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Recensioni Tuesday 31 July 2001:
Raduno Skins & Punks 27/28/29 luglio 2001, Cantina/Mediterraneo, Frosinone

Eccoci con il resoconto delle tre serate live organizzate da Enrico Cinelli nello spazio all’aperto del circolo ARCI Cantina/Mediterraneo, evento che le fanzines & webzines del centro-sud strombazzavano all’unanimità da non poco tempo.



Lumpen Io ci sono stato, per più di un motivo, e spezzo subito una lancia a favore di più persone: a favore del buon Enrico, che si è fatto veramente un culo così (riunendo praticamente tutto l’asse skin & punk di Roma/Viterbo/Latina/Frosinone, più una serie di special guests dal resto della penisola); a favore della sua organizzazione, che è stata ottima (a nessuno è mancato niente), e a favore dei gestori del locale, che per una volta sono stati cortesi ed affabili (altro che certi stronzi di Roma-leggi Vecchio Mattatoio). Veniamo alle note stonate, che vanno purtroppo come sempre a riempire la tazza del cesso di turno: la polizia, manco a dirlo, è intervenuta numerosa, e non sono mancati piccoli atti di vigliaccheria da parte dei borgatari di turno, convinti che gli alieni avessero invaso il loro bel paese. Chissà se i borgatari erano figli degli sbirri. Secondo me sì.
Ok, vai con la recensione sera per sera.

27 luglio: Allergia, Etruska Kids, Razzapparte

Etruska Kids

Non suonano, ahimè, i preventivati e attesissimi Attaccabrighe da Firenze, a causa di problemi occorsi al loro cantante, arrestato dalla sbirraglia a Genova con relative e prevedibilissime conseguenze. A lui va tutto il nostro supporto, per quanto vale. Non suonano manco i Gladiatori, punk-hc da Roma/Viterbo. Peccato, perché non li ho mai sentiti ed ero, sinceramente, curioso. Sarà per la prossima.
Aprono invece la serata i noti skins viterbesi Allergia, e lo fanno alla grande. Forti della voce potentissima di Andrea “Bonzo”, sfornano a uno a uno i loro anthems, tra cui spicca Gendarme, perfettamente a tema con la serata. E tutti vanno sotto il piccolo stage e intonano gioiosi: <>. Non mancano due riuscitissime cover dei tempi che furono, ovvero Lunga vita ai ribelli Oi! dei Nabat e Non cambierò mai dei Basta, con le quali i nostri coinvolgono proprio tutti, compreso me, ovviamente.
È quindi la volta degli Etruska Kids, da Perugia con furore. Non avevo mai avuto modo di ascoltare prima questa Oi! bènd, e devo dire che mi ha sorpreso piacevolmente a partire dal primo pezzo, una bella song dedicata alla logica della birra, del resto totalmente imperante nel corso del raduno. Tutti, intorno a me, bevevano a rotta di collo, e non c’era manco un fricchettone in giro. Per la prima volta da un pezzo, mi sono sentito al posto giusto, per non dire a casa. Spero di rivedere presto i simpatici Etruska, dei quali devo procurarmi assolutamente qualcosa. Disfact
Chiudono la serata i Razzapparte, formazione mista di Viterbo (metà skin, metà punk, come si usava in Inghilterra nei primi anni ottanta). Flavio arriva sul palco con birre alla mano e sorriso stampato, ed è subito un susseguirsi di ottima musica Oi! cantata all’unanimità costante dal pubblico intervenuto sotto lo stage. I Razzapparte ci deliziano con tutte le loro tracks, da Dietro le sbarre a Razzapparte. Mi è piaciuta assai la bellissima Rivolta boot-boy, vero e proprio inno per tutti gli skins & punks del Lazio.
E così fila liscia la prima serata, con tutte le carte in regola e tutte le cose a posto. Si finisce di ubriacarsi e ci si smobilita verso la macchina o la tenda di turno…

28 luglio: Regret, Disfact, Lumpen, Gioventù Bruciata, Bierkampf, Duap

Lumpen

Inizia la seconda serata, che prevede un maggiore affollamento di gruppi. E l’affollamento c’è, anche se mancano proprio i Birkenau di Frosinone; cazzo, ci tenevo particolarmente a sentirli. Enrico mi ha spiegato che gli mancava, purtroppo, il bassista (aoh, ma ‘sti bassisti danno tutti sola?).
Ok, partono i Regret, il gruppo di Rude, hardcore vecchia scuola da Pontecorvo. I Regret sono bravi, e il fatto che siano molto giovani e suonino da pochissimo gli attira le simpatie di molti. Non conosco i loro pezzi (anche perché ancora non hanno un demo), ma ricordo bene le due belle cover proposte: Tregenda dei Sottopressione e Teppa life dei mitici Bloody Riot, da sempre dedicata a tutti i bravi teppisti delle strade.
Segue la prima rappresentanza dell’assemblamento punk di Piazza di Spagna, ovvero i Disfact, nati di recente e “presieduti” dall’onnipresente Daniele “Bestia”. I Disfact, a vederli, marcano più o meno come gli Exploited di Punk’s not dead, ma vi assicuro che a me del look non me ne frega un cazzo. Mi interessa la musica, e quindi veniamo al dunque: il loro punk-hc tiratissimo è musicalmente assai valido, e la voce incazzatissima dell’ottimo Bestia è degna di nota. Peccato che abbiano solo quattro pezzi. Traccia di spicco: Bonehead, contro gli skinheads di destra, verso i quali il gruppo nutre, chiaramente, un odio feroce. Gioventù Bruciata
Con i cosentini Lumpen prosegue il ciclo degli ospiti che giocano fuori casa, e prosegue alla grande: i Lumpen suonano un bellissimo Oi! di marca settantasette (per niente hardcoreggiante) e hanno un notevole seguito di skinheads giunti appositamente dalla Calabria. Una traccia su tutte: Giovane skinhead, che ha fatto sbattere la folla intera, compreso l’organizzatore Enrico, che era entusiasta, per essere eufemici.
A ‘sto punto abbiamo suonato noi, la Gioventù Bruciata, e qui non mi sto a dilungare perché non mi faccio i pompini da solo. Se volete pareri, cercateveli su qualche altra webzine. Vi dico solo che abbiamo dedicato la cover di Polizia Assassina dei Bloody Riot agli sbirri di Genova e che tutti hanno approvato. E che voglio fare un plauso al bravo Andrea, che si è imparato tutti i pezzi in una settimana.
Dopo di noi hanno calcato lo steìg i già noti Bierkampf, rock ‘n’ roll-for-bootboys da Roma. I Bierkampf suonano e cantano da paura, proponendo un genere tra l’altro molto variegato (direi eclettico). La loro performance è stata, in una parola, notevole, a partire dall’opener Vivi un giorno da ribelle fino all’ultimo pezzo, la sparatissima Non ti fermeranno mai, cantata a gran voce da tutti i coristi di turno, Ermete in prima fila. Bierkampf
Sarebbe dunque stata la volta dei Duap, che , posso dirlo?, sono il mio gruppo Oi! preferito della capitale e hanno un batterista eccelso. Manco il tempo di sfornare due pezzi, tra cui la bellissima Odio, e il trio Duap si è dovuto fermare a causa del piccolo atto di vigliaccheria borgatara di cui parlavo sopra. L’attenzione della gente si è concentrata sulla stronzonaggine di alcuni riprovevoli e beceri autoctoni, e la serata è finita con un mezzo casino e con la gioia della Madama, che finalmente ha avuto qualcosa su cui ridire. Non restava che bersi una birra e riflettere.

29 luglio: Disfact, The Bone Machine, Oltraggio, Gozzilla & Le Tre Bambine Coi Baffi

Duap

Si giunge così all’ultima, delle tre serate, la meno affollata per cause di forza maggiore. Il lavoro, che attende molti alla maison, diminuisce di un bel po’ la schiera (mancano quasi tutti gli skinheads). Per il resto tutto procede come da copione: i borgatari attendono un’occasione per rompere il cazzo e hanno già sabotato il palco durante la notte; Gli sbirri invece, guarda caso, stasera non ci sono. Si vede che hanno parlato coi borgatari.
Mancano, sempre per cause di forza maggiore, gli Oi! tedeschi Tower Blocks. La polizia li ha bloccati al confine.
Aprono la serata i replicanti Disfact, con un Bestia più incazzato che mai. Dopo poco lasciano spazio ai The Bone Machine, dannato combo di punk ‘n’ roll etilico, giunto lì lì da quel di Aprilia. La parola sbalorditivo non rende giustizia allo spettacolo chitarristico di Andrea, già negli ormai storici Monkeys Factory, già nei Gozzilla. Andrea pareva Johnny Thunders, cazzo. Si è letteralmente magnato la chitarra, sfornando traccia dopo traccia del maledettissimo rock ‘n’ roll che il trio propone. La gente beve e rutta e si gusta lo spettacolo. The Bone Machine
Qui torna in campo nuovamente la Piazza di Spagna, con gli Oltraggio, che inglobano una costola dei disciolti Branded. Una nota di merito va di sicuro al batterista, che suona con una gamba ingessata. Il gruppo di Pippo, Paoletto & company ci sforna un grandioso punk-hc cantato in italiano, a tratti molto cadenzato: il tutto è corredato da liriche assolutamente inneggianti alla rivolta da strada e alla morte del pulotto, ma anche (mi pare) belle introspettive. Mi godo la situèscion, assieme agli altri pogatori, da Guerriglia urbana a Loro eroi, fino alla cover di Branded degli immensi Anti-Nowhere League. È proprio sulle note di Branded che mi becco un’involontaria borchiata sul mento da un amico inciampato nel pogo, e questo purtroppo mi ha fottuto il resto del concerto.
Andiamo al volo all’ospedale di Frosinone (thanx Enrico) per farmi ricucire suddetto taglio. Qui aspettiamo per un’ora l’illuminante parere di un solo medico, scorbuticissimo e stressato fino al midollo perché alle prese con trenta moribondi in attesa: MA IN CHE PAESE DI MERDA VIVIAMO? MA CHI È QUEL COGLIONE DEL MINISTRO DELLA SANITÀ? MA CHE CAZZO HA CAMBIATO ‘STA MERDA DI GOVERNO BERLUSCONI? Risultato: mando affanculo l’ospedale, torniamo al concerto, ma ci perdiamo i Gozzilla, che mi piacciono una cifra e che al mille per mille saranno stati grandi.

C’è poco da fare. Dunque saluto gli amici mantenendomi il muso e me ne vado allu paese mio. Per chi se ne fregasse, non mi sono fatto niente di grave: era un taglietto da un punto, poi prontamente suturato a casa. Ma devo dire che in due ore di attesa tra macchina e malasanità ero quasi riuscito a chiudermelo a mano.

[Simone]



 
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