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Recensioni Monday 25 August 2008:
Bloody Riot – Bloody Riot Lp 1985 cd (Roma Libera Records, 2008)

Mettiamo che voi per un giorno siate me, e che quindi stamattina vi siate svegliati sul pavimento, sdraiati in mezzo a un cimitero di birre dopo una festa infernale terminata alle cinque e mezzo del mattino. Mettiamo anche che alla vostra festa ci fosse Roberto Perciballi, che è un vostro amico da dieci anni e il cantante dei Bloody Riot da ventisei anni, o forse dalla nascita, vallo a sapere. Mi seguite? Ok, ora mettiamo che il Perci ieri notte vi abbia consegnato in una botta sola tutti e quattro i dischi che lui e Lorenzo Tovoli (altro amico che se siete punk e italiani insieme dovreste sicuramente conoscere) hanno appena prodotto per la loro neonata etichetta, denominata Roma Libera Records. Dunque, voi siete me, abbiamo detto. Quindi come prima cosa vi alzate da terra e vi andate a versare nel bicchiere il culo di una bottiglia di Glenn Grant, unico birillo sopravvissuto a quel terribile strike. Poi cercate un disco bordellaro in giro per la casa, e vi imbattete nelle produzioni perciballesche di cui sopra. Quale ascoltate per prima? Ovvio: quella che conoscete a memoria, perché sapete in anticipo che deflagra di brutto, e voi di un sano bombardamento acustico avete ora bisogno. Così piazzate il compact nello stereo, urlate appresso ai Bloody Riot una mezz’ora buona, calpestando magari qualche altro dormiente nella foga delle vostre falcate continue dal camino al portone e dal portone al camino, poi finalmente vi fermate e riflettete. C’è qualcosa che non torna. È vostro dovere di recensore scoprire che cosa non torna. Ed ecco cosa: il disco è stato totalmente rimasterizzato! Due appunti mentali, qualche rimembranza, e in due minuti avete ricostruito un quadro piuttosto chiaro della situazione. Ok, ora potete scrivere quanto segue, ma a questo punto sarà meglio che io torni io e che voi torniate voi, anche perché essere me per più di cinque minuti, se non ci siete abituati, potrebbe farvi abbastanza male.

A casa ho questo disco nella sua edizione originale del 1985, l’ho ascoltato centinaia, forse migliaia di volte; conosco a grandi linee tutta la sua storia. Ad esempio, so che è stato auto-registrato in sala prove su una bobina analogica con un quattro piste ampliato, o qualcosa di non molto superiore tecnologicamente, e che nonostante il suono garage, il mixaggio approssimativo e tre errori noti (copertina scelta a scatola chiusa dal produttore Giulio Tedeschi e subito considerata all’unanimità orribile, prezzo di copertina di 90.000 lire – che erano tantine già all’epoca – e campanello del citofono immortalato involontariamente in “Gioventù Bruciata”), è – in assoluto, e di gran lunga – uno dei tre dischi più belli del punk-hardcore italiano di tutti i tempi. Praticamente un diamante grezzo.

Potrei dilungarmi per ore e ore sulla scaletta e sull’attualità dei pezzi contenuti in questo fu-elleppì (“Naja de merda”, “No eroina”, “Polizia assassina” etc. etc.) , o sull’energia incredibile e assolutamente “live” che i nostri riuscirono a convogliare dentro quella bobina, ma in questa sede voglio e devo parlare, per l’appunto, solo della bobina, che esteticamente si presenta come un grosso rotolo marroncino: un pezzo da museo che i più tendono a perdere o a lasciar rovinare dalla polvere in un angolo muffoso. Il Roberto degli ottanta invece, forse consigliato nel sonno dal suo alter ego odierno, ha conservato quell’antico master per tutti questi anni, e alla fine, per un capriccio personale, ha deciso – insieme a Lorenzo Canevacci (chitarrista storico dei BR, ndr) – di farlo remixare e rimasterizzare con mezzi digitali, dal momento che la registrazione su piste, com’è noto, permette di interagire abbastanza liberamente su ogni singola traccia (voci, basso, chitarre, batteria). Ed ecco che cosa è saltato fuori.

Chitarre mai sentite, che il volume esagerato e quasi metal della batteria aveva a suo tempo coperto. La voce di Alex Vargiu che canta “Don’t think of Tomorrow”, finalmente forte e chiara. La voce dello stesso Perci, in precedenza compressa dentro la sezione ritmica, che è stata tirata completamente fuori. Insomma, un signor remastering, con tanto di grafica nuova di zecca e firmata dallo stesso Roberto, che vi consiglio di accoppiare assolutamente alle precedenti ristampe. E ‘sti cazzi se conoscete già tutti i pezzi: il gioco vale la candela. Anzi: vale il ripulisti di un’intera sacrestia e l’omicidio di un paio di chierichetti.

Due sagome di gesso per terra e procedete all’acquisto.

[Simone]

Per contatti, o per avere il cd: www.myspace.com/romaliberarecords


 
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