copie. Siamo rimasti molto stupiti di questo, tanto che quando ci hanno chiesto di registrare 2 pezzi per un altro split che è uscito poco tempo fa in 7 pollici eravamo entusiasti. L'anno scorso ci hanno anche chiamati a suonare da loro sotto Natale ma purtroppo per problemi legati alla formazione della band non siamo riusciti, seppur a malincuore, a raggiungere il paese del sol levante. Comunque a breve vi terremo informati, perché abbiamo avuto altre proposte per l'estate!

D: Fino ad ora quindi cosa avete realizzato? E cosa bolle in pentola? Dai, dicci qualcosa!

R: Finora sono usciti uno split cd con i 4B union dal titolo "Italy vs Japan" che credo conoscano in molti, un 7 pollici con i Crikey Crew, "My generation", un pezzo per la compilation benefit per gli arrestati dell'11 marzo a Milano, "No repression", e a breve dovrebbe uscire lo split con le canzoni contenute nel 7 pollici ma in cd e insieme ai nostri amici Shockers... e poi... va beh, presto lo vedrete da voi!!!!!

D: L'attività live come procede? Avete suonato anche fuori dall'Italia, che situazione avete trovato?

R: Siamo appena tornati da due indimenticabili trasferte d'oltre manica; siamo stati a Glasgow in Scozia dove abbiamo trovato una scena dove l'età media e senz'altro molto più alta rispetto alla nostra, ma che comunque è stata molto calorosa nei nostri riguardi e ci ha immediatamente ricontattato per tornare a breve a suonare nel paese di William Wallace. Invece a Londra abbiamo trovato più o meno lo stesso clima che c'è in Italia, anche se devo ammettere che i ragazzi al nostro seguito erano parecchi e durante il nostro live si sono fatti sentire, come ogni qual volta che suoniamo in giro per lo stivale. Purtroppo non essendoci fermati moltissimo non posso darti un vero e propio voto e una dettagliata costatazione delle due scene, ma in ogni caso siamo stati bene, ci siamo divertiti e abbiamo suonato alla grande, come del resto tentiamo di fare ogni qual volta veniamo chiamati a farlo. Per il momento l'attività live è sospesa visto che tra breve ci troveremo a registrare il nostro primo full lenght cd e ci teniamo tantissimo che venga un ottimo lavoro, curato da cima a fonda sia nel suono che nella grafica. Quindi per i prossimi live si parla dell'anno nuovo e speriamo tutti di potervi incontrare a qualche nostro concerto!!!!

D: Sarà autoprodotto? Cosa ne pensate del do it yourself?

R: Questo non posso dirvelo... è un segreto e una bella sorpresa che credo farà piacere e potrà aiutare parecchie band nascenti della scena... insomma, non possiamo ancora rivelarvi niente ma a breve vedrete voi e giudicherete... per quanto riguarda le autoproduzioni: noi siamo assolutamente favorevoli perché è un ottimo modo di iniziare per farsi conoscere, ma allo stesso modo siamo favorevoli al supporto alle label che fanno parte del nostro ambiente e che hanno dietro dei ragazzi come tutti quanti noi che investono tempo e soprattutto soldi per cercare di divulgare il più possibile la nostra musica: per questo ritengo che sia importante supportare le label che producono e distribuiscono la nostra musica, in modo che possano sempre continuare a investire i soldi per la produzioni di altre band. Solo cosi si può arrivare al livello di scene punk come quella presente in Germania (a mio avviso una delle migliori tuttora in Europa a livello di band ma anche di mentalità) Francia, Spagna etc etc. Quindi a mio avviso vale lo stesso discorso che si faceva prima per quanto riguarda il supporto alle band. SUPPORT TO BE SUPPORTED.

D: Se qualche giorno dopo che sarà uscito il vostro primo album trovassi i pezzi su internet, come la prenderesti? Cosa ne pensi dello scaricare file? Aiuta la scena?

R: Questa domanda si rifà a quella di prima. Certamente aiuta la band a farsi conoscere perchè internet è un ottimo modo per divulgare la propria musica e per farla arrivare in qualsiasi parte del mondo in poco tempo, ma d'altro canto se tutti ci mettessimo a scaricare solamente album interi da internet le label che producono i nostri gruppi non rientrando più a pari con quanto speso piano piano credo che si stuferebbero di rimetterci soldi. Io solitamente scarico da internet qualche pezzo per quanto riguarda le band straniere e se mi piace compro l'album, invece per quel che riguarda le band italiane compro a scatola chiusa perchè così facendo oltre ad aiutare chi ha prodotto il cd aiuto la mia scena. Io spero che tutti sappiate che chi si sbatte a produrre una band nascente o anche diciamo "affermata" (per quanto può esserlo nel nostro ambiente) di certo non vive né tantomeno si fa dei soldi su di essa, ma piuttosto crede di aiutare la band a evolversi e a crescere: per cui scaricare interi album da internet e poi non comprarli non aiuta per nulla la scena, anzi a mio avviso la danneggia proprio.

Siamo in chiusura: fatti una domanda e datti una risposta...

Max, sei il più bello di tutti? Sì, lo sono... ahahah... no dai scherzo... seriamente... Cosa ti aspetti dal futuro? Mi aspetto di vedere tanti giovani rasati e crestati, che portino avanti ideali di unione e di libertà, e che non smettano mai di credere in quello che sono e in quello che fanno senza mai cadere vittime di questo sistema che tende sempre a chiudere la bocca ai ribelli che urlano la propria rabbia contro di esso. Vorrei vedere questi ragazzi uniti sotto un'unica bandiera che è quella dell'amicizia e del rispetto, in culo a una società che vorrebbe vederci sciogliere come neve al sole. Concludiamo ringraziandoti per lo spazio che ci hai concesso e della splendida intervista che ci hai fatto (forse la più bella fino ad ora) e teniamo a salutare tutti i nostri amici che hanno cantato e continuano a cantare sotto il palco insieme a noi, dai ragazzi della Brianza a Milano fino ad arrivare ai Tarantini e ai Potentini, passando per Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Arezzo, Genova, La Spezia, Perugia e Roma. Grazie di cuore veramente a tutti quanti voi!!!!! Cheer's and 1000 Beer's!!!!!

[Sveden]




Commenti:

Re: Prima Linea
bella intervista!

08/12/2006 di: Janna

 
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