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Cool di: sosoabram
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Re: Luigi Bonanni (Centocelle City Rockers, Garçon Fatal) di: rightjobspk11
Re: Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: rightjobspk11
Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

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Interviste Thursday 09 October 2008:
Bull Brigade

Un lungo scambio di battute con una delle Oi! band di punta del panorama nazionale. Dalle ceneri della Banda Del Rione, l’araba fenice dei Bull Brigade, per una Torino che non finisce mai di stupire. Botta-e-risposta illuminante per tutti voi amanti e supporters dello streetpunk italiano! Via col tango…

D: Visto che l'affinità c'è, e i membri in comune anche: dove finisce la Banda Del Rione e iniziano i Bull Brigade? Quali sono le peripezie che hanno portato allo scioglimento del primo e alla nascita del secondo combo?

R: I Banda Del Rione arrivarono in un periodo della nostra vita in cui far parte di una Oi! band era per noi una ragione di vita. Ci sentivamo letteralmente infottati dalla sottocultura, dalla scena torinese e da tutto cio' che ruotava intorno a quegli ambienti e a quelle situazioni.
Nei primi periodi, quelli relativi alla demo, la band non aveva interesse a migliorarsi tecnicamente e ad evolversi musicalmente... Gli interessi di quegli anni, come ho già spiegato, erano altri.
Col passare del tempo, in alcuni componenti, si cementò la voglia di far dei Banda Del Rione una grande band...
Grazie alla continua ricerca di soluzioni liriche ed innovative, al di fuori dei soliti cliche' sentiti e risentiti, arrivò "Quale destino per noi". Il disco ebbe un grande successo in Italia, facendo crescere in noi la responsabilità di doverci migliorare nei lavori futuri... Purtroppo il periodo successivo all'uscita del disco fu anche segnato da continui cambiamenti di line-up dovuti all'imbecillità della stragrande maggioranza dei chitarristi presenti sul territorio torinese, e culminò con la resa della band esausta per i continui cambiamenti e le mille soluzioni alternative cercate, provate e scartate...
Sulle rovine dei Banda Del Rione e su quelle di un altra gloriosa band torinese dedita al rock'n'roll della strada, i Bad Dog Boogie, si crearono i presupposti per la nascita dei Bull Brigade...
I Bad Dog Boogie mettevano a disposizione un motore (basso e batteria) di assoluta affidabilità, mentre Toffee alla chitarra era una soluzione che ormai tutti conoscevano grazie agli Youngang.
I presupposti erano più che buoni, la volontà di suonare, stare insieme e condividere sala prove e gite in furgone pure, e dopo un annetto e mezzo di sala prove arrivò "Strade smarrite"... il debut album dei Bull Brigade.

D: Quale destino per l'Oi!? In altre parole, come se la passa effettivamente lo streetpunk italiano, al di là delle polemiche dei detrattori e dell'ostinato "tout va bien" dei cultori?

R: Lo street punk italiano se la passa discretamente e secondo me la situazione sta leggermente migliorando... Ci sono band come noi, come i Gavroche, come i Pinta Facile e come i sardi Roll Call che stan portando un po' di aria fresca ed innovazione... ci sono altre band come gli Youngang e gli S-Contro che da anni si fanno rispettare in Italia e in Europa.
Chi si lamenta è ora che si tiri su le maniche e provi a far qualcosa. Noi a Torino cerchiamo di tener duro promuovendo continuamente serate e cercando di organizzare movimento ed aggregazione.

D: Che aria tira quindi a Torino? Anche in merito allo stato del circuito della Mole-Lingotto, le opinioni che ho sentito sono contrastanti: cosa bolle in pentola?

R: La pentola bolle sempre e ci sono parecchie novità... Le bands di riferimento collaborano sempre massicciamente tra di loro e lo United Club sta interpretando un ruolo fondamentale nella sopravvivenza della nostra scena. Nella passata stagione sono usciti il disco dei Gavroche e quello dei Bull Brigade, durante questa che sta iniziando cercheremo di promuoverli a dovere. È da poco nata una piccola agenzia di booking chiamata Lonely Life, con la quale si cercherà di promuovere ed organizzare in maniera soddisfacente le iniziative...
Certo, l'aria che si respira, la situazione, non è paragonabile a quella che si respirava qualche anno fa... Ma recupereremo.

D: Torniamo ai Bull Brigade: come sta andando "Strade smarrite"? Due parole sulla produzione e sul relativo riscontro...

R: "Strade smarrite" sta andando veramente bene, i ragazzi sono soddisfatti e riceviamo ogni settimana numerose proposte di concerti che ovviamente non sempre possiamo soddisfare...
Per quanto riguarda la produzione dobbiamo sentitamente ringraziare Saverio Woptime per i prezioso consigli e l'impegno profuso in studio, ed anche in parte Marco Balestrino che insieme a Save ha partecipato alla produzione.
A novembre dovrebbe uscire la versione in vinile del disco, prodotta da Chorus Of One, Diffidati Records, Siempre Contra e Solitude Urbaine... Siamo sempre in marcia.

D: Quanta importanza ha la dimensione lirica nei vostri pezzi, e cosa ne pensate di chi invece tira fuori 10 testi al giorno utilizzando un prontuario di luoghi comuni acquistato sul campo?

R: La dimensione lirica per un gruppo come noi è la cosa più importante... Sinceramente preferiamo fare un disco ogni 4 anni piuttosto che uno ogni due e cadere nei luoghi comuni di cui tu parlavi... meglio meno materiale ma di qualità superiore.

D: A differenza di molti gruppi, che si isolano e si annullano in un contesto provinciale o cittadino, voi avete sempre dato grande importanza al non fossilizzarvi mai, tant'è che siete costantemente in tour. Un collage di esperienze e ricordi belli e brutti di questi primi due anni di fervente attività live...

R: Sì... abbiamo subito cercato di uscire, di fare quante più date possibili...
I ricordi più belli sono sicuramente quelli legati al primo tour fatto nel sud Italia... Gente calda ed ospitale, non abituata ad avere musica e concerti sotto casa e circuito nuovo da noi poco conosciuto... Ci sembrava di essere tornati ragazzini.
Anche l'esperienza con TV Smith è stata importante: lui è veramente una grande persona e lo ha dimostrato... Dividere il palco con lui è stato un grande onore.

D: Come abbiamo già detto, a novembre uscirà una versione vinilica del vostro primo full-lenght; dunque mi viene spontaneo chiedervi: cosa ne pensate del supporto analogico? Ha ancora un senso nel millennio dell'mp3 e della musica in streaming?

R: È sempre stato un nostro sogno uscire con un vinile... fin dalle prime band in cui militavamo.
Quando Max della Chorus Of One ci ha fatto la proposta, non abbiamo esitato a prenderla al volo...
In Italia non sappiamo sinceramente quanto possa funzionare un supporto di questo tipo, specie nel nostro circuito... però possiamo garantire che in Francia e in Germania, per fortuna, si vedono ancora kids girare per i banchetti con 2 o 3 vinili sottobraccio a testa... è sempre una bella atmosfera, che ci ricorda i periodi delle amate demo in cassetta che ci vendeva il buon vecchio Lele di Smartz Autoproduzioni.

D: Progetti per il futuro della Brigata del Toro?

R: Fino a fine gennaio ci concentreremo sulla promozione di questo disco che in sostanza è appena uscito.... dopodiché inizieremo a buttare giù qualcosa di nuovo per il futuro, ma senza fretta... abbiamo diverse date a lunga gettata tipo Barcellona e Bilbao più un altro southern tour dove toccheremo questa volta Taranto e Cosenza, oltre all'ormai rodata Caserta; stiamo definendo una data a Gotheborg e suoneremo finalmente in Sardegna, quindi direi che di carne a fuoco ce n'è abbastanza, no?

Saluti finali: fuori tutto quello che avreste voluto dire e non vi ho chiesto!

Ringraziamo tutto lo staff di Lamette zine che con noi è sempre disponibilissimo e puntuale, ringraziamo te per l'intervista e tutta la calorosa scena del centro Italia... Visitate il nostro space per essere aggiornati su tutti i nostri spostamenti e chiamateci a suonare alle vostre feste... Amate la musica ed odiate , come sempre, la Juve.

[Simone]



 
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