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Recensioni Wednesday 10 January 2007:
Questa è Roma mica... 4, Circolo degli artisti, Roma, 07/01/2007 mit photogallery!

Anche la quarta edizione è andata. Per (quasi) il quarto anno di seguito, Roma si è auto-celebrata in un mega concerto, e la prima menzione speciale di questo report, d'obbligo, è per Robertò, che è tra i pochissimi che continuano a sbattersi per una "scena" (odio dover usare questo termine) che spesso si è rivelata ingrata, lagnosa, lamentosa e polemica. Eh sì, negli ultimi anni c'è sempre stato qualcuno a cui non andava bene qualcosa: quelli hanno suonato troppo, quell'altri troppo poco, perchè io devo suonà dopo Tizio, quando Caio suona per ultimo? I concerti costano troppo, i posti fanno schifo, ma che gente c'è, ma perchè Pippo non ha suonato? Perchè c'era Pluto, ma io dico.... eccetera. Anno nuovo, polemica nuova. Ci vuole costanza per fregarsene di cotali rotture di palle. E quindi grazie a lui e alla Kick per averci regalato l'ennesimo Questa è Roma, mica..., probabilmente uno dei più riusciti... quantomeno, sono passati due giorni, e di lamentele io ancora non ne ho sentite... anzi lette, visto che oramai ci si lagna solo dietro a un computer... vabbé. Andiamo avanti che è meglio. Insomma, anno nuovo, location nuova. Abbandonato l'Alpheus, ci siamo spostati tutti al Circolo Degli Artisti. Per quanto mi riguarda la location (apparte alcuni casi-limite) non è rilevante rispetto al concerto, ma almeno quest'anno si stava più comodi. Una serata riuscita, su tutti i fronti, dove ho visto tanta gente, contenta, che si divertiva sia sopra che sotto il palco, con un pubblico di solite facce note e tanta gente mai vista (che diciamo potrebbe essere un buon segno, visto che oramai vanno di moda mostruosità musicali a discapito di musica che magari viene fatta in maniera un tantino più spontanea...). L'unica cosa che mi dispiace è essermi persa i primi gruppi del pomeriggio, dato ritardo causato non da me, ma da problemi incombenti... eh! Quando imparerò a guidare una macchina senza accartocciarla contro qualche palo della luce, sarò sempre puntualissima! Fino ad allora, dovrete accontentarvi. Insomma, arriviamo al circolo che sul palco ci sono già i Grand Theft Age, e con mio immenso disappunto scopro di essermi persa circa 4 gruppi, tra cui i D.Y.S., maledizione.

Faccio in tempo a vedere solo 2 pezzi: loro sono in ottima forma e mi dispiace ancora di più essermi persa tutto il 'set'... Un pò amareggiata da questa mancanza, mi allontano un attimo per fare vita sociale, mangiare, bere e praticamente perdo anche l'intero set dei Real Swinger, che mi piacciono pure. Non è stata una mossa particolarmente acuta, devo dire, tra l'altro stavo anche per perdere i Pinta Facile. Ho scarseggiato in professionalità? Forse. Però da qui in poi sono sempre stata presente. Quindi, dicevamo. Pinta Facile. Set breve ma intenso, un tocco di Oi! che in una serata come questa stava bene. Musicalmente parlando mi sembrano molto migliorati, e me ne compiaccio. Aprono con "Cattivi pensieri", per continuare con pezzi come "Cosa farai", la oramai consueta cover di "So what" (e chiunque coverizzi gli Anti-Nowhere League deve essere amato a prescindere) e il 'classico' "Anti Sober Army". La gente sotto il palco canta, e mi fa piacere, loro sono amici e piano piano il pubblico si allarga... bravi! Dopo la parentesi Street-Oi! Burlesque (come diceva il flyer) è tempo di passare al poppunkrock dei Neturons, e meno male che ci sono loro, perchè il punk rock in questa città molto spesso va di moda... dimenticarselo. Invece ecco i Neutrons, che non solo portano il punk rock, ma anche finalmente qualche donna sul palco, anch'essa rara cosa di questi tempi. In realtà perdo anche parte del loro set, però vedo abbastanza da poter promuovere a pieni voti, anche grazie alla cover di "Astro zombies", perfetta! Dopo di loro è il turno dei The Fourth Sin, i quali, come recentemente è sempre accaduto, hanno creato un vero delirio sopra e sotto il palco. Aprono con la cover di "United forces", tanto per iniziare con una botta di vita. Dalla prima all'ultima canzone è un continuo singalong, da parte di tutti, un delirio di stage diving e facce sorridenti, così come deve essere. Thrashcore con attitudine Oi!-core? Oramai dare definizioni ai gruppi è diventata la gag del momento... Francesco alla chitarra indemoniato, Daniele si riconferma la migliore voce di roma, Valerio talemente contento che (mi pare di aver visto) a un certo punto ha buttato via il basso e s'è tuffato tra la folla... Per quanto mi riguarda miglior set della serata, insieme a Coloss, Payback e Difference. Andiamo avanti. Dopo di loro... Il Ritorno! Uno dei miei gruppi romani preferiti in assoluto, che mancava da tanto tempo, ritornato alla grande con un concerto delirante. Siore e siori, i Coloss! Aprono con "Fight", singalong ininterrotto per tutto il tempo, fanno (mi pare ... ) un paio di pezzi nuovi, la gente sotto il palco si ammazza, loro si riconfermano assolutamente grandiosi, contenti loro, il pubblico, la sottoscritta... bellissimo! Con la speranza di rivederli al più presto: un concerto da paura, forse durato poco, ma chissenefrega, è punk! Dopo di loro si continua su livelli altissimi, con i The Difference, che hanno optato per una scelta vincente: fare un set di pezzi propri misti a cover di pezzi storici ripescati qua e là nei vari sottogeneri del punk, facendo la gioia di tutti, specialmente dei più (posso dirlo? Lo dico!) 'anziani', che ho visto letteralmente saltare di gioia all'attacco di alcuni pezzi. Non si poteva inziare meglio: aprono con una cover di "Terre di nessuno" degli Erode, per continuare poi con vari pezzi che spaziano tra "Brucia di vita" dei Negazione agli Open Season, passando per gli Indigesti! Fanno anche una cover dei Judge, con l'ex chitarrista Mirko sul palco, e Domenico alla voce. Perché, come ha ricordato Stef, è bello a volte ricordarci che l'hardcore è un genere che nasce da determinati presupposti, ed è assurdo che ci sia parecchia gente, specialmente a Roma, che vuole appropriarsene facendolo portatore di ideali che non c'entrano e non devono entrarci niente. E chi vuol capire, capisca. A fine concerto, per ribadire il concetto, sale Pierpaolo sul palco lanciando l'idea di una compilation di gruppi romani che ribadisca l'antifascismo di una scena che tale dovrebbe rimanere... si vedrà. Dopo di loro è il turno degli Anti You, un altro dei gruppi romani che più adoro. Concerto fichissimo, e anche senza senso, dato l'effetto ECO al microfono che rende tutto più confuso, e decisamente più punk. La gente si muove meno, sarà che suonano da meno tempo degli altri gruppi, che il punk hc vecchio stile zozzo e veloce non va tanto di moda... in ogni caso, non me ne potrebbe fregà di meno. Sono uno dei meglio gruppi romani e si sa che la gente non capisce un cazzo, in genere. Quindi applausi per loro. Dopodichè si chiude alla grande con i Payback, degni coronatori di una serata come raramente se ne erano viste in tempi recenti. Aprono con "War on the streets", oramai una tradizione, e sempre tradizionalmente chiudono con la cover di "Hard times". Nel mezzo accade di tutto, dal palco arriva ogni sorta di liquido (eh, che detto cosi' potrebbe scatenare battute varie... maliziosi!), sulle note di pezzi come "Old school", "Scum", "Scarred for life" e "Our roots": è un continuo susseguirsi di cori, gente sul palco, gente sotto il palco che si ammazza, gente che mi viene addosso con aria incazzosa e gente che se lamenta se la gente gli va addosso (ma che pretendono? Le sedie e i posti numerati?)... Damiano in ottima forma, nuova formazione oramai consolidata, Fabrizio sempre più incitatore delle folle... insomma degna e delirante conclusione di una splendida serata. E così sia. Nell'augurio che ci siano più serate così, con gente soddisfatta e contenta e non polemica, nell'insegna di un punk hardcore che sia tale e non come certi abomini musicali che girano al giorno d'oggi, e che pero' si auto-etichettano HC.... questo è quanto. Arrivederci alla prossima, Oi!

[Miss F]



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