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Recensioni Thursday 01 July 2004:
Franco Micheletti - Piombino in bianco e nero (Il Foglio, 2004)

Dopo l’ottimo successo del romanzo d’esordio “Cronache maremmane”, che ha venduto mille copie e che trovate recensito in questa pagina web, lo scrittore Franco Micheletti si propone nuovamente al pubblico ripartendo da dove l'aveva lasciato, e cioè nella via Ferrer degli anni ‘60 in quel di Piombino.

Questa seconda prova si colloca però su un piano diverso, poiché Micheletti ambienta la vicenda in un orizzonte territoriale, ma pure poetico, più ampio, abbracciando idealmente l’intera cittadina (viale Unità d’Italia, Poggetto, Castello, Salivoli) fino a Castagneto, Collesalvetti e Pisa, giungendo fino a Roma per testimoniare le grandi manifestazioni di massa e di pacifico dissenso contro Saddam oppure Bush e la sua vergognosa bellicofilìa.

Ripercorrendo talune vicende autobiografiche (i tempi delle scuole superiori, gli anni belli dei corsi universitari a Pisa, il lavoro presso il Comune) l'autore conduce per mano lungo gli insidiosi percorsi degli anni ’70, tristemente noti come gli “anni di piombo” o forse, dato il nome della città teatro della storia, si dovrebbe parlare di “anni di Piombino”? :-)

Fu quella una stagione più che particolare: aspra e romantica al contempo, in un mondo permeato da grandi utopie e irragionevoli contraddizioni, forse logica conseguenza della gran baldoria dei favolosi anni ’60. Quelle vicende appartengono alla nostra memoria, sono marchiate a fuoco nel dna di un popolo: l’autunno caldo, la contestazione con una nuova musica nell’aria e le pistole che si materializzavano all’improvviso per lasciare morti nelle piazze.

Micheletti, però, non ama filosofeggiare troppo sui massimi sistemi che si riducono beffardi al Nulla assoluto tanto amato dai politici degli ultimi decenni. Lui ha animo da poeta e si sofferma sul singolo individuo, non sulle categorie. Oppure impreziosisce il suo logos di citazioni memorabili, attingendo a piene mani dai suoi vivaci interessi culturali, riportandoci tutti, in alcune occasioni, all’odiosamato banco di liceo d’utilità postuma. E in effetti lo stesso autore con un occhio si guarda alle spalle e con un altro davanti, al futuro, riannodando continuamente i complessi intrecci di ricordi e ideali traditi, ma anche di nobili speranze di cambiamento. Sceglie dunque di trasmettere ai posteri immagini di vita quotidiana, toccanti nel loro felliniano calore ancora palpabile: le partite a biliardino tra amici, le contese calcistiche, le corse ciclistiche dei tempi epici, molto distanti dallo sport di supermen in costante odore di doping dei tempi contemporanei.

“Piombino in bianco e nero” è un romanzo di racconti che, come opportunamente segnalato dal critico letterario Maurizio Maggioni in prefazione, rientra nella tradizione dell’opera realistica e psicologica, sulla linea tracciata da Flaubert, in contrapposizione al nuovo romanzo anti-realistico e metafisico. Un personale “Weltanschaung”, come lo definisce Dilthey, ovvero un insieme di molti modi differenti di rapportarsi alla realtà nel suo complesso, nell’ambito di una visione del mondo che comprende una summa arabescata da molteplici componenti artistiche, letterarie, culturali e musicali, tali da rendere un’epoca magari violenta, ma sempre densa di passioni autentiche.

Interessanti alcuni "obiter dicta" dispensati dall’autore (“Utopie, senza dubbio. Ma le utopie muovono la storia, piccola o grande che sia.”) come pure talune prese di posizione (“Con un po’ di fortuna si poteva incappare anche in Adriano Sofri, quello ingiustamente condannato per il delitto del Commissario Calabresi.”) mentre di notevole impatto emotivo risulta la drammatica ricostruzione della morte di Franco Serantini, giovane idealista giustamente accostato ad un altro ragazzo che ha pagato con la vita la sua voglia di costruire in un mondo diverso in tempi più vicini a noi: Carlo Giuliani, perito durante il turbolento G8 di Genova.

Mi rendo conto che il pubblico privilegiato di Micheletti può essere in massima parte formato da coetanei che si riconosceranno senza fatica nel fuoco d’artificio dei numerosi soprannomi e godibili aneddoti di vite minime e proprio per questo dignitose che danzano sul suo foglio narrativo, ma ritengo di poter affermare che la seconda parte del volume è forse ancor più brillante, perché racconta la quotidiana determinazione di un cittadino (per bene, ed è una rarità) a prendere parte ad una protesta che monta sempre più e che rappresenta forse la vera chiave di volta per “sollevare il mondo” e renderlo una volta per tutte equanime e civile, per tutti, al di là di ogni ideologia politica o pseudotale.

Belle le pitture d’ambiente, belle le caratterizzazioni fisiognomiche dei personaggi, bel libro. Davvero.

Note biografiche sull’autore:
Nato a Piombino nel 1949, Franco Micheletti lavora presso il Comune di Piombino dal 1971.
Esperto di problematiche ambientali e politiche sociali, ha esordito col fortunato libro di racconti “Cronache maremmane” e sta per pubblicare il romanzo di genere “Dubai Operazione martirio”, già premiato, come opera inedita, al Premio Nazionale “Verso il 2000” col patrocinio del Parlamento Europeo.

Franco Micheletti, Piombino in bianco e nero, Edizioni Il Foglio, pagg. 180, Euro 8,00

[Fernando Bassoli, per Lamette.it]



www.ilfoglioletterario.it
Per ordini e ogni informazione: lupi@infol.it oppure: ilfoglio@infol.it.

La copertina è di Elena Migliorini
email: helena52@tiscalinet.it

 
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