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Interviste Tuesday 08 July 2008:
Antillectual (english version inside)

Loro sono una political punk-rock band sulla scia dei Propaghandi: vengono dall’Olanda, paese connesso al circuito italiano fin dagli anni ’80, hanno messo fuori da pochissimo un nuovo cd a nome “Testimony”, prodotto e distribuito dall’italianissima NoReason Records, e nel frattempo hanno girato la nostra penisola in lungo e in largo. Molte e valide ragioni per farci una bella chiacchierata con Willem, il cantante del combo: buona lettura…

D: Ciao Willem, ti andrebbe di fare un piccolo flashback sulla vostra storia precedente all'uscita di "Testimony", per chi si fosse perso le puntate precedenti...

R: La band nasce nel 2000 e suona il suo primo concerto nel 2001; da quel momento abbiamo prodotto diversi “demo” prima di arrivare al nostro primo album ufficiale nel 2005. Con l’uscita del disco abbiamo iniziato a suonare il più possibile, girando tutta l’Europa e facendo due tour negli USA (il terzo è previsto per i prossimi mesi). Lo scorso agosto abbiamo poi registrato il nostro nuovo album intitolato “Testimony”, che è stato pubblicato da NoReason Records in Italia lo scorso Marzo.

D: Che opinione hai della connessione tra punk rock e politica? Secondo voi è una scelta prescindibile o meno o piuttosto un binomio obbligato?

R: Personalmente sono grato al “punk-rock” perché offre a me, come a molte altre band, l’opportunità di parlare di cose che difficilmente i ragazzi potrebbero ascoltare attraverso i “media” tradizionali. La scena punk-rock è sicuramente un’ottima piattaforma per diffondere degli ideali politici che possiamo definire "radicali”. Allo stesso tempo però non sono d’accordo sull’idea che il punk-rock debba essere solo politica e nient’altro. Sono felice che le persone possano ancora scegliere di cosa parlare, questo rende la nostra scena ancor più reale e speciale.

D: In "I hate myself when I shave myself" criticate apertamente il concetto di "scena", legato indissolubilmente e da sempre al punk-hardcore. Mi sembra un punto di vista molto interessante e vorrei che lo approfondissi in questa sede...

R: In questa canzone ho cercato di spiegare che se da una parte la nostra scena può offrire ottime cose come dicevamo nella domanda sopra, dall’altra parte ci sono anche molti problemi. Come in tutte le altre scene esistono stupide preoccupazioni e stereotipi: ad esempio molta gente è solo preoccupata sul come apparire, pur cercando di esprimere il proprio totale disinteresse nei confronti di quanto viene definito “fashion”, alla moda. Penso quindi che la “scena” punk non sia molto più alternativa delle altre scene, solo una proposta differente. Allo stesso tempo noi siamo infinitamente grati alla nostra “scena” perché ci dà la possibilità di girare e suonare. Possiamo dire che esistono due facce della stessa medaglia.

D: Ascoltando "Testimony" ho avuto l'impressione che gli Antillectual tendano volutamente ad evitare le soluzioni musicali più comuni, almeno per quanto riguarda gli arrangiamenti. Si tratta di una mia supposizione o la cosa ha in qualche modo a che vedere con le vostre influenze musicali?

R: Sicuramente amiamo fare degli “esperimenti” in fase di arrangiamento. È molto più divertente suonare cose che siano diverse dal tradizionale strofa-ritornello. Allo stesso tempo è difficile seguire dei “format” differenti da quelli canonici e riuscire comunque a creare un brano che risulti piacevole, per questo cerchiamo sempre di trovare il giusto compromesso e scrivere una canzone che rimanga in testa fin da subito pur essendo strutturata in modo particolare. Questo per rendere interessante il brano sia agli ascoltatori che a noi che le suoniamo. In parole povere penso sia molto difficile scrivere canzoni interessanti quando si prova ad evadere dai canoni standard, è una gara a cui però vogliamo partecipare.

D: Che opinione avete della musica punk-hardcore italiana? C'è qualche gruppo in particolare che vi è capitato di ascoltare?

Penso che l’Italia, come tutti gli altri paesi europei, sia un paese con molti gruppi punk-rock validi ma con poche persone disposte ad ascoltarli. Tutti si concentrano sulle band americane, comprando dischi ed andando ai loro concerti, pur essendoci tanti gruppi talentuosi in Italia, e in Europa in generale. Abbiamo suonato con ottime band come gli Stolen Bikes Ride Faster e sentito parlare molto bene di gruppi come Jet Market, Action Men, Beerbong, Los Fastidios e Argetti.
Siamo stati in Italia diverse volte e penso che ci siano ottime realtà che stanno uscendo. La “scena” italiana mi sembra vibrante anche grazie all’ottimo lavoro fatto da realtà come la vostra. 

D: Due parole sul Give It A Name Festival: com'è stato per voi esserne parte?

R: Strano e bello. Perché è stato un grande festival e non ci capita spesso di suonare in eventi di questa portata, allo stesso tempo però la line-up del festival era molto emo-oriented. È stato fantastico suonare davanti a tante persone e vedere un’ottima risposta da parte loro. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di passare degli ottimi momenti con i nostri amici Strike Anywhere, è sempre bello poterli incontrare “on the road”. In definitiva non è stato sicuramente un concerto “abituale”, è stata invece un’ottima esperienza che rifaremmo volentieri in futuro se ce ne fosse la possibilità.

D: Progetti futuri della band. Cosa farete dopo questo tour?

R: Abbiamo in programma ancora diversi tour, sia in Europa che in USA. A Settembre il disco verrà infatti pubblicato negli Stati Uniti e quindi andremo ad Ottobre a promuoverlo. Sempre a settembre il nostro album precedente "Silencing Civilization” verrà ristampato, sia nella versione CD che in vinile. Tra tutte queste cose stiamo anche lavorando su qualche brano nuovo, penso che però prima di un'altra uscita si debbano aspettare ancora un paio di anni. Siamo veramente molto impegnati in questo momento e questa non può che essere una cosa positiva.

D: Grazie per il supporto! Dì pure qui tutto quello che avresti voluto dire e non ti ho chiesto...

R: Grazie a voi per l’intervista, continuate con l’ottimo lavoro che state facendo con la vostra webzine. Spero di poter incontrare qualcuno di voi a Luglio quando verremo a suonare in Italia.
Per maggiori informazioni sulle date dei concerti controllate il nostro sito (www.antillectual.com) e la nostra pagina myspace (www.myspace.com/antillectual).
Grazie mille.

Q: Hi Willem, please tell about your band and what happened before the release of “Testimony”

A: We started the band in 2000, played our first show in 2001, and released several demos before our debut full length in 2005. After that we started touring as much as possible. We toured all over Europe and have been to the USA twice with a third time coming up. Last August we recorded a new album, called Testimony, which is released through No Reason Records in March.

Q: What do you think about the connection between punk-rock and policy? Do you think that this things can work separate?

A: I am very grateful that punkrock offers me and a lot of other bands an opportunity to say things you will hardly find in main stream media. The punkrock scene is a nice platform to spread “radical” political thoughts and idea(l)s. On the other hand I don’t agree on the idea that all punkrock should be political and about nothing else. I’m glad people in the punkrock scene are free to choose what they want to sing about. That’s what makes our scene worth existing and special.

Q: In the lyrics of "I hate myself when I shave myself" you speak and discuss about the concept of “scene”, concerning the punk-hc music. I think it’s a intresting point of view, please explain to you your ideas…

A: In that song I try to explain that besides all the good things our scene can offer, a lot of crap is going on too. Just like any other scene there’s some much stupid hypes going on in our scene, so many people are so worried about fashion, the way they look, even when they try to express a total disinterest in fashion. I think in many ways the punk scene is not even that much of an alternative to other scenes but just a different one ion the line of subcultures. On the other hand we owe “the scene” so much because it gave us the opportunity to tour and play great shows, so there’s 2 sides to our scene for sure.

Q: Listening “Testimony” I noted that you try to avoid the standard solutions for your music, Is it just a my supposition or it depends from your musical background?

A: We like to experiment with song structures for sure. It’s more fun to play things that are not like the regular chorus-verse schedule. But it’s even harder to have a different song format and still keep things catchy, so we try to find the ultimate balance between writing songs that stick in your head and a atypical song progression. To keep things interested for both the listeners as us. On the other hand I think it’s really difficult to write an interesting song when trying to adhere to the standard song structure, so that’s a challenge for me too and we try that too every now and then.

Q: What do you think about the italian punk-hardcore? Do you know some bands that you have listen?

A: I think Italy, just like the rest of Europe, has a lot of great punkrock bands that not enough people have heard of yet. Everyone focuses on American bands to buy their records and go to their shows when there’s so much talent in Europe in general, and in Italy in particular. We have played with nice bands like Stolen Bikes Ride Faster already and have heard great things about for instance Jet Market, Action Men, Beerbong, Los Fastidios, Argetti and so many more bands. We’ve been to Italy quite a few times and i think there’s something good going on over there. A very vibrant scene, that’s good, keep up the good work ;-)

Q: Two words about Give It A Name: how did you feel being a part of this festival?

A: Weird and Nice. Because it was a huge festival that we don’t get to play very often, and the line up was kind of emo-oriented. On the other hand it was great to play in front of so many people and get such amazing reactions. We also had a good time with our friends from Strike Anywhere, it was nice to see them again. Even though it’s not like the “usual” shows we play it was a good experience and we’d do it again if there’s an opportunity.

Q: Future goals. What will you do after this tour?

A: Tour some more! We still have a lot of tours coming up, both in Europe and the USA. In September our album will be released in the USA where we’ll tour in October, in September our previous album (“Silencing Civilization”) will be re-released on both vinyl and CD. And in between we are working on some new songs that are coming along quite well. But a new release will be at least another 2 years. Busy as hell, but that’s a good thing! Thanks for your support. Free space to say what do you want and I didn’t ask to you. Thank you for the interview so much, keep up the good work with your zine. Hopefully we’ll see some of you in July when we come over to play 4 shows in Italy? Actually, we’re still looking for 2 shows, if someone can help us out, get in touch through info@antillectual.com For more information please check our website (www.antillectual.com) and myspace (www.myspace.com/antillectual).
Thanks!

[Simone]



 
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