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Interviste Tuesday 22 July 2003:
Gordiano Lupi

Terzo grado lamettiano per voi, oggi. Sulla sedia delle torture l'amico Gordiano Lupi, romanziere, editore, saggista nonché poeta italiano. Il factotum Lupi, il cui nome è apparso su un numero incredibile e variegatissimo di testate (da Lamette a Dylan Dog, per intenderci), è stato qui colto in flagrante all'indomani dell'uscita del suo ultimo libro, "Cuba Magica", e posto - suo malgrado - in una situazione vagamente kafkiana: qui di seguito il corpus delle dichiarazioni del nostro, come sempre in esclusiva per voi bastardi. Lettura consigliatissima: buona lettura.

D: La prima domanda è praticamente di rito: quando hai cominciato a scrivere? E quali erano le tue aspirazioni orginarie in merito alla scrittura?

R: Scrivo da sempre, da quando ho l'età della ragione. Ho cominciato con la poesia che adesso ho completamente abbandonato e senza particolari ambizioni. Scrivere mi faceva star bene. Tanto bastava.

D: Quanto sono cambiate le cose, da allora? Quante soddisfazioni ti sei tolto e quante utopie rimangono ancora tali?

R: Le cose un po' sono cambiate ma l'entusiasmo resta lo stesso, anzi è aumentato quando sono arrivate le prime pubblicazioni vere con piccoli editori non a pagamento (questo ci tengo a sottolinearlo). Prospettiva e Terzo Millennio hanno creduto nei romanzi neri ambientati a Cuba e con loro ho fatto tre libri (Il mistero di Incrucijada, Il giustiziere del Malecon e Nero Tropicale). Adesso con la Mursia ho pubblicato Cuba Magica e mi sono tolto una grande soddisfazione. L'utopia resta quella di avere un grande editore stabile che pubblica tutto quel che scrivo.

D: Cuba ricorre spessissimo nei tuoi scritti, il tuo ultimo romanzo si intitola "Cuba Magica" e so che sei appena tornato da un viaggio a Cuba. Sapresti spiegarmi a parole il perché della fascinazione che nutri nei confronti dell'isola? Perché Cuba? Perché "Magica"?

R: "Cuba Magica" non è un romanzo. È un reportage narrativo su Cuba e il mondo della religione afrocubana. Sono conversazioni di santeria e di palo mayombe, si toccano argomenti affini alla stregoneria e al vudù haitiano. In "Cuba Magica" ci sono tutte le superstizioni e i culti magici del popolo cubano: il malocchio, il culto della palma e della ceiba, i riti per propiziarsi la buona sorte. La fascinazione che nutro nei confronti dell'isola è un'altra cosa che si rispecchia in quasi tutti i romanzi e i racconti e in generale nelle cose che scrivo. Frequento Cuba da oltre cinque anni, sono sposato con una ragazza cubana, conosco bene quella terra. Ne scrivo perché la conosco, come direbbe Stephen King.

D: Rimanendo a Cuba, so che hai tradotto a più riprese l'opera di un giovane scrittore autoctono, Alejandro Torreguitart Ruiz. In quali circostanze hai conosciuto Alejandro? Condividi il suo atteggiamento (evidentemente) critico nei confronti della realtà sociale e politica di Cuba?

R: Alejandro è il cugino di mia moglie e al momento ha pubblicato in Italia solo Machi di carta. Molti sono gli inediti che conto di proporre, se qualche editore li vorrà... il primo libro sta andando bene in ogni caso. Condivido quasi tutto quel che dice Alejandro, la sua non è una critica da destra al regime, non è un nostalgico di Batista e non vede gli americani come una salvezza. Come molti cubani che ragionano però non comprende perché un buon sistema politico, che ha fatto molto per Cuba e per i cubani, si è trasformato oggi in un regime che non ha più niente di comunista.

D: Sorvoliamo chilometri di terra, mare e cielo e torniamo invece a Piombino, patria di Gordiano Lupi e del Foglio Letterario. Quando e perché hai fondato la rivista? Quando e perché sono nate le Edizioni Il Foglio?

R: Il Foglio Letterario nasce nel 1999 da un'idea mia, di Maurizio Maggioni e di Andrea Panerini. Il gruppo storico poi si è allargato a decine di autori sparsi per tutta la penisola. Cito solo: Luigi Boccia, Fabio Giovannini, Alberto Ghiraldo, Fabio Beccacini, Fabrizio Manini, Stefano Santangelo.... e tutti gli altri non me ne vogliano ma basta procurarsi un numero del Foglio o andare sul sito www.ilfoglioletterario.it e li conoscerete...
I motivi di base della rivista si riassumono nel motto: "i generi a braccetto con la tradizione". Dare dignità letteraria alla narrativa di genere e riscoprire buona poesia. Altro motivo importante è quello di valorizzare giovani dotati nel campo della narrativa e della poesia. Adesso stiamo facendo proprio un'antologia - manifesto di giovani autori.

D: Ti confesso che ammiro molto il coraggio editoriale del Foglio, e mi sono chiesto a più riprese come riusciate a mantenere un simile, iper-prolifico ritmo produttivo. Solo nel corso di quest'anno, infatti, non so quanti libri/autori nuovi del Foglio abbiamo letto e recensito per Lamette, e sinceramente credo che nessun altro editore italiano indipendente abbia potuto pubblicare tanto, almeno non senza giungere al suicidio commerciale dopo le prime dieci uscite. Già, come fate?

R: Per molti libri chiediamo un aiuto agli autori, che in ogni caso è sempre un aiuto contenuto che consiste nel vendere 50 - 100 copie del loro libro. Non è fare editoria a pagamento questo, ma coinvolgere l'autore nella buona riuscita del suo libro. Siamo piccoli e non ne facciamo mistero. Su qualche libro investiamo in proprio ma non su tutti, sarebbe un suicidio commerciale.

D: Una domanda che sicuramente piacerà molto all'inossidabile e comune amico Fernando Bassoli (lui sicuramente risponderebbe con una trattazione enciclopedica estemporanea): può uno scrittore oggi - in Italia, all'incipit del nuovo millennio - vivere esclusivamente dei proventi delle proprie opere letterarie?

R: Un bel sogno che al momento in pochi riescono a concretizzare...

D: Una domanda solo apparentemente esterna al seminato (o alla tazza, per i più raffinati): che musica ascolti e di che sorta di pellicole ti cibi? Quanto è forte l'influenza del genere (letterario, musicale, cinematografico) all'interno della tua produzione?

R: Per la musica sono un appassionato di tutti i cantautori italiani (De Andrè, Guccini, De Gregori, Conte e via dicendo) ma pure della musica cubana tradizionale (son). Per il cinema sono onnivoro. Mi piace molto il cinema italiano e spazio dalle pellicole di Nanni Moretti e Roberto Benigni a quelle di Deodato, Fulci, Lenzi, D'Amato, Soavi, Argento. Mi piace molto il cinema italiano anni Settanta, la commedia sexy scollacciata, tutto quel che è cinema di genere mi appassiona.

Ok, siamo così giunti all'ultima del condannato. Dicci pure tutto ciò che vuoi (pubblicheremo in ogni caso), oppure poniti da solo la domanda che avresti voluto che io ti ponessi e che io - regolarmente - non ti ho posto...

Mi pare che la tua intervista sia stata molto esauriente. Concludo augurando a Lamette un futuro ricco di soddisfazioni e dico che la prima rivista cartacea che avete prodotto era molto buona, in linea con quel che cerchiamo di fare noi del Foglio.
Grazie di tutto,
Gordiano Lupi.

Sito web: www.infol.it/lupi

[Simone]



 
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