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Cool di: sosoabram
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Re: Luigi Bonanni (Centocelle City Rockers, Garçon Fatal) di: rightjobspk11
Re: Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: rightjobspk11
Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

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Interviste Tuesday 11 March 2008:
Crash Box

Come promesso, quasi all’indomani del loro comeback live, eccovi l’intervista ai riformati e disponibilissimi Crash Box. Rispondono, a nome della leggendaria hardcore band ottantina, il cantante Marco “Maniglia” Medici e il chitarrista Giulio Pastoretti, entrambi già nell’organico dell’ultima formazione attiva negli anni ottanta (quella che diede alle stampe “Nel cuore”, per intenderci). A corredare lo scambio di battute, una photogallery dettagliata del primo concerto milanese. Vai col tango…

D: C’è un vecchio proverbio che è anche il titolo di un vecchio film di James Bond: "Mai dire mai". E in effetti, a pensarci bene, tutto è possibile in questa vita: anche che i Crash Box ritornino, e non soltanto per un semplice auto-tributo. Un affare piuttosto atipico, direi, considerando la scia lungo la quale si muove il 90% delle reunions in atto. Prima domanda a biforcazioni multiple: quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a morire e poi risorgere? Che linea seguiranno i nuovi Crash Box?

R (Marco): Per la prima domanda, ti posso dire il mio parere personale, che è che eravamo in fase di crescita puberale, lavori da iniziare, gruppo non assortito, e... fine di una certa onda emozionale, che ti spinge a suonare. Per la seconda, non sappiamo ancora, vedremo come si evolve la cosa, finché c’è energia si suona: la voglia c’è, l'atmosfera attorno pure...

R (Giulio): Beh, io a più riprese ho tentato Marco con proposte di reunion, perché amo suonare questa musica fondamentalmente, e poi secondo me perché il discorso CB era rimasto sospeso nell’88 ed c’era ancora qualcosa da fare. Probabilmente l’uscita di “Veleno per voi” ha contribuito. Io credo, anzi spero, che non sia un tributo nostalgico, ma una situazione creativa dove poter realizzare nuova musica e non solo ricapitolare esclusivamente il passato. Organizzare una formazione è stato tutt’altro che facile, abbiamo iniziato oltre un anno fa e solo ora, forse, abbiamo raggiunto un livello di stabilità a livello di membri del gruppo. Oltre a me e Marco, ci sono il formidabile Mauro alla batteria e al basso Fabietto (bassista anche della formazione dark milanese Vidi AQUAM). Puccio, l’altro bassista, che ha suonato con noi a Milano lo scorso 8 febbraio, ha lasciato la formazione.

D: Che cosa avete fatto nel corso di questi ultimi... 18 (!) anni? Potete farci un riassunto delle puntate precedenti, partendo da quando abbiamo perso le vostre tracce?

R (Marco): Io personalmente ho lavorato nel turismo e non ho più suonato, Giulio invece sì, continuamente, con varie bands disparate. Di Mauro e Puccio non so molto degli ultimi anni, li ho conosciuti da poco, preferirei rispondessero loro direttamente. Ho comunque continuato ad ascoltare la musicaccia; la voglia di suonare live mi è tornata da due anni a questa parte, si vede che sento i cambiamenti...

R (Giulio): Come ha detto Marco, io non ho mai smesso di suonare, ho abbandonato la scena italiana e sono stato coinvolto in quella Svizzera per un 15 anni circa. Mauro ha sempre suonato in molte formazioni (Sottopressione, Gerson, Oltrecortina, Mudhead…). I vecchi Crash dell’88 hanno anche loro fatto molte cose in ambito musicale, Cesare soprattutto (Real Deal, Erode, Matamachete) e pure Moxxx.

D: Lo stile irripetibile e adrenalinico per me è sempre stato un vostro preciso trademark, così come un certo vibrante nichilismo nei testi. La formula è sempre la stessa o avete cambiato candeggio in occasione dei pezzi nuovi? Potete darci qualche anticipazione sul lavoro in progress?

R (Marco): La formula è e rimane quella, per ora, finché c’è una certa vena e ispirazione compositiva - per le cose nuove, suspence! Fino a che non abbiamo almeno un 5 pezzi nuovi non ti so dire granché, ci lavoriamo or ora...

R (Giulio): …Pezzi nuovi potentissimi, punk melodico, roba di gusto.

D: Impressioni a caldo del primo concerto con la nuova formazione (Garage, Milano, 8/2): com’è andato il Crash Test?

R (Marco): Molto, molto bene - gran livello energetico, bella risposta della gente, palco e suono ottimi, proprio come volevamo… abbiamo commesso qualche peccatuccio veniale ma credo che al 90% sia andata bene, sarebbe comunque da chiedere a chi c’era...

R (Giulio): Grande serata, si respirava una bell’aria anni 80. Molti della vecchia guardia, ma anche molti ragazzi della generazione successiva. Possiamo migliorare, ma abbiamo suonato abbastanza bene. Grandi quelli dell’organizzazione, i ragazzi di MY Decay e quelli del Garage che ringraziamo di cuore. Molto bravi anche i Bohemien di Roma, darkoni come si deve. La prossima sarà il 28 marzo al COX18 (l’ex Conchetta) a Milano, andrà ancora meglio!!

D: ...E finalmente una domanda amarcord. Come siete riusciti a far convivere la musica dei Crash Box con un contesto estremamente politicizzato come quello del Virus?

R (Marco): E perché no? D’altra parte la musica era il braccio armato di quegli inizi: se non c’era il Virus molte cose, ora, e non parlo solo di punk, non avrebbero potuto esserci... all’epoca non davo molta importanza alla politica, ora sto più attento a quello che mi circonda, e comunque il Virus non era poi quel collettivo di barbosi politiconi che qualcuno ha dipinto, si rideva giocava amava e piangeva e tante altre cose, ci sarebbe da discuterne con calma…

R (Giulio): Odio la politica, gli ultimi 20 anni me l’hanno fatta odiare. Inoltre la storia ci ha insegnato che molti dei più irrequieti di allora sono oggi dei benestanti opportunisti, quindi ogni commento è superfluo…

D: Due parole sulla doppia ristampa su cd messa a segno dalla SOA Records: l’avete seguita personalmente o il buon Paolo ne è stato un po’ il factotum?

R (Marco): Paolo ha avuto l’idea, mi pareva una bella cosa e abbiamo dato l’ok. Giulio poi ha seguito alcune cose tecniche. Pensa che me ne ha date un po’ di copie e io le ho regalate tutte: non ho più la mia, ma si può?

R (Giulio): Ho provveduto alla digitalizzazione dei vinili e della cassetta, ma in parte il lavoro era già stato fatto da Petralia, quindi non tutto il materiale elaborato da me è finito sulla raccolta, solo uno dei due cd. È un gran bel lavoro realizzato con molta cura, complimenti a Paolo e alla SOA.

D: Dal momento che il nome Crash Box è legato indissolubilmente alla storia di TVOR, non posso astenermi dal chiedervi: cosa ne pensate dell’annosa questione fanzine cartacee VS webzine telematiche?

R (Marco): ?? Non sapevo neanche che c’era una questione annosa del genere! ...Personalmente preferisco a lungo termine la carta stampata, è più emozionale direi: il web mi pare buono per divulgare velocemente la lieta novella, per fare un passaparola in fretta.

R (Giulio): La carta è più vintage, ma “non si può fermare l’avanzata del progresso” (che bella frase stile URSS anni ‘50), quindi ben vengano le fanze web.

D: Quando uno è nato per essere veloce, morirà veloce o sarà prima costretto a rallentare?

R (Marco): Direi salomonicamente che a volte rallenta e poi rimette la marcia alta... per morire c’è sempre tempo...

R (Giulio): …O magari si schianta.

Grazie di cuore per la disponibilità e l’amicizia. Campo libero a tutto quello che volete aggiungere...

(Marco): Speriamo di non essere solo un fuoco di paglia ma di suonare live spesso, e di farlo in centro Italia che ci manca da sempre!

(Giulio): VOGLIAMO SUONARE A ROMAAAAAA!!!!!!!!!!!!!

[Simone]



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