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Interviste Monday 19 January 2004:
The Benders

Sono in tre e parlano contemporaneamente in tre, come Qui Quo Qua. Con la differenza che i nipoti di Donald Duck sono astemi e non suonano punk rock. Ehi, ma che sto a dì?
Parlo dei Benders, ovviamente, e dell'intervista che abbiamo appena realizzato con i mitici punkcorers di Aprilia. Una delle migliori dall'inizio della storia della Lama, come il buon whiskey invecchiato che riposa venticinque o al limite anche trent'anni... tanto ci abbiamo messo a partorire questo articolo!
Provare per credere.

D: Allora, miei bravi, innanzitutto una presentazione per i nostri dannati lettori. Tirate giù la solita, immancabile sbroda biografica, e rendete edotti anche i lettori affetti da lobotomia endogena in merito alle scorribande punk-musicali dei Benders, dalle origini ai giorni nostri. In particolare, deliziateci con la televendita del vostro ultimo cd, “Dopo un profondo sonno”...

THE BENDERS:
Allora… siamo un trio di allegri “cazzoni” di Aprilia, una melmosa cittadina in provincia di Latina, a cui piace suonare (suonare?) un tipo di musica che, sonoramente parlando, risponde per 1/3 al nome di Punk Rock; per i restanti 2/3 è semplicemente un mix di lacrime, birra, sudore e demenza allo stato puro. Ci siamo formati tre anni fa… per un brevissimo lasso di tempo siamo stati un quartetto ma, dopo qualche mese, il nostro vecchio amico/chitarrista, ci ha dato il “due di picche”… così abbiamo proseguito in tre fino ai giorni nostri.
Abbiamo all’attivo due demo CDr… il primo, “TEMPO DI GLORIA PER TEPPISTI E CANAGLIE”, che è stato registrato a settembre dello scorso anno, contiene cinque nostri brani tra cui la mitica “BENDER”. Poi c’è “DOPO UN PROFONDO SONNO”, che è l’ultimo nostro lavoro. È uscito a settembre di quest’ anno. Ci piace molto come suona… ed è sicuramente un prodotto più maturo del nostro precedente lavoro… le canzoni hanno uno “spessore” maggiore e anche a livello di suoni è stato curato maggiormente del primo. Quindi invitiamo tutti i visitatori della “Lama” a non fare i timidi e ad acquistare subito una copia di questo “miracolo della natura”… ricordiamo che chiunque acquisterà una copia del nuovo demo riceverà in omaggio una batteria di pentole, una mountain bike, uno stereo a doppia cassetta e il pupazzo di Bender che rutta (funziona davvero!!!).
Oltre a questo, siamo stati anche protagonisti di una compilation uscita per la Nerv Records che, in sincerità, ci ha un po’ deluso. Verso i primi del 2004 usciremo anche per la Panc Records, sempre in una compilation… non sappiamo se con un inedito o se con un estratto da “DOPO UN PROFONDO SONNO”. C’è anche in ballo una nuova compi per la Aua Records… ma questo progetto è ancora tutto da definire. Per il resto solita storia… siamo tre amici che si divertono a stare insieme, bere, fare casino e confrontarsi l’uno con l’altro… abbiamo suonato qua e là… ovunque ci hanno chiamato siamo sempre intervenuti con gioia… ci piace dannatamente suonare dal vivo!!!

D: I Benders, come ci avete appena confermato, appartengono di fatto al ristretto clan delle punk bènds del sudpontino, e sono originari di Aprilia (LT). Pensando alla vostra città - che del resto, per chi non lo sapesse, non dista poi molto dalla mia - la memoria storica (ormai sono un vecchione) mi riporta immancabilmente indietro fino alla prima metà degli anni novanta, quando, giovane sbarbatello, assistei (o assistetti? O assìsti?) in prima persona al dilagare del punk-hardcore in queste maledette lande palustri. Proprio Aprilia era all'epoca uno dei punti nevralgici del sommovimento, oh yes. Secondo voi lo è ancora? Quanto è stata determinante per l'attività dei Benders l'ubicazione geografica in una terra già punk-colonizzata in precedenza?

TEDDY:
Mah… sinceramente, all’epoca dell’esplosione del movimento Punk Rock ad Aprilia io mi facevo i cazzi miei… giravo con il chiodo stile “’77” e mi distruggevo di birra… ero molto più ermetico di adesso. Suonavo con un gruppo, i MAD RAGE, un trio pop punk che ha assorbito 5 anni della mia vita. Purtoppo i personaggi che hanno dato qualcosa a questa città li ho conosciuti dopo che tutto era finito (l’allegra brigata Monkey’s Factory e via dicendo).
Al giorno d’oggi credo che di Punk Rock qui ad Aprilia non ci sia più un cazzo… rimangono tanti piacevolissimi ricordi di chi ha vissuto direttamente o indirettamente certe situazioni e nulla di più. Per quanto riguarda la nostra attività come gruppo, non è stata fondamentale l’ubicazione geografica… più che altro è stato importante conoscere alcune persone (Buster e Oliver in primis) alle quali io personalmente devo molto sotto l’aspetto personale più che musicale. Di tempo ne è passato un po’ (non sei il solo “Vecchione”…), ho avuto occasione di confrontarmi con tanta gente e con diverse situazioni, ma questa fetida palude non c'entra… Aprilia non mi ha mai dato un cazzo…

OLIVER:
Aprilia è stata per un bel periodo il centro nevralgico, almeno per quanto riguarda l’Agro Pontino, di importanti gruppi Punk che si sono fatti largo anche nella scena nazionale. Purtroppo, secondo me, la scena Punk di oggi si è parecchio allontanata dalla nostra città e questo non ci è certo di grande aiuto.
Fortunatamente, la vecchia colonizzazione Punk Rock ha trasmesso ai BENDERS una bella dose di grinta… e qui è d’obbligo un grazie a grandi gruppi come i Monkey’s Factory e i “Gozzilla & le tre bambine coi baffi”.

BUSTER:
Partirei col dire che per noi Benders è stato parecchio determinante il fatto che Aprilia fosse all’epoca uno dei punti focali del movimento Punk Rock. Questo è stato reso possibile grazie a gruppi come i Monkey’s Factory che già dai primi anni ’90 si erano fatti strada in questo panorama con le loro sole uniche forze. Al tempo eravamo ancora ragazzini ma già eravamo a conoscenza di posti come la Saletta (che purtroppo non esiste più!), che oltre ad essere un vero e proprio punto di ritrovo era un posto dove si potevano tenere prove e concerti. Possiamo quindi dire che i BENDERS, essendo un gruppo appartenente ad una generazione più moderna, si sono formati con punti di riferimento abbastanza saldi, tra cui l’amicizia già instaurata da tempo con gli elementi della “vecchia guardia”, quali Gozzilla, Bone Machine, ecc…
Continuerò il discorso dicendo che se Aprilia era all’epoca uno dei punti nevralgici del sommovimento, ora non lo è più o tende a diventarlo sempre meno per una serie di motivi che forse non riesco ancora a capire perfettamente. Spero che riusciremo in qualche modo a ribaltare la situazione che sta prendendo questa spiacevole piega e a dimostrare che… PUNK’S NOT DEAD!

D: Perché i vostri pezzi suonano così dannatamente "core"? Siete una melodic bènd o no?

TEDDY:
Boh!?! Non lo so nemmeno io. Buster scrive i pezzi, Oliver ci mette le armonie di basso… io batto sui tamburi, aggiustiamo insieme il tutto e poi quello che esce… esce! Penso di non peccare di “megalomania” nel riconoscere che come Punk rock bènd siamo piuttosto veloci… ma è semplicemente il nostro modo di suonare… se sia “core” o meno lo lasciamo dire agli altri, non ci definiamo semplicemente un gruppo Punk Rock.

OLIVER:
Siamo una bènd melodica che inserisce in ogni brano qualcosa di grintoso per evitare di cadere nella banalità come alcune volte capita in dei gruppi…

BUSTER:
Forse perché siamo una “Melodic Bènd” che cerca sempre di inserire nei propri pezzi quel po’ di cattiveria e di mordente che li renda più aggressivi possibile mantenendo sempre una linea melodica.

D: Due parole sulle due diverse facce della Bender-medaglia: introspezione e attitudine “fun”. Quale prevale di solito sull'altra? O ancora: vorreste divertire o far riflettere?

TEDDY:
Ci piace fare quello che ci va. Se uno di noi propone un testo che parla di “rutti” e fa ridere… va bene. Se invece si vuol parlare di qualcosa di più personale o sociale, va bene ugualmente… non scriviamo testi in base a modelli prestabiliti o vincolati al genere che suoniamo… ognuno di noi è libero di scrivere quello che gli pare… poi, tutti insieme, gli diamo vita e lo trasformiamo in una canzone…

BUSTER:
Chi conosce i nostri pezzi sa che i testi nelle nostre canzoni spaziano da quello più divertente e poco impegnato a quello più riflessivo e interiore. Quindi direi che il nostro intento è sempre quello di divertire, cosa che per noi è fondamentale, ma nello stesso tempo trasmettere un forte messaggio che possa far riflettere le persone e aiutarle a far conoscere meglio se stesse.

OLIVER:
Credo che Buster e Teddy abbiano già detto tutto… non abbiamo schemi! Ci piace piangere e ridere… parliamo di quello che ci viene dal cuore… o dal culo!!!

D: Cosa fate di bello nella vita (studiate, lavorate, vi drogate ecc.)? Cosa ne pensate della condizione raminga e mendica dell'asociale postmoderno?

TEDDY:
Attualmente lavoro in un bar vicino casa mia… quando ho tempo mi piace giocare a calcetto (faccio il portiere). Per il resto faccio quello che fanno un po’ tutti… si esce con gli amici, la ragazza… si ride, si gioca, si litiga e qualche volta si piange…
Non mi drogo ma fumo una quantità di sigarette imbarazzante!!!
Asocial? Mah… forse lo siamo un po’ tutti… a seconda dei momenti!

OLIVER:
Per il momento sto provando ad entrare nel mondo Universitario ma non so quanto durerò (… cominciamo bene – nd TEDDY)… per il resto, dalla mattina alla sera, ho sempre poltrito!

BUSTER:
Si lavora… anche se in maniera un po’ saltuaria.

D: Dopo un paio di serate trascorse con voi, ho assodato che non siete esattamente proprio straight edge. Di qui, una bella domanda a risposta multipla e personalizzata. Quale sostanza contenente alcole etilico - escludendo il dopobarba - vi aggrada maggiormente?

TEDDY:
Faccio prima a dirti quelle che non mi garbano molto… il dopobarba, l’alcool puro, la benzina, il petrolio, il gasolio… per il resto mi bevo tutto quello che riporta il seguente segno: “%”…
Comunque, la mia triade sacra (tanto per evitare che ti possa trovare in difficoltà se mi volessi offrire da bere) è: BIRRA, CAMPARI COL GIN E WHISKEY.

OLIVER:
Senza Dubbio la BIRRA!!!

BUSTER:
Escludendo il dopobarba, direi senza ombra di dubbio la birra.

D: Le grafiche dei vostri dischi sono bellissime: chi ve le cura? C'è qualcuno di voi che è un mago del design? E se sì, perché non mi fa un fischio?

TEDDY:
Dunque, la nostra prima copertina è stata curata da J. Cortese dei “Bone Machine” con la supervisione di tutti noi. Per quanto riguarda “Dopo un profondo sonno”, mi sono adoperato in primis per la ricerca dei soggetti e l’assemblaggio del tutto… sempre con la supervisione di Buster & Oliver. Non ti faccio un fischio perché non sono capace. Se vuoi ti faccio un rutto… in quelli me la cavo piuttosto bene!

OLIVER:
Per questa seconda copertina il nostro Teddy si è messo con pazienza ed è riuscito a creare questo lavoro.
Per quanto riguarda l’art-work di TEMPO DI GLORIA PER TEPPISTI E CANAGLIE ci ha pensato Jack Cortese con la sua folle creatività…
Siamo proprio una squadra da sballo… non credi?!?

BUSTER:
Per la grafica del primo Demo abbiamo avuto un grande aiuto da parte di Jack Cortese dei “Bone Machine”. La grafica di “Dopo un Profondo Sonno” (che a mio parere e più bella della precedente), invece, è stata curata dal nostro batterista Teddy Mastino.

D: Tra le vostre influenze, nel mandarmi il primo ciddì, mi avete citato diversi nomi del pop-punk nazionale, quindi so per certo che lo ascoltate, anche se poi fate tutt'altra musica. Vi sottopongo quindi una questione un tantinello spinosa, ma sicuramente di attualità: secondo molti (anche secondo me, non lo nego) esistono oggi in Italia diverse pop-punk bènds (evitiamo spiacevoli citazioni dirette) che - nella foga, comprensibile, di raggiungere la più vasta fetta di pubblico possibile - hanno valicato di molto il limite della decenza. Vale a dire: non solo non hanno più niente di punk, musicalmente parlando, ma non esitano a servirsi biecamente degli ultimi fatti di cronaca, o a dichiararsi politicamente militanti - ora di qua, ora di là - pur di incrementare gli ascolti e tirare costantemente l'acqua al proprio mulino. Cosa ne pensate, miei bravi? Questa storia puzzicchia, puzza, o è decisamente alla stregua di una ventilatio intestinalis putrens?

TEDDY:
Domanda spinosa… e manco poco! Dunque, personalmente non condivido chi, sotto lo “pseudonimo” di Punk band si riempie la bocca di tanti paroloni politico-rivoluzionari e poi passa le serate al Mc Donald’s.
Diverso è invece il discorso per chi ha più una visione della musica (e della vita) meno diretta…
Al giorno d’oggi è sempre più difficile evitare di scendere a compromessi nonostante lo si dica spesso. Mi vengono in mente i “Rage Against the Machine”… gruppo che musicalmente non mi è mai piaciuto, ma soprattutto, gruppo del quale non condivido assolutamente la linea “politica”. Contro tutto e contro tutti e poi suoni su Mtv e derivati vari? Mah… mi viene da dire che c’è qualcosa che non va!
Non riconosco i BENDERS come gruppo politicizzato, e ne sono molto contento. Se ti Politicizzi devi essere pronto a sobbarcarti la responsabilità di quello che dici e quello che fai… non basta dirlo soltanto nelle canzoni… ci vogliono i fatti! Non sento la responsabilità di volere cambiare il mondo… ma questo non vuol dire che credo che il mondo sia fantastico! Penso a (soprav)vivere… e lo voglio fare nel migliore dei modi. Non mi sentirei un ladro nel fare due soldi con quello che mi piace… ma questo non vuol dire per forza diventare miliardario. Spesso mi domando se mi piacerebbe trovarmi a cinquant’ anni operaio con la schiena rotta o a suonare ancora nei Benders… la risposta secondo te qual è? Ed è ovvio che, a 50 anni, dovrò avere qualche soldo in tasca per continuare a fare quello che mi piace. Lo vuoi un bel consiglio? Nella vita fai sempre quello che vuoi fare… pensa a farlo bene e a divertirti… non preoccuparti del resto!

OLIVER:
Questo imbastardimento di politica e di musica non mi piace… non credo possa essere una cosa che funzioni e convinca. Anche per questo i BENDERS hanno sempre preferito non trattare troppo direttamente temi politici. Vogliamo evitare di buttare fumo negli occhi ai ragazzi di quindici e sedici anni parlando di cose più grandi di noi… che forse nemmeno noi riusciamo bene a capire… è un errore che fanno troppi gruppi.

BUSTER:
Diciamo che la cosa che non tollero assolutamente di questi gruppi è che cambino completamente il loro genere. Infatti non giudico il loro intento di aumentare il numero di ascoltatori, ma bensì il fatto che per raggiungere tale obiettivo cerchino di rendere il loro genere il più “orecchiabile” possibile continuando a presentarsi come gruppo alternativo e politicamente militante. Questo è ciò che chiamo falsità e mancanza di rispetto nei confronti di gruppi che credono veramente in quello che fanno. Molti sono i gruppi, specialmente stranieri, che campano con la loro musica ma non sono mai cambiati e non sembrano avere alcuna intenzione a farlo! Per esempio i Pennywise. Se un gruppo come questo ha milioni di ascoltatori, buon per loro, significa che riescono a campare con ciò che gli piace fare, ma per arrivare a questo non sono mai cambiati, sono rimasti sempre gli stessi sia musicalmente che per quanto riguarda gli argomenti dei loro testi. Io credo che chiunque preferirebbe un tipo di vita così, invece che lavorare 10 ore al bar o in qualunque altro posto per una miseria di 600 euro al mese.

Vabbène, abbiamo finito. Anzi, quasi finito. L'ultima sigaretta del condannato: sputate qualsiasi rospo, e la Lama pubblicherà...

TEDDY:
Un grazie a te, gran bastardo (in senso affettivo!), per averci dato uno spazio sulla tua Web-zine.
Un grazie a tutti quelli che ci so/su-pportano e che vengono ai nostri concerti.
Un grazie a tutti quelli che comprano i nostri Cd.
Un grazie a Mamma, Papà e sorella che, a venticinque anni suonati, ancora non mi hanno cacciato di casa.
Un grazie a tutti quelli che ci vogliono bene
Un grazie a me stesso per quello che sono e per quello che faccio…
E ora… se proprio vuoi… premi il grilletto… sono pronto!!!

BUSTER:
…Alla prossima birra insieme… un forte abbraccio a tutti!!!

OLIVER:
Un saluto a tutti quelli che sono arrivati a leggere fino a questa riga… ci vediamo!!!

[Simone]



 
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