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Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

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Editoriali Thursday 07 February 2008:
Una lettera aperta. Accetto repliche. Diffondete, se volete.

L’egocentrismo è il motore di tutte le cose, ma bisognerebbe saperlo dosare. Sto parlando della voglia di farsi sentire, di fare rumore e più in generale di esistere che anima tutto l’underground italiano, dal circuito punk a quello para-artistico. Quello che voglio dire è che questo desiderio collettivo di essere sempre e comunque presenti e protagonisti in ogni situazione è l’unico vero rasoio che ci sbrindella in frattaglie. Le eventuali differenze di vedute non sono mai state del tutto invalidanti, almeno per quanto riguarda me e i miei contatti. Sia subito chiaro che con questo non intendo affatto auto-assolvermi: ho delle amicizie che durano da molti anni, cerco di essere partecipe delle loro cose e loro cercano di essere partecipi delle mie. Tutto qui. Quello che mi chiedo spesso è se con un maggiore coinvolgimento non potrei fare di più per loro o se insieme non potremmo fare di più per noi. E anzi, devo precisare che per il sottoscritto non c’è alcun piacere nel vivere e nel muoversi in solitario. I miei ricordi migliori di questi ultimi quindici anni sono tutti legati a momenti di sinergia con altre persone, altre individualità, e quello che ne è venuto fuori – nel bene e nel male, ma quasi esclusivamente nel bene – ci ha legato a doppio filo per il resto di questa vita. Mi chiedo dunque che senso ha oggi come oggi avere a disposizione tutti i mezzi possibili e immaginabili per portare avanti un discorso pluricentenario (perché l’avanguardia è pluricentenaria) e sprecarli per masturbarsi.

Faccio un esempio pratico: myspace, blog, siti internet, webzines, fanzines, locali, centri sociali… possibile che ognuno pensi esclusivamente alla meschina propaganda dei cazzi suoi e di quelli dei suoi quattro amici al bar? Va da sé che se ha un gruppo si ritroverà sotto il palco solo gli amici suoi, se ha una fanzine se la leggeranno solo gli amici suoi e se è un promoter organizzerà eventi solo a patto che ci siano dentro a uno a uno pure tutti gli amici suoi. Che senso ha fare un flyer e appiccicarlo o spammarlo ovunque quando sei perennemente assente dalle situazioni che non sono al 100% in linea con la tua parrocchia? Parole come “unity”, “brotherhood”, “scena” - e altri slogan che tutti ci tengono a sbandierare - sinceramente non mi dicono un cazzo, se devono essere sinonimo di “cosa nostra”. Chiudo con un dato di fatto: se andiamo a scremare, eliminando aspiranti rockstars, perditempo e modaioli, ci sono mille realtà antagoniste in Italia, ciascuna lo è a modo suo, e tutte sarebbero ugualmente degne non soltanto di essere supportate, ma di entrare a far parte di una rete più fitta di contatti. Un virus che allargandosi potrebbe fare VERAMENTE paura. Un incendio con i controcazzi. Non le piccole scintille strafottenti che vedo adesso.
Se siete arrivati fin qui, e vi sentite direttamente chiamati in causa, evitate di pensare che io stia bersagliando qualcuno o qualcosa in particolare. Mi riferisco a tutta la penisola, perché è così dappertutto. Verranno presto tempi migliori, ma solo se li faremo arrivare. Pensateci. Pensiamoci. Le spillette non bastano.

Sim


Commenti:

Re: Una lettera aperta. Accetto repliche. Diffondete, se volete.
Capisco in pieno quello che stai dicendo, Simo. E non posso che darti ragione. Funziona così e se realmente the kids fossero united, ci sarebbe un gran casino, come dici tu, appunto. Non tanti eventi quasi del tutto indipendenti tra di loro, come succede ora.
La scena unita non esiste purtroppo. Esiste una scena composta da tanti elementi molto spesso del tutto sconnessi gli uni dagli altri.
In realtà però non voglio dimenticare che, allo stesso tempo, ci sono un sacco di persone che continuano a sbattersi per una unione più forte. E anche le fanzine -ma senza dubbio quelle online molto più delle cartacee- hanno un'importanza notevole in questo. E ci sono anche un sacco di gruppi che tendono a raccimolare contatti, creando una sorta di grande gruppo, cioè quello che in altri ambienti è chiamato crew.
Tuttavia, per la maggior parte si cerca di portare acqua al proprio mulino, indipendentemente dagli altri mulini che si hanno a fianco.
Dare fuoco insieme... sarebbe bello!

08/02/2008 di: Davide

Re: Una lettera aperta. Accetto repliche. Diffondete, se volete.
Hai centrato il punto della situazione, Davide. Nel mio caso, per citarti l'esempio pratico più a portata di mano, non posso fare Lamette ed accontentarmi di fare Lamette perché ho i lettori di Lamette e loro magari mi leggono e mi dicono bravo. Diventa un circolo vizioso, è ovvio. Così uno cerca di coinvolgere anche altre persone con altri interessi: di qui i fumetti, le mostre, quando possibile anche la presenza a concerti non necessariamente in linea al 100% con il mio genere, ma soprattutto la voglia di comunicare il più possibile. Desiderio che muove tutto fin dall'inizio. Se non me ne fregasse più niente di interagire fisicamente o anche solo virtualmente con il prossimo, allora questo sito potrebbe chiudere qui, ora. Quello che mi rattrista, in questo senso, è sapere che c'è tanta gente, invece, a cui sembra che piaccia cantarsela e suonarsela. E ce ne sono altri ancora che invece non parlano, non scrivono e non manifestano idee e sentimenti: sono direttamente muti, però in silenzio leggono tutto di tutti, frugano nella vita degli altri come degli agenti della Digos. Ora, lasciando la morale da parte, l'unica questione da parte mia è: che senso ha? Perché? A chi giova? A che serve la pentola senza il coperchio, o il coperchio senza la pentola?

08/02/2008 di: Simone

Una lettera aperta. Molto aperta...
ho atteso alcuni giorni...
ho pensato, forse si muove qualcosa!
bhe, credo che attendere ancora non serva a molto.
bella lettera simo, molto sentita, anche se non su tutti i punti che proponi, rispecchia ciò che era già anni fa...
tutto come prima, nulla di nuovo a sud!
Bello è, credo, che in relatà chi si muove esiste, tu ne sei l'esempio, poi se non si è in tanti, questa è un'altra storia.
Penso che importante sia, anche, che le vie, i percorsi siano aperti, che se qualcuno desidera inoltrarsi ne abbia la possibilità (!), è tanto, veramente tanto!
E' vero, c'è anche chi sta zitto, gurada me, ma a volte è meglio tacere e cercare di ascoltare bene, può richiedere più tempo ma può donare più frutti...
Vai avanti così, quando si fa qualcosa di interiore è perché ce ne è veramente bisogno (mai visto nessuno che si sia messo a pisciare senza che gli scappasse!).
Grazie e un sentito buon proseguimento di percorso...
gianLuca...

22/02/2008 di: Fanzine

 
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Era ora di aggiornarsi, tutti hanno i free album.
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Non ne sapevo un cazzo, corro a mandarvi il mio!
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