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Cool di: sosoabram
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Re: Luigi Bonanni (Centocelle City Rockers, Garçon Fatal) di: rightjobspk11
Re: Gola profonda (Deep throat, USA, 1972, col.) di Jerry Gerard (Gerard Damiano) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: rightjobspk11
Re: Trade Unions – Acciaio salmastro e sudore cd (Still Standing Army, Red Sound 21, Bukowski Productions, Cardio Studios, 2011) di: rightjobspk11
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123
Re: G. G. Allin (1956/1993) di: monica123

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Interviste Thursday 07 November 2002:
PSA

I PSA (alias Punk Sound Against), per chi non li conoscesse, erano un gruppo hardcore di Sassari, attivo durante la prima metà dei turbolenti anni ottanta ed autore di un tape di cui noi – Oh yes! – siamo in possesso. Ed ecco che, per la gioia e il sollazzo di voi bavosi, il nostro buon inviato DirtyMind è andato a rintracciare Geppi, allora singer dei PSA, per parlare di quella che fu, con ogni probabilità, l’unica realtà punk della Sardegna dell’epoca. E vai col servizio di Striscia La Lametta.

D: Geppi, ci puoi descrivere brevemente i PSA? Come, dove, quando e perchè si sono formati? Inoltre quando e perchè si sono sciolti?

R: Dove e quando è facile facile: Sassari, nel 1982, molto tempo fa. Il perché invece è un po' più romantico. È la solita storia tra amici che per passare le serate decidono di suonare, sia perché non c'è niente altro da fare, sia perché ascoltano e amano certi gruppi in particolare. Allora li imitano e suonano le cover. In tre. Voce, batteria e chitarra. Chi suona la chitarra è un bassista. Poi un giorno decidono che quel riff, proprio quello lì che stanno improvvisando, sembra funzioni per mettere su un pezzo loro. E nasce “Contro il sistema”. E da quel pezzo si dicono, ma allora si può fare, e cercano una chitarra. Simpatico no? Insomma alla fine siamo nati come un gioco che si è trasformato in qualcosa di più.
Lo scioglimento è di qualche anno dopo, forse 84, 85, non ricordo. Diciamo per incomprensioni varie ed eventuali. Diciamo così.

D: Chi scriveva i testi? O meglio, come nascevano? Avete registrato la tape anche in inglese per far arrivare il più lontano possibile il significato?

R: Il 90% dei testi sono miei. Ho sempre avuto il tarlo dello scrivere. Certo sono testi di una semplicità estrema, ma il messaggio arrivava e ancora adesso arriva, diretto. La necessità di dire qualcosa, di raccontare ciò che accadeva nel mondo, le guerre, le ingiustizie, ecco da cosa e come nascevano. Gli anni 80 sono stati tra i peggiori sia per la situazione politica che sociale ed economica. Reagan e la Tatcher, gli euromissili, la corsa agli armamenti, il braccio di ferro tra USA ed URSS, l'Italia preda dello yuppismo... insomma, materiale per poter urlare il proprio dissenso non mancava (non che adesso...). In quel periodo c'era parecchio fermento. La scelta dei testi in inglese è stata fatta proprio per quello: il messaggio. Più lontano arriva, più gente è in grado di capire ed ascoltare ciò che hai da dire. Fermarsi alla musica sarebbe stato riduttivo. Chiamiamola scelta politica. L'hc in quel periodo è politico. Non è il punk del 77. Va oltre. Molto oltre.

D: Avete registrato il disco in deposito di sale. Adesso molto più facile. Ma prima, i mezzi tecnici, come erano?

R: Immaginati dei disperati senza soldi che vogliono incidere un nastro.
Una sala d'incisione (seria) costava un pacco di soldi. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare questo deposito di sale con l'amplificazione ed il mixer a poco prezzo. Non ricordo quanto ma che fosse economico, su questo, non ho alcun dubbio. Diversamente non avremo potuto permettercelo. E sul demo infatti si sente quanto era economico... inoltre abbiamo registrato in presa diretta, quindi, praticamente un live. Senza pause, se non tra un pezzo e l'altro, senza aggiustamenti di suoni, sovraincisioni o che. Tutto quello che senti, errori compresi, è genuino.
La sala era pagata a giornata per cui noi dovevamo incidere il demo il più velocemente possibile. Punto. Se non sbaglio ci abbiamo messo due giorni, uno per la facciata in inglese, uno per quella in italiano. Non ho dubbi che si senta...

D: La scena sarda (abbastanza scadente..) ora si muove soprattutto a Nuoro con la Tifiamo Rivolta Records. Ma negli anni 80 si trovavano gruppi punk? Oltre a voi, che bands c'erano? E i concerti? Era facile organizzarli sull'isola?

R: Che io ricordi no. Non per niente tutti i contatti li avevamo fuori. Anche le richieste dei nastri arrivate dalla Sardegna erano minime. Qualcosa si muoveva a Cagliari ma l'unico gruppo che ho presente era un gruppo naziskin, per cui, mai avuto a che fare con loro. Concerti? Qualcuno siamo riusciti a farlo. Molto, molto pochi. La difficoltà estrema stava nel fatto che gente così non la voleva far suonare nessuno. È sempre esistita questa paura da parte degli organizzatori di concerti che un gruppo punk dovesse suonare per distruggere la strumentazione. Questo anche grazie alla pubblicità negativa dei media sul punk per cui punk uguale violenza, sangue, lamette e spille.

D: Quali gruppi vi hanno influenzato maggiormente?

R: Personalmente ho sempre ascoltato di tutto. In quel periodo però direi che i gruppi che più seguivo erano Dead Kennedys, Crass (e tutto il giro della Crass Records), Discharge, Subhumans, Black Flag. Ma ce ne sono un'infinità di altri.
Italiani ho sempre avuto una passione smisurata per Indigesti, Impact e Stigmathe.

D: Una domanda che mi piace moltissimo: Punk nella testa o punk nella cresta? Che significa per te punk o meglio Essere Punk?

R: La testa su tutto, la cresta dopo e semmai.
Non lo so più cosa è punk adesso. So cosa è stato per me e cosa mi è rimasto. Anche a distanza di tanti anni posso dirti che il punk, per quanto assorbito dai sistemi, è un movimento. O quello dovrebbe essere. Per come l'ho vissuto io. E' qualcosa di politico che non si ferma alla musica. Il punk dovrebbe essere già di per sé un messaggio. Stai dicendo basta a quanto ti è stato inculcato fino ad ora, stai dicendo che vuoi cambiare le cose (o almeno provarci). Certo la musica è importante e musicalmente è stata una bella scossa. Ma se alla musica non dai anche forza con le parole, allora rimane lì. Non basta vestirsi in un certo modo. Forse non è neanche più necessario, prima poteva esserlo perché diventava punto di rottura contro gli schemi.

D: Tornando al presente, molti si chiederanno quanti anni hanno i PSA. E che fanno ora? Si sono calmati?

R: Dici che se lo chiederanno in molti? Davvero? Va bene, va bene. Io ho 38 anni e gli altri PSA più o meno son tutti lì.
Calmo sono calmo. Io scrivo. Sai anche dove, che lì mi hai scovato, ed inoltre scrivo racconti.
Gli altri immagino siano calmi anche loro. Non abbiamo molti rapporti...

D: Segui ancora la scena italiana? Quali sono i gruppi che ti piacciono attualmente e quali vuoi consigliare ai lettori? E soprattutto, a Sassari, la scena punk come si muove?

R: Non la conosco assolutamente. Giusto qualche nome per sentito dire ma mai ascoltati con attenzione per cui resto zitto. Credo che a Sassari di punk ci sia rimasto il mio vecchio chiodo... Scherzi a parte non mi sembra ci sia movimento. Non lo so davvero. Sono completamente fuori dal giro.

Grazie mille Geppi, l'intervista è finita, andate in pace. Se vuoi aggiungere qualcos’altro, fai pure.

Ringrazio te per l'interesse. A distanza di circa venti anni se ti è venuta voglia di conoscere i PSA significa che qualcosa di buono è stato lasciato. Questo per me è un traguardo. Il fatto che un demo che quasi non si sente più continui a girare mi fa felice. Mica per altro, vuol dire che non è stato tempo sprecato! Ok, scherzo.
Aggiungo soltanto che di quel periodo ci sono un sacco di gruppi che vale la pena conoscere per capire da dove viene e da dove sta attingendo il nuovo punk. La prima volta che ho sentito i Rancid ero convinto fosse una band di quelle definite old school... va bene, la smetto.

[DirtyMind]




Commenti:

Re: PSA
grande Geppi!! non solo molto umile ma anche molto simpatico. Siete da apprezzare,inoltre,per il semplice fatto che all'epoca 'essere punk' in Sardegna non era sicuramente come 'essere punk' a Milano o Torino o Roma,dove volenti o nolenti si faceva 'gruppo'... cazzo,lì eravate in quattro contro un'intera isola!!! GRANDI!!!!

16/09/2006 di: marcozap

Re: PSA
Grandi i P.S.A.
Una nota: all'epoca in realtà c'era già qualche fermento in più in Sardegna (...nello specifico a Olbia) riguardo la scena Punk.
Ricordo gruppi Olbiesi come: RUDE, NEVROTIC SPERM, DEMENZA, SENSO UNICO.

28/11/2008 di: Oppalino

 
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