Benvenuti su Lamette.it
Il portale/webzine più rozzo d´Italia sulla musica & sulla cultura autodistruttiva degli sporchi giovani: contiene punk fetente!
[ Editoriali ] [ Articoli ] [ Recensioni ] [ Interviste ] [ Relics ] [ Coprophagus ] [ Blog ] [ Forum ]

  Menù della Lama
[ Home ]
[ Editoriali ]
[ Articoli ]
[ Recensioni ]
[ Interviste ]
[ Relics ]
[ Coprophagus ]
[ Blog ]
[ Forum ]
[ Calendario concerti ]
[ Links ]
[ Contatti ]
[ MP3/Downloads ]
[ Vocabolario ]
[ Archivio ]
[ Top 20 ]

  Ricerca nel Sito
news
commenti
eventi
links
 

  Sponsor della Lama
SOA Records/Oi! Strike
Randagi Rock Community
Sound Of The Street
Bloody Passion Tattoo
Latitudine 42 Comics & Games
Rave Up Vinyl Agency
Lamette Comics Blog
Blood '77
Killer Penis
Sponsor della Lama

  Old news
Recensioni: Colonna Infame SH – Dalla nostra parte Lp (Oi! Strike, 2013) (1)
Recensioni: Bufalo Kill – Be be bleah! cd (Yorpikus Sound, 2013)
Recensioni: Stigmathe – Fronte di nervi Lp (SOA Records, 2012)
Recensioni: Raise Your Pitch – Tutti Appesi demo-cd (Autoprodotto, 2012)
Recensioni: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) (1)
Recensioni: Whiskey Füneral - Whiskey Füneral cd (Full Speed Ahead Records, Tornado Ride Records, 2012)
Articoli: Kalashnikov – La città dell’ultima paura 12” picture (D.I.Y., 2013)
Recensioni: Golden Shower – The strange case of the Alaskan dragon breath cd (Area Pirata, 2013)
Interviste: Klaxon
Recensioni: Because The Bean – Indifferenza nera 7’’ (Bertani Dischi e Salami, United We stand, FFC Productions…, 2012)

Tutte le News

  Commenti
Cool di: sosoabram
cool di: sosoabram
Re: Luigi Bonanni (Centocelle City Rockers, Garçon Fatal) di: rightjobspk11
Re: Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: rightjobspk11
Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

Tutti i commenti

 
Pagina Stampabile Invia ad un amico Commenta

Interviste Friday 07 September 2007:
Declino

Per la serie “le incredibili interviste lost & found di Lamette”, dopo mesi e mesi e mesi, forse anni, salta fuori questo scambio di battute tra me e Mungo, a suo tempo axeman del Declino. Non vi inganni in alcun modo la lunga gestazione: il pezzo che segue è uno dei migliori episodi della saga lamettiana 80’s Amarcord, e in qualche modo è anche un po’ l’ideale prosecuzione della sterminata intervista a Orlando (anch’egli guarda caso ex-Declino) che trovate in questi giorni sulla Lama 5. Questa ve la diamo magicamente aggratis, per l’altra pagate o scroccate un numero, fate vobis…

D: Ciao Mungo, innanzitutto Grazie con la G maiuscola per averci concesso questo botta-e-risposta. Dopodiché, parlando immediatamente del Declino, vorrei evitare inutili preamboli per introdurre una storia che quasi tutti i nostri lettori dovrebbero in teoria conoscere a memoria, perché è la storia dell'hardcore così come lo abbiamo concepito - o quantomeno ri-concepito - in Italia, con risultati che non hanno spesso uguali nel resto del mondo. Dunque ti chiedo: concordi, anche parzialmente, sulla mia ultima affermazione? E ancora: che effetto ti fa rimembrare i vecchi tempi, dopo essere stato parte di quei pionieristici anni ottanta? Il passato per te è sempre un flashback piacevole o si rivela a volte anche un'arma a doppio taglio?

R: Il doppio taglio del rimembrare il passato sta solo nel fatto che è appunto… passato. Sono passati gli anni e si è tutti diventati un po’ più vecchi. Comunque talvolta mi capita di ripensare ai dettagli di quei tempi e scopro soprattutto aspetti su cui al momento non avevo riflettuto. Errori, limiti ma anche “grandezze” per cose dette e fatte rispetto sia alla vita di allora ma, spesso, perfino alla vita di oggi. Ad esempio, standard di comunicazioni che oggi si “sentono” acquisiti da tutti… beh, allora eravamo solo noi ad averci a che fare Parlo del modo di stare assieme, del modo di fare autogestione (nella produzione di dischi come di fanzines o nell’occupazione di case), di formare una band, di look… anzi, forse oggi è tutto già lì pronto ad essere trovato (comprato) e usato… un po’ come quando si và al supermercato.

D: Se parliamo del Declino, parliamo immancabilmente della città della Mole e delle sue numerose rappresentanze punk, tra cui Negazione, 5° Braccio e tanti altri gruppi contemporanei e conterranei, d'importanza il più delle volte fondamentale. Di qui la domanda obbligata: com'era la realtà di Torino all'inizio degli 80's, per ci viveva dentro ogni giorno? Quali erano i vostri gruppi preferiti dell'epoca pre-pasica? E infine: in che rapporti siete oggi tra voi ex-Declino e con il resto della "vecchia guardia"?

R: A me piacevano molto i Bellial (che facevano un HC già evoluto tipo primi Butthole Surfers) e gli Stinky Rats, che dal vivo avevano un pathos assolutamente trascinante. Gli altri gruppi di Torino li ascoltavi e rispettavi perché era “la scena”, erano nella scena in cui vivevi e tu eri la scena. Altri due gruppi che ammiravo molto (e ammiro!) anche se agli antipodi tra loro sono stati i Franti (che facevano un rock veloce tipo X mischiato a ballate più melodiche, tipo Robert Wyatt, con un po’ di jazz) e al loro opposto i Brain Damage, gruppo mitico di trash metal con forti venature Motorhead.
I rapporti con la “vecchia guardia” sono scarsi e occasionali. Forse per altri che hanno continuato a frequentare El Paso è un po’ differente, non so. Devo riconoscere però che quando c’è occasione di incontrarsi ci si saluta sempre con grande amicizia e simpatia, rispettandosi reciprocamente qualunque sia la vita che si è intrapresa successivamente.

D: E siamo quindi all'EP omonimo del 1983, la prima vera (auto)produzione del Declino, che è rimasta forse la più reperibile fino alla recentissima ristampa dell'opera omnia. Da quanto tempo esisteva il gruppo all'epoca dell'uscita di quel 7"? Quanto lo trovi rappresentativo, oggi, dello spirito del Declino?

R: Il gruppo esisteva da un anno e mezzo ma, rispetto all’EP, avrebbe cambiato diverse formazioni. Esistono due cassette autoprodotte con i gruppi di Torino (“Torino 198X” e “TuriNOISE”) dove trovi alcuni pezzi del Declino mai usciti successivamente che testimoniano quell’epoca. La formazione con Max e Orlando (quella del l’EP) rimane la prima formazione storica (quella di Vankiglia per intenderci), mentre la formazione con me alla chitarra e Tax è quella dei concerti in giro, dei tour all’estero e dei successivi lavori “Mucchio Selvaggio” ed “Eresia”. Lo spirito del Declino rimane intanto nell’inossidabile amicizia tra di noi (pur con gli ovvi scazzi e opinioni diverse), ma soprattutto in due tratti inconfondibili (presenti peraltro sia nei nostri brani che nella nostra grafica) che hanno accompagnato i membri del Declino fino ad oggi: uno è la linea asciutta, essenziale, della rappresentazione delle cose fatte (prendi ad esempio la grafica sia di “Eresia” che di “Mucchio Selvaggio”). Ebbene, questo tratto distintivo del gruppo, che era già presente, seppur rozzamente, nell’EP, è rimasto anche nelle cose fatte da noi successivamente: dalla scrittura di Silvio nel suo libro, al modo di giocare a calcio di Sandro (che di lavoro fa l’allenatore), fino ai gusti personali. L’altro tratto è la non ovvietà. In un periodo (parlo dell’epoca) in cui quasi tutti i gruppi gridavano slogan su basi musicali molto provvisorie, noi cercavamo di andare “oltre” e sperimentare suoni e strutture diverse dei brani, per non parlare dei testi, sempre molto curati e, a mio/nostro avviso, assolutamente non banali né stereotipati. Molti reggono ancora oggi.

D: "Mucchio Selvaggio" è sicuramente uno dei massimi classici dell'hardcore italiano di tutti i tempi. Di chi fu, all'epoca, l'idea dello split-tape con i Negazione, nonché del titolo a effetto? Dopodiché, perché avete scelto proprio il nastro come supporto? E infine: vogliamo ufficializzare il nome di chi ha disegnato quella copertina epocale?

R: L’idea originale non me lo ricordo più chi l’ha avuta per primo. A noi tutti piaceva il disco split dei Faith/Void e probabilmente ne siamo rimasti condizionati. Considera che si passavano assieme intere giornate e serate: noi del Declino, i Negazione, più altri amici. Sarà successo sicuramente durante uno di quei pomeriggi in sala prove o dopo a bere. Il supporto cassetta nasceva da due considerazioni: 1) pochi compravano i dischi importati (rarissimi e costosi) ma tutti avevamo decine di cassette piene zeppe di gruppi e pezzi. La maggioranza dei punk dunque ascoltava cassette. 2) In una logica non di profitto (come forse sarebbe oggi) ma di Do It Yourself (che all’epoca non si chiamava così ma era uguale) chiunque poteva copiare la cassetta, fare la fotocopia della copertina e avere il medesimo “prodotto” ufficiale. La copertina, nonché altri disegni all’interno, è di Dumbo alias Speaker Dee Mo, al secolo Nicola Peressoni. È parecchio tempo che non lo vedo ma ci si tiene sempre in contatto attraverso i saluti degli amici comuni. Adesso vive a Roma e credo continui a fare l’artista grafico (si dice così?). All’epoca fece numerosi lavori per i Negazione (copertine di dischi, magliette, poster…) ma anche per altri gruppi (come gli Upset Noise di Trieste). So che ha lavorato nella grafica anche nella scena hip hop, però non sono informato su quali lavori.

D: Sempre a proposito del vostro gemellaggio con i Negazione, una domanda banale ma inevitabile: quante volte avete diviso il palco con loro? Voglio dire, è mai capitato che Tax suonasse più di un concerto nella stessa serata?

R: Quando si era in tour assieme, o comunque eravamo invitati a suonare entrambi, Declino e Negazione, Tax ha sempre suonato due concerti nella stessa serata. Ovviamente, sia per i Negazione che per il Declino, ci sono state anche delle date singole.

D: "Eresia" è stato, ahimé, il vostro canto del cigno: cosa ne pensate oggi di quel disco? E ancora, inesorabilmente: perché lo scioglimento del Declino? Cosa avete fatto dopo?

R: “Eresia” soffre delle limitate risorse tecnologiche del tempo e del fatto che, di fatto, è stato registrato a gruppo sciolto. Non che si sia suonato male ma… quando non hai più prospettive, lì dentro… che ci metti? È molto interessante perché potenzialmente aveva grandi opportunità di crescita (penso al brano “Come una promessa” ma anche a “Tutto ciò che mi sai dire” e parti di altri pezzi). Un po’ tutti i gruppi (non solo in Italia) in quel momento dibattevano sul come “uscire” dagli “standard”… rimanere fedeli a un suono o progredire. Oggi, a ritroso, direi che le strade a grandi linee erano o passare a sonorità metal (cosa fatta dalla stragrande maggioranza delle band) e poi al rock, oppure ibridarsi con suoni, ritmi e attitudini diverse (penso a tutto il crossover con il funk e l’hip hop…). Noi avevamo iniziato a evolvere il nostro suono HC in dinamiche un po’ diverse… non saprei neanche definirle…
Non c’è stata nessuna causa scatenante dello scioglimento del Declino… semplicemente si era esaurito un percorso comune. Se ci aggiungi che Tax aveva espresso la necessità di dedicarsi solo ai Negazione e che Silvio era stato contattato dagli Indigesti che si erano riformati e cercavano un bassista… beh... il passo è breve. Siamo sempre comunque rimasti molto amici. Forse proprio grazie allo scioglimento.
Dopo il Declino abbiamo tutti preso strade diverse. Silvio ha continuato a suonare per un po’ con gli Indigesti e dopo con Magnifica Scarlatti. Tax è stato con i Negazione fino alla fine e dopo ha suonato con un sacco di altre band e in collaborazioni (Jester Beast, MGZ, il Generale, Fluxus e Angeli).
Io mi sono trasferito ad Amsterdam per qualche anno ma non ho mai suonato con bands di lì. Dopo dieci anni di “cose varie” (alcune anche molto valide e interessanti) sono tornato in studio con gli Indigesti nel 1999 per la registrazione di “In Disparte”, dove ho suonato il basso e qualche overdub di chitarra.
Sandro ha vissuto per un po’ a Pisa.
Ci si è riuniti tutti (compresi Max e Orlando) nel 2003 per la realizzazione del CD “1982-’85 - Come una promessa”, come ben sai.

D: Due ricordi dell'epoca del Mucchio. Uno buono e uno meno...

R: Una cosa di cui parlavo proprio ieri tra amici, e che non è mai stata riportata da nessuno in interviste simili, è la dimensione collettiva delle prove dei gruppi. Può sembrare ingenuo e sicuramente la “professionalità” spesso ne risentiva gravemente ma era molto bello. Ci si ritrovava a provare in una sala prove di un centro d’incontro dove normalmente bivaccava tutto il giorno, tutti i giorni, tutta la “scena” di Torino. I gruppi (Declino, Negazione, Kollettivo, DDT e altri) provavano a giorni alterni ma in pratica si finiva che tra scambi di orario eccetera tutti i gruppi suonavano quasi ogni giorno. E sempre davanti agli altri. Il gruppo stava lì a provare, ovviamente quelli erano i brani e loro erano le scelte definitive. Ma essere in mezzo a tutta la gente che, di fatto, “contribuiva” con commenti, pogo, mucchi selvaggi e litrozzi di birra rendeva collettiva e condivisa la nascita e la crescita dei brani. Fa un po’ ridere ripensarci oggi quando ogni band ha la sua sala prove attrezzatissima con strumentazioni che noi neanche ce le sognavamo e dove sforna fior di pezzi... però i nostri brani (quelli dell’EP, di “Mucchio Selvaggio”, di “Eresia”, e lo stesso vale per le cose dei Negazione fino allo “Spirito…”) nascevano in quel contesto là. È un bel ricordo, molto intenso. Difficile da comunicare ma spero di aver dato l’idea.
Ricordi brutti ce ne sono… e purtroppo anche parecchi. Vorrei però non parlare delle persone perché è passato tanto tempo e i contorni si sono sfumati. In definitiva la cosa più brutta che ricordo è l’atmosfera della fine di quell’epoca. Il senso di scoramento che aveva preso un po’ tutti intorno all’85-’87.
La scena per come l’avevamo conosciuta e costruita era finita o stava sbriciolandosi davanti agli occhi. Tutti i gruppi che conoscevamo e amavamo si scioglievano e spesso le crisi nascondevano vere e proprie lotte feroci. Ci si trovò orfani di noi stessi. Non volevi abbandonare i vecchi sentimenti ma non potevi nemmeno continuare a crederli vivi. Ai concerti non veniva più gente. Si era tutti presi male. Brutta sbornia, brutto trip, brutto feeling. Ci si è tutti buttati su altre cose o su modi diversi di fare le stesse cose. Ma non era più come prima. Per fortuna la scena è morta e rinata varie volte. Con i nuovi giri, le nuove persone. Alla fine con le nuove generazioni. Per molti il distacco è durato parecchio (io per me per 10 anni non solo non ho più rivisto quasi nessuno, ma nemmeno ascoltato o suonato un solo secondo della nostra roba…). Certo… si sono fatte altre cose, nel migliore dei casi belle e toste uguale. Purtroppo non per tutti è andata così liscia.

D: Paolo Petralia ha recentemente ristampato la vostra discografia, rimasta introvabile ai più per oltre un decennio. Cosa ne pensate delle operazioni di recupero/rippaggio/ri-diffusione del punk "storico" e dei vinili introvabili?

R: Oggi il "clima" revival della scena anni ‘80 (per quanto possa essere criticabile nelle sue forme più voyeristiche) ha offerto la possibilità di ristampare molto del materiale del tempo (penso ai numerosi dischi e CD ma anche, ad esempio, alla ristampa della fanzine TVOR edita da Lovehate80). Direi che queste iniziative sono benvenute, anche se bisognerebbe cercare di non mistificare i fatti e di trasmettere invece ciò che realmente conta di quegli anni (…e che credo sia, come da citazione famosa, il famoso "spirito" che dovrebbe, appunto, "continuare"). Voglio dire... spesso ho incontrato o letto nelle domande rivolte a me o al Declino, una deferenza, una nostalgia perversa del passato in cui si respirava una sorta di “feticismo”. Quasi che a voler descrivere un ambiente in termini fascinosi e strafighi rispetto al presente… possa risultare più avvincente o credibile. Niente di più lontano dalla realtà. Intanto perché la realtà in cui ci muovevamo, con tutti i pregi e i limiti, faceva schifo ma soprattutto perché non è giusto nei confronti di chi oggi si sbatte (con i tempi, i luoghi e le caratteristiche di oggi, quali che siano). Col cazzo che 20 anni fa avrei dato credito a chi fosse venuto a farmi la tiritera di quanto erano fighi i tempi suoi 20 anni prima! Cioè... massimo rispetto per le rispettive esperienze (spesso comuni e replicate) ma... fuori dai coglioni divi e mandarini dell’HC. Nessuno ha un’esclusiva sui fatti, sulle scelte e sulle proposte. Nessuno può campare di rendita. La credibilità è data dai fatti e dalle persone. Il resto è aria fritta.

D: Segui ancora la scena punk-hardcore italiana? E se sì, quali sono le tue bènds preferite fra quelle degli anni '90-'00?

R: Io sono stato lontano dalla “scena” veramente per tanti anni. Sicuramente mi sono perso un sacco di band in gamba. Negli ultimi tempi ho ricominciato ad andare a qualche concerto e a vedere e sentire nomi nuovi. Devo dire che da un punto di vista tecnico tutti i gruppi sono enormemente migliorati rispetto allo “standard” dell’epoca nostra. Per ovvie ragioni sono più informato riguardo alle band di Torino e dintorni. A me piacciono molto i Right in Sight di Ivrea che… spakkano veramente! Altri nomi eccellenti di oggi credo siano gli Havoc e i Plastination. Entrambi hanno un suono “old-school” (almeno io lo sento così) e dunque mi ci ritrovo di più. Una band che si sta sbattendo parecchio per far crescere la scena, e sono anche molto bravi, sono i Concrete Block, che fanno un HC metal veramente tosto. So che ci sono moltissimi nuovi gruppi in giro per l’Italia ma fuori Torino conosco poco… direi... così… a braccio… gli Skruigners che fanno punk-rock, i Nettezza Umana e i Cripple Bastards. Tra le scommesse di domani credo possano esserci i Media Solution ancora di… Torino.

[Simone]



 
  Fototeca
Crack! 2006 - Fumetti Dirompenti / Vinavyl - Omaggio a Stefano Tamburini - Forte Prenestino, Roma, 08-11/06/2006
Crack! 2006 - Fumetti Dirompenti / Vinavyl - Omaggio a Stefano Tamburini - Forte Prenestino, Roma, 08-11/06/2006


  Calendario Concerti

Tutto il Calendario

  Sostieni la Lama

  Gemelli Tossici
TeleFree.iT
City Of The Dead
Cultura Elettronica
Il Tropico Del Garigliano

  Sondaggi
Cosa pensi della nuova sezione MP3/Downloads?

Era l'unico vero deficit di Lamette. Ora non più.
Era ora di aggiornarsi, tutti hanno i free album.
I free album di Lamette sono i più fichi di tutti.
Non ne sapevo un cazzo, corro a mandarvi il mio!
Non scarico MP3, i dischi o li compro o li ignoro.



Risultati
Sondaggi

Voti: 44
Commenti: 64

  Cronologia della Lama
Saturday 24 June 2017
oggi nel 1984: Secondo raduno hardcore romano organizzato da Straightedge fanzine. In scaletta: Nighters, High Circle, Die Cop, Gang Of Rats, Bloody Riot e Raw Power.


Web site engine's code is Copyright © 2002 by PHP-Nuke. All Rights Reserved. PHP-Nuke is Free Software released under the GNU/GPL license.
Generazione pagina: 0.037 Secondi