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Interviste Thursday 18 July 2002:
Tax (Negazione, Angeli)

Ebbene sì, maledetti lettori: su richiesta multipla, la sezione Interviste di Lamette ritorna a bomba sul punk-hc italiano, per vostro sollazzo e tripudio. L’ospite di oggi è nientemeno che il leggendario Tax, ex-chitarrista di Negazione e Angeli, con il quale mi sono fatto finalmente una bella chiacchierata telematica. Calcolando che i Negazione sono una delle mie punk bènds preferite di tutti i tempi, e che ne seguo le vicissitudini più o meno da quando avevo quindici anni, ora questo devo necessariamente dirlo: non ci posso credere! Ma vai con l’intervista…

D: Sarei sinceramente tentato di eludere ogni logica premessa, dal momento che i punks italiani sicuramente conoscono meglio Tax Farano che Tex Willer. Il tuo nome, legato indissolubilmente a quello dei Negazione e, in tempi più recenti, degli Angeli, ricopre a mio avviso un peso fondamentale nella storia dell’italian hardcore degli anni ’80 e ’90 (e non solo); di qui la prima biforcuta domanda, scontata ma di rito: torneranno mai i Negazione? Torneranno mai gli Angeli? Se sì, perché sì? Se no, perché no? Cosa ha determinato a suo tempo lo scioglimento di entrambe le band?

R: Innanzitutto grazie della tua presentazione e della domanda “biforcuta” che mi permette di esprimere meglio il concetto che segue. I Negazione e gli Angeli non torneranno mai più. Perché quello che è stato è stato, e, assolutamente senza scordare il passato, qualsiasi cosa che potrò fare in futuro sarà inevitabilmente diversa e comunque non la stessa cosa. Perché quegli anni non tornano indietro, le esperienze non si cancellano e credo sia più rispettoso per chi ha seguito entrambi i gruppi proporre qualcosa di nuovo. Resterò sempre, e con orgoglio, un ex-Negazione, ma, così come ho fatto con gli Angeli, una nuova avventura necessita a mio parere anche di un nuovo nome. Per diretta esperienza preferisco ricordare un gruppo che mi piaceva molto esattamente come era quando lo seguivo… e in genere le “reunion” mi lasciano sempre deluso emotivamente e con il sapore della fregatura, dello sfruttamento del passato quando la nuova versione ha ben poco da offrire.
Sulla fine dei due gruppi le motivazioni erano, come le due esperienze, molto diverse. I Negazione erano una “famiglia” di tre persone (a parte un periodo con Fabrizio abbiamo sempre faticato ad allargare il gruppo a quattro), cresciuti insieme nel gruppo e per il gruppo, partiti dal nulla nel nulla ed affrontando le situazioni volta per volta. Dopo nove anni dovevamo affrontare delle scelte difficili ma importanti e non siamo riusciti a risolverle, anche per tensioni personali tra di noi, dovute principalmente alla situazione. Dopo e tuttora, infatti, siamo sempre i migliori amici per ognuno di noi tre.
Tutto questo non erano gli Angeli. E, tutto sommato, questo è stato anche il motivo della fine del gruppo. Con gli Angeli volevo continuare a suonare come avevo fatto prima ma non avevo la “famiglia” ed ero scollegato dalla scena. Sono molto soddisfatto della musica che abbiamo prodotto in quei due dischi, e forse saremmo ancora lì a suonare se non fossero intervenuti i problemi di formazione (dovuti peraltro al fatto che a 30 anni devi avere un introito economico ed il gruppo non lo dava) e quando è uscito Massimino prima e Marco Conti poi, non ho trovato altre persone con cui andare avanti seriamente ed ho smesso.

D: La recentissima pubblicazione di “Tutti pazzi 83-92”, un cd retrospettivo sui nove anni di attività dei Negazione, ha avuto ripercussioni anche a livello telematico, con l’uscita di www.negazione.com, un sito che aspettavamo in molti e che in qualche modo ha colmato una lacuna musicale della rete. Tu stesso sei facilmente reperibile in rete. Cosa ne pensi di Internet, inteso come libero mezzo di diffusione di progetti individuali?

R: In realtà proprio per fare il primo sito degli Angeli ho “imparato” ad usare il web, ed ora, oltre ad aver fatto “tecnicamente” negazione.com, ci lavoro anche. Come mezzo Internet è una brutta bestia. Da un lato offre delle possibilità enormi, per la comunicazione (più veloci ed economiche le e-mail delle lettere con il sapone sui francobolli per riutilizzarli…) e per l’espressione (più facile ed efficiente fare una web-zine che una fanzine fotocopiata). Per la documentazione poi è assolutamente innovativa perché ognuno può aggiungere i propri contenuti e renderli disponibili a tutti. Però a volte se ne esaltano troppo le doti senza considerare il rapporto umano. Le fanzine per esempio venivano distribuite a mano ai concerti, e si creavano contatti veri, umani. Per la diffusione poi, è vero che in rete sei reperibile anche in Giappone, ma a volte può capitare che chi abita a pochi passi da te non sappia neanche che esisti…

D: A cosa sta lavorando attualmente la sei corde omicida di Tax?

R: Ai ai ai. A parte qualche collaborazione tra amici (un pezzo nell’ultimo disco di MGZ, un paio in quello dei Fluxus), non sto suonando molto la chitarra. Come per la fine degli Angeli, non ho mai suonato in un gruppo “part-time”, e per una storia seria mi mancano le motivazioni in questo momento, ma spero di trovarle in futuro.

D: Ancora un’altra domanda ostica: scegliendo tra i tuoi numerosi prodotti sonori, a quale di essi sei ancora particolarmente legato e perché?

R: Domanda molto ostica. Sarà banale ma sono legato a tutti i dischi dei Negazione, forse un po’ di più degli altri a “Lo Spirito Continua” perché è una fotografia migliore delle altre, nel senso che cattura meglio su disco cosa era il gruppo nel 1986. E poi al secondo degli Angeli perché è il massimo che sono riuscito ad ottenere in quanto a registrazione sonora.

D: Cosa stai ascoltando ultimamente? C’è un disco punk-hc del passato che ha letteralmente cambiato la tua vita? C’è stato un altro gruppo della Torino di un tempo che hai amato, oltre ai Negazione?

R: Da qualche anno ascolto quasi unicamente Frank Zappa, che curiosamente è stato il primo disco che ho comprato a quattordici anni ma che poi ho lasciato da parte. Ora ascolto la sua musica, i concerti, i film. Credo che sia stato un genio musicale ed una personalità unica, intelligente quanto irriverente e divertente.
I dischi punk-hc che hanno cambiato la mia vita sono più di uno… “It’s Alive” dei Ramones, la cassetta su Roir dei Bad Brains, “Group Sex” dei Circle Jerks, “Damaged” dei Black Flag, “Land Speed Record” degli Husker Du, “Pick your King” EP dei Poison Idea, lo split Indigesti/Wretched… etc etc etc…
Dei gruppi di Torino di un tempo non ho mai “amato” veramente nessuno, eccezion fatta per il Declino (dove però ci ho anche suonato in un periodo la batteria quindi non vale…), anche se ci si conosceva tutti e si organizzavano le cose assieme soprattutto dall’82 all’84…

D: Suonando live con gli Angeli, avrai certamente avuto modo di venire a contatto con la scena italiana attuale. Segui ancora il punk nazionale? Se sì, quali sono i gruppi che ritieni particolarmente validi, tra quelli ancora in attività?

R: Tenendo presente che il mio “attuale” con gli Angeli si riferisce ad ormai più di tre anni fa e che ora non seguo più molto la “scena”… i gruppi che ho visto e ho sentito non mi piacciono granché. Non c’è originalità. Un sacco di tecnica e spirito manageriale in più ma quasi tutti “copiano” determinati generi se non gruppi veri e propri. Eccezioni sono One Dimensional Man, Turn (di Catania, ora credo sciolti), Meathead.

D: Come si convive con la consapevolezza di aver influenzato una punk-generazione? Che ruolo ritieni abbiano giocato le vostre liriche in tutto questo?

R: Il termine “influenzare” è un po’ sgradevole, però devo dire che il mio cuore si riempie di gioia quando mi dicono “il tuo gruppo o quel vostro disco ha cambiato la mia vita”, come per esempio ultimamente in molti messaggi che ci lasciano nel nostro guestbook. Siamo stati un gruppo come tanti altri che aveva qualcosa da urlare attraverso la propria musica, e, a proposito dei nostri testi credo mi basti citare “Il Giorno del sole” con “…l’unica nostra forza è la sincerità..”

D: Dopo vent’anni di musica, emozioni e concerti in tutto il globo, lo spirito continua?

R: Com’era nel senso di quella frase, dipende da te. Continuerà per sempre secondo la tua “attitudine”, che poi in fondo è, per me, la vera essenza del punk. Personalmente continua tra alti e bassi, cercando di capire meglio il senso della vita, me stesso e gli altri, ed il valore reale della propria esistenza.

Ok, siamo all’ultima del condannato. Sei liberissimo di dire tutto quello che vuoi a proposito di tutto quello che vuoi, o di ovviare a eventuali domande alle quali avresti voluto rispondere e che io non ti ho fatto. Nulla sarà omesso rispetto al testo integrale.

Ok. Trattandosi di una fanzine in rete ne approfitto per ringraziare tutti i ragazzi che sono passati dal nostro sito e che hanno lasciato le loro parole, così come tutti quelli che ci hanno dato i loro personali “ricordi” su di noi in quegli anni. Questo è il senso del nostro “ritorno”, per documentare ciò che abbiamo fatto e “vissuto” insieme a tanti altri amici. Oltre al disco vero e proprio che comunque rimane il mezzo migliore per ascoltare musica, abbiamo messo infatti nel sito tutti i nostri testi, interviste, foto e, appunto, i “ricordi”, che sono la documentazione personale e più importante. Inoltre, un po’ alla volta inseriremo tutti i nostri dischi (che non sono più reperibili), in formato audio, sia ascoltabile che scaricabile, oltre a pezzi dal vivo, ovviamente in forma gratuita.
E grazie anche a te Simone per questa intervista. Ciao
Tax.

[Simone]



 
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