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Articoli Sunday 24 February 2002:
Flavio Sciolè: una vita per l'arte. A marzo a Roma

Flavio Sciolè Partito il progetto-Kalvario, ambizioso lungometraggio di prossima (auto)realizzazione





Flavio Sciolè Flavio Sciolè: attore, regista, organizzatore di Rassegne cinematografiche, ma soprattutto un amico. Lo ho conosciuto a Roma, nel 1999, mentre facevo volantinaggio in Piazza della Repubblica.

Per la precisione, volantinavo i racconti che avrebbero dato corpo al mio fortunato libro d'esordio ("Come cammina un uomo senza gambe?", Aletti Editore). Flavio, invece, stava andando ad una Conferenza-stampa di presentazione di un suo lavoro. Devo dire che non sono passato inosservato. Quando due artisti si incontrano, infatti, si riconoscono subito: e ne è nata una bella amicizia. Allora non ero nessuno (ché non ero ancora stato "assunto" da "Lamette"!), ma vi garantisco che sono rimasto lo stesso mattacchione di sempre, inguaribilmente scribacchione fino alla totale consunzione dei polpastrelli. Il prossimo 6 marzo Sciolè-olè sarà al RialtoSantambrogio di Roma, con una retrospettiva dedicata ai suoi cortometraggi dal titolo "Rialto Sciolè". Per l'occasione, saranno proiettati i seguenti cortometraggi: "Giuda", "Modì", "Fugatea", "Beataction 1 e 2", "Lips in the silence". "Giuda" a parte, sono tutti in prima visione assoluta. L'8, 9 e 10 marzo, poi, Flavio porterà in scena lo spettacolo teatrale "Calvario Room", in anteprima nazionale. Tale opera, da lui scritta, diretta ed interpretata, si arricchisce degli interventi pittorici di Gianni Tarli e delle musiche originali di Nicola Battista & dello Staff Kut Music. Trattasi di spettacolo incentrato sul colore rosso e sulla frammentazione terminale della parola, il che la dice lunga sulla serietà del progetto. Per ogni informazione, chiamare i numeri 347/08.97.912 o 339/86.76.369.

Nel frattempo, ho deciso di chiedergli un sunto della sua attività più recente per gli scriteriati lettori di questo nostro folle web-punk-magazine-alè-oh-oh.

Seguono le dettagliate e puntuali risposte dell'iperattivo Flavione:

A Fla', che te sei inventato dall'ultima volta che ce semo incrociati?

Nel 2001 mi sono occupato di numerosi progetti. Ho proseguito il lavoro con Teatro Ateo, con cui continuo l'azione di destrutturazione e disarticolazione rispetto alla parola (ed una contemporanea azione anti-drammaturgica) specie con il modulo della "recitazione inceppata", da me codificato, e l'azione di reimpostazione attoriale rispetto alla postura. Due gli spettacoli prodotti: "Il Re è Pazzo" e "Macchinateantiattoriale". Nel primo ho sviluppato un'azione di immobilismo rispetto alla postura ed ho agito sui micromovimenti. Anche in antitesi a tanto teatro 'inutile' e comunque 'non necessario'. Nel "Re", in relazione alla parola, ho smembrato ogni senso, usato ripetizioni, suoni, ed usato molteplici toni (nonché l'inglese: ulteriore dissociazione, anche linguistica) per restituire lo sdoppiarsi, il triplicarsi del personaggio. In "Macchina" ho invece lavorato sulla macchina attoriale e quindi sull'impossibilità recitativa dell'essere attore, o meglio non-attore. Il 17 gennaio 2002 ho poi presentato "Il Re" presso il Teatro "Pianoterra" di Rimini, all'interno della Rassegna Nazionale "Mirando Babele" ('Teatro Ateo' era una delle tre compagnie selezionate) supportata dal Teatro "Ermete Novelli". Mi sono dedicato anche alle installazioni. In luglio ho commesso un'infrazione alla Biennale di Venezia con un lavoro sulla "Macchina", mentre in gennaio sono stato a Roma all'interno di PAZ (evento per Emergency) con 'InstallAzione atea: InATEwAr', un progetto interamente in inglese. Per quel che riguarda il Cinema, nell'ultimo anno ho girato moltissimi lavori la cui matrice comune è la sperimentazione. Tra gli ultimi riconoscimenti ottenuti dai miei corti, vorrei segnalarti la menzione speciale della giuria all'"Alternative Film Festival" e la selezione in finale al "Tohorror Film Festival". Entrambi i riconoscimenti sono stati ottenuti da "Giuda". Da attore protagonista, ho girato due film: "Farina Stamen" di Mauro Riga ed "Inferno" di Louis Nero. "Farina Stamen" è stato presentato ufficialmente da Rai 3 all'interno di 'Mediamente' ed è visibile nel sito www.mediamente.rai.it. Si tratta del primo "iperfilm", incentrato sulla logica dell'ipertesto prestata al cinema. Questo per dirti alcune cose rispetto all'ultimo periodo.

Hai detto niente… e chi sei, Mandrake? E il futuro? Come lo vedi (se lo vedi)?

Sto preparando nuovi lavori per T.A. ed un paio di corti, ma il progetto definitivo di quest'anno è Kalvario: il mio primo lungometraggio. Si tratta di un lavoro che parte da una logica di estrema sperimentazione. Non c'è una sceneggiatura di partenza, ma una serie di 'stati attoriali' da restituire con il mezzo-Cinema. Le location saranno un po' in tutta Italia e sono comunque luoghi significativi dal punto di vista architettonico, luoghi che restituiscono un'idea, un umore. Conto di realizzarlo nel giro di due anni. Si tratta di un progetto che prevede la congiunzione di tutte le mie istanze artistiche. Dato che la produzione è mia, conto di collaborare con numerosi soggetti convertiti alla mia "causa", soggetti che condividono il progetto e che lavoreranno senza retribuzione. Sto inoltre collaborando con diversi artisti.

C'hai presente la situazione generale della Cultura in Italia, ed in particolare del teatro?

Be'?

Te volevo chiede che ne pensi (se ne pensi qualcosa; se pensi; se ancora nun te l'hanno fatta passà, la vòja de pensà)…

Il momento attuale della Cultura lo trovo penoso, nonostante l'attivo fermento che si manifesta un po' ovunque. Il Teatro, poi, è vittima di una massa di deficienti che lo hanno scambiato per uno Zoo. Si vedono 'spettacoli teatrali televisivi' dove delle 'scimmie-televisive' vanno a mostrare il loro bel visino alle 'scimmie-pubblico', che scambiano la platea per il salotto di casa. Gli attori microfonati imperano e recitare con la 'voce' diventa un optional. Dialetto e cabaret dominano la scena, per non parlare dei triti e ritriti "Classici", riproposti dalla mattina alla sera in tutte le salse. Non c'è che un esiguo spazio per la nuova drammaturgia e la ricerca. Deviando un attimo sul cinema: l'Italia è l'unico posto al mondo dove nella metà dei film che vedi c'è qualcuno che parla in dialetto e dove il professionismo è un'ipotesi. E poi rompono il cazzo se ti presenti ad un provino con una foto teatrale o con un curriculum di più di una pagina, come se fosse una colpa essere attori e non cani.

Li morté! C'hai 'na risposta pronta per tutto, tu: me pari Gigi Proietti! Allora béccate questa: cosa pensi del Web, in una prospettiva artistica e di veicolo per un dialogo tra artisti?

Penso che la Rete sia l'unico mezzo possibile per l'Arte con la A maiuscola, il solo spazio di libertà possibile per l'artista di oggi, ed anche un mezzo per scavalcare le sovrastrutture e proporre una nuova Cultura o, se non nuova, una Cultura-istanza che parta da una "restituzione" e non da un "vendere". Non a caso, ho immesso alcuni miei corti in rete.

E cosa mi dici dell'ambizioso progetto "CinemAtri"? Lo ripeterai nel 2002?

Non credo: purtroppo ci sono problemi di budget. Peccato, perché era andato molto bene, con un'attenzione importante sia da parte dei Mass-media nazionali che da parte delle Istituzioni. Sto comunque lavorando all'organizzazione di altre Rassegne.

A Flavio… nun mollà che sei forte… (in un successivo articolo v'ammollerò pure la sua filmografia completa!). Sciolè-olè!

P.S. divertente = a ragà, il generoso Flavio mi ha proposto di collaborare con lui al lungometraggio "Kalvario" (ma che è, un'autobiografia collettiva sulla vita di tutti gli artisti?). Che dite, accetto? In fondo, quand'ero pischello, ho fatto la comparsa ne "L'albero degli zoccoli" di Ermanno Olmi. Vi pare poco?

Per contatti con Flavio Sciolè: flavio123@supereva.it o 339/86.76.369.

[Fernando Bassoli]


 
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