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Recensioni Friday 13 August 2004:
Fabrizio Vignali - Forte e kiaro (AndreaOppureEditore, 2004)

Questa recensione, tanto per cambiare, comincia con un sacco di scuse. Scuse a Fabrizio per averci messo mesi a scrivere due righe sul suo (bel) libro Forte e kiaro. Scuse a me stesso per essere diventato in qualche modo una vecchia lucertola apatica, incapace di aprire, sfogliare e portare a termine in tempi brevi un qualsiasi volume che non concerna esclusivamente avventure a fumetti. In un certo senso, forse, io sono la prosecuzione ideale dei personaggi di Fabrizio Vignali, cioé lo stadio più avanzato di una gens sociopatica che però ha già valicato da anni e anni il punto di non-ritorno.
Romanzo di formazione quant'altri mai, dal momento che concerne le storie di un gruppo di ragazzi nel momento del loro "farsi" - nelle più svariate accezioni del termine - "Forte e kiaro" ha anche e soprattutto il pregio di aver avvicinato e intrigato me, che sono proverbialmente allergico ai romanzi di formazione e alla kappa al posto della ci, e che quindi, in altre parole, rappresento il lettore più ostico e strafottente che Vignali sarà mai costretto ad incontrare sul proprio spero non travagliato cammino. Il risultato è che il libro m'è piaciuto, non solo perché narratologicamente valido, ma anche perché i personaggi a tutto tondo - che vengono di volta in volta affiancati al diciamo-protagonista (il "nostro", che non ha un nome) - sono veri. E si discostano abbondantemente dal modello sociologico precostituito e finto-alternativo che abbonda e straripa invece nella fiction cinematografica da quattro soldi, nel reality sciò idiosincratelevisivo, e, in una parola, nel merdosissimo romanzo giovanile a tiratura da best-seller.

Giusta e sacrosanta, del resto, è l'osservazione - contenuta come excursus autoriale nelle prime pagine del libro - relativa alla «nuova generazione di "sinistrini"» (e qui trovatemi, se avete palle, un aggettivo/sostantivo più maledettamente idiosincratico di questo), «caratterizzata da kefie, dread, piercing e tatuaggi; questi giovani scendono in piazza a protestare dopo aver parkeggiato la smart, nuovo simbolo a quattro ruote del successo metropolitano, lontano da sguardi indiscreti. Per lottare contro le grandi ingiustizie del mondo attaccano alla finestra della loro stanza la pluricolorata bandiera della pace, divenuta tristemente business da vendita al semaforo; ma quando c'è da giocare nel piccolo mondo dei sentimenti quotidiani aguzzano i nervi senza mai scordarsi di essere dei veri bastardi. Sono i figli di ki ha lottato veramente, ma purtroppo questi combattenti ora siedono proprio nei posti di quella media e alta borghesia ke tanto avevano disprezzato nel '68 e negli anni della pantera. A differenza di loro questi giovani non sanno in cosa credere, perké è finito il tempo delle ideologie utopike; non c'è più spazio per gli scontri di classe perké le classi sociali non esistono più; di questi tempi c'è una totale omologazione verso il medio ke come recita il vocabolario dei sinonimi e contrari è analogo di scarso livello"».

Bello, del resto - e senza troppo anticipare - anche lo scenario/contesto: una Roma fatta di comitive e "giri" simili, o verosimili, rispetto a quelli che ho frequentato sporadicamente a suo tempo, e bella soprattutto la colonna sonora, con leitmotiv a base di primi Black Flag e Johnny Thunders (si cita e si ricita la celeberrima "Born to lose", ma altrettanto adeguate, se capite cosa intendo, sarebbero le strofe finali della meno nota "In cold blood"). Un continuo intermezzo stile musical guida così la narrazione verso uno scioglimento finale apparentemente imprevedibile, ma a pensarci bene assolutamente preannunciato, tanto che io - alla cinquantesima pagina o giù di lì - già me lo aspettavo.

"Forte e kiaro", in definitiva, è un romanzo che mi ha fatto rivivere in una bòtta sola il meglio e il peggio della mia vita trascorsa. Ma soprattutto il peggio.

Da avere sottomano, bastardi. Merita.

Fabrizio Vignali, Forte e kiaro, AndreaOppureEditore, pp. 102, Euri 7,00

[Simone]


Per contatti con l'autore: forteekiaro@yahoo.it


Commenti:

Re: Fabrizio Vignali - Forte e kiaro (AndreaOppureEditore, 2004)
Musica...la musica quella suonata e cantata con tutto ciò che la tua forza ti da fa da colonna sonora a questo libro, bello, ricco di amicizia, amore e odio. Leggerlo, scorrere tra le righe lascia un segno e seguire la vita del protagonista ti porta in posti ed emozioni...che tutti noi abbiamo provato!
Forse è banale consigliare di leggerlo...ma 'sti cazzi...Leggetelo

23/01/2005 di: santrino

Re: Fabrizio Vignali - Forte e kiaro (AndreaOppureEditore, 2004)
E' più o meno un paio d'ore che sfoglio il libro di Vignali per cercare una frase,delle parole,insomma qualcosa che riassuma o meglio che esprima quanto il libro sia speciale...beh, alla fine mi sono ritrovata ad averlo riletto per metà senza nemmeno aver concluso nulla...
La verità è che il libro è tutto speciale, e ogni volta che lo rileggo capisco qualcosa di nuovo..
Vale la pena leggerlo.

16/02/2005 di: fabia84

Re: Fabrizio Vignali - Forte e kiaro (AndreaOppureEditore, 2004)
grazie a simone per avermi segnalato questo libro!!!!!

il romanzo di vignali è come la canzone "nervous breackdown" dei mitici BLACK FLAG........ "misto di potenza e odio" per dirla come la scrive lui........

un libro scritto col cuore

se vi va leggetelo

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03/03/2005 di: sixpack

 
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