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Articoli Wednesday 03 October 2001:
Chi chatta con me?(ovvero: come poltrire tutto il giorno senza stancarsi troppo)

Non fare un cazzo dalla mattina alla sera: mi è sempre piaciuto. Rigirare i pollici con l'aria affaticata di chi si è alzato alle 11.00, dopo l'ennesima notte di bagordi; fare tre colazioni di fila semiaddormentato sul bancone dei bar, fingendo poi di leggere i giornali a sbafo per darsi un contegno, e simulare interesse per le vicende del mondo - sempre le stesse: mai una notizia buona! -; traccheggiare così fino all'ora di pranzo, facendo finta di non vedere il rompicoglioni di turno - quello sempre pronto ad offrirti un lavoro o a proporti un buon affare (un affare sicuro: investimento minimo, guadagno garantito, c'avete presente?): questa sì che è vita! Ma non è tutto: per strada, tirare sempre dritto, come camminando sospesi su un filo invisibile sul punto di spezzarsi e rompere l'incantesimo da un momento all'altro. Il segreto, infatti, è proprio quello di fingersi sempre indaffarati fino a scoppiare di bile. Magari rimasticando parolacce tra i denti o serrando i pugni. Una vita sana, insomma, senza stress, che mantiene giovani e previene le malattie.

Una ricettina facile facile: niente lavoro, niente tasse, niente commercialisti, niente mogli che chiedono soldi, figli che rompono i coglioni e, soprattutto, niente creditori che bussano alla porta. E quindi niente ulcere, ma uno stomachello pimpante come il culetto di un neonato. Dimenticavo: partite di calcio a tutte le ore. Quelle sono la ciliegina sulla torta, perché ti danno un alibi di ferro. Che uomo sei, infatti, se non sai chi ha segnato il rigore del giorno o quanti imbecilli sono stati ammoniti durante Vicenza-Piacenza? Spaparanzato davanti alla tv, sei al riparo da qualunque disgrazia, ché nessuno te lo rimprovererà mai. In Italia, almeno, funziona così. "Non fare un cazzo!", poi, non bisogna prenderla come una teoria estrema. E' solo un principio economico: fare delle cose risparmiando energie: il massimo risultato col minimo sforzo. Prendiamo la scuola. C'è chi si danna l'anima per fare i compiti, e chi li copia. Il risultato, in fondo, è lo stesso, no? Non tutti, però, ci riescono. Molti, ad esempio, si fanno beccare come dei salami: sono i professori del futuro. Altri vanno avanti solo per un po': diventeranno commercianti. Alcuni, invece, sono davvero speciali, perché riescono a farla franca per una vita intera. Di solito, diventano Avvocati. Credo sia proprio un fatto genetico: ci si nasce proprio; è come il talento, o ce l'hai o non ce l'hai, perché non te lo potrà mai insegnare nessuno, ed io, modestamente, se si tratta di questo, sono il classico cavallo di razza. Il fatto è che seguo una logica ben precisa. Cerco di risparmiare energie, ecco. Ma facciamo degli esempi concreti. Prendiamo i cellulari: io non ce l'ho. A che servono, se poi, quando squillano, ti tocca rispondere? Tu magari te ne stai tranquillamente seduto su una panchina a contemplare la volta celeste, visualizzando affreschi di sorche di donna tra le nubi in dissolvenza, quando ecco che ti telefona il maneggione di turno e ti dice: "Vieni, subito, ho un affare da proporti!". Ma chi cazzo lo vuole fare, l'affare? io sto tanto bene dove sto. E allora prendi la scusa delle onde elettromagnetiche e ti salvi da questa follia collettiva. Oppure prendiamo Internet: quando è uscito, sembravano tutti impazziti. Poi, un giorno, me l'hanno imposto. Ed è stata la fine. Sì, perché non c'è un mezzo migliore per non fare delle cose fingendo di farle, per di più restando serenamente seduti a casa propria. E' come le partite di cui parlavo prima: puoi passarci anche due giorni di fila, lì davanti, tanto nessuno ti dice niente. Anche la Rete fornisce degli alibi perfetti. Ci sono centomila siti che promettono di farti trovare lavoro. Basta inserire il curriculum ed il gioco è fatto. Tra una cosa e l'altra, per scriverlo, ci vuole una mezz'oretta; se ci sai fare, però, puoi arrivare anche ad un'ora filata. Una volta inserito il famoso c.v., puoi stare sicuro che non ti chiamerà mai nessuno. Però farai un figurone con amici e parenti. "Sto cercando lavoro." potrai gridare a testa alta. E ti batteranno pure le mani. Un bel giorno, poi, ho scoperto le chat-line. Ecco, lì la mia vita è arrivata ad un punto di svolta. E che svolta! Più che una curva, un'inversione ad U. La prima cosa che mi hanno chiesto, quelli della chat, è stato un nickname - credo si chiami così - cioè un nome di fantasia. Io ho scelto il primo che mi è passato per la testa pensando a me stesso, ed ho scritto Natostanco. Giusto per mantenere le distanze e mettere i puntini sulle i. Sono entrato e, dentro, ho scoperto il caos. Ma un caos ragionato, caciarone come una scolaresca di bimbetti in gita. Innanzi tutto i nomignoli erano tutto un programma: c'erano Grande Baccello, Serse Cosmi, la madre di Iceman, Delfinetta, Taricone, Colombina, Mister No, 24 cm, Troppoforte, I tre dell'Avemaria, Rintintin, Verga, la Carrà, Lenin, Brufolone fracico, il padre di Iceman, Adamo ed Eva, El Diablo, lun@, Rosalino Cellammare, Mazzone Carlo, Alì Babà e i 40 minchioni, Ladylove, Pippo Baudo, Marabona, Van Basten, Semprecalda, Cercomaschibendotati, Frate Cionfoli, Cappuccetto Rosso cerca casa, Cicciolina, il Quartetto Cetra, la sorella di Iceman e la Brunetta dei Ricchi e Poveri. Oltre a Natostanco, naturalmente, che ero io. In tutto, insomma, eravamo circa 35, se ricordo bene. Appena m'hanno individuato, in quel marasma di matti in gran baldoria - come abbiano fatto, giuro che non lo so -, s'è fatta avanti una tipa ricca d'iniziativa.

lun@ per Natostanco: perché Natostanco? - mi ha chiesto. Ed io ho subito pensato: "Ma che te frega a te, perché nun te fai i beati cazzi tuoi? Mo mi devo pure sprecà a rispondere. E poi, io che ne so chi è questa? magari è una che mi vuole rifilare la solita fregatura o vendermi un'enciclopedia a rate. Ero più interessato a Colombina o Ladylove. Cercomaschibendotati mi sembrava troppo impegnativa. No, non faceva per me. Semprecalda era certo una zoccola: il mio pc avrebbe potuto beccarsi un virus. "Stia attento ai virus!", mi aveva detto il tizio che mi aveva montato il computer. Semprecalda doveva essere una che pretendeva doppi turni, straordinari… Ladylove mi sembrava più tranquilla e con meno pretese: la classica sognatrice adolescente che legge libri di poesie, va al cinema a vedere storie d'amore e non si mette mai in topless al mare per non passare per puttana, ché tutto quel che vuole, dalla vita, è metter su famiglia, crescere ragazzini, lavare e spolverare fino al resto dei propri giorni, magari perdonandoti pure qualche scappatella. Una donna d'altri tempi, insomma. Stavo appunto per farmi avanti, quando è stata proprio lei a fare il primo passo. Quando si dice la telepatia.

Ladylove per Natostanco: ciao, chatti con me?

Natostanco per Ladylove: ciao, milady, vuoi fare due chiacchiere?

Ladylove per Natostanco: milady? ma chi t'ha mai cacato?

Natostanco per Ladylove: era solo per rompere il ghiaccio. Scusami tanto per il disturbo, mi tolgo subito dai piedi.

Ladylove per Natostanco: 6 m o f, anni, da dove dgt, come 6?

Natostanco per Ladylove: che significa?

Ladylove per Natostanco: sei maschio o femmina, quanti anni hai, da dove digiti, come sei fatto? sai, ho una certa fretta.

Natostanco per Ladylove: fretta? e di che?

Ladylove per Natostanco: di sapere se sei frocio.

Natostanco per Ladylove: scherzi? non ci penso proprio, gli uomini mi fanno schifo solo a guardarli. A me piacciono le fatine come te, dolcezza.

Ladylove per Natostanco: no perché io mi chiamo Ugo, ho 61 anni, sono un bidello di Aversa in pensione e soprattutto mi piacciono i cazzi. Scambio foto e posso ospitare. Che fai: lasci o raddoppi?

"E meno male che si chiamava Ladylove… mortacci sua!" ho pensato.

Natostanco per Ladylove: non sei il mio tipo, credimi.

Ladylove per Natostanco: sicuro?

Natostanco per Ladylove: sicuro.

Ladylove per Natostanco: sicuro-sicuro?

Natostanco per Ladylove: preferisco la patacca, credimi. Ma toglimi una curiosità: perché ti firmi Ladylove?

Ladylove per Natostanco: se mi firmo Ugo, mi cercano le donne. Le donne sono tutte puttane.

"In effetti non ha tutti i torti… - ho borbottato -. Ma che ci posso fare, io, se c'hanno la porta del Paradiso in mezzo alle gambe?"

Van Basten: zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Van Basten: zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Van Basten: hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhgooooooooooooooooool

I TRE DELL'AVE MARIA: Ma gioca ancora? non s'era rotto il ginocchio?

Frate Cionfoli: e poi ormai c'avrà più di 40 anni!

Van Basten: zzzzzzzzgoolllllll

Pippo Baudo: Van Basten, smettila: ci rovini la serata!

In quella è entrato mio padre, classico dipendente statale in pensione.

"Mbè? Che stai a fà?" mi ha chiesto.

"Che vuoi che faccia? cerco lavoro!"

[Fernando Bassoli]


 
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