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Interviste Thursday 06 January 2005:
Silvano

Nel panorama dell’illustrazione e del fumetto nostrano sono pochi gli autori che possono vantare una produzione prolifica e, cosa ancor più importante, senza perdere mai d’occhio il definirsi di uno stile personale, consequenzialmente garantendosi una rilevanza visiva. Tutto questo è senz’altro riscontrabile nelle sfaccettate creazioni di Silvano Calligari, impenitente disegnatore da annoverare tra le file militanti e magmatiche del sottobosco italiano. Un universo caleidoscopico, il suo, pregno di suggestioni mirabolanti, psicotroniche, sensuali, popolato da un immaginario popolare, muliebre, scanzonato, definito con tratto deciso e corposo.
Disegnatore versatile, Silvano esordisce per i mitici albi “Squalo” di Barbieri, collana che ha indelebilmente segnato la rappresentazione libidica di almeno una generazione, per poi dimostrare la propria tenacia navigando nei territori dell’indipendenza espressiva, fino a dar forma, insieme all’amico e sceneggiatore Enrico Teodorani, al progetto B-Brand Comix, fucina di visionarie commistioni di generi, percorse da (anti)eroi(ne), come Djustine, che col tempo conquistano l’aurea cult, e l’interessamento, nonché le pagine, di editori italiani ed esteri; un vero piacere percorrerne insieme l’iter formativo ed esperienziale:



D: Quando e come ti sei accorto che il disegno e il fumetto potevano rappresentare la tua forma espressiva?

Beh!! É semplicemente successo che non avevo più tempo per provare con una band, con annessi e connessi: ricerca della sala prove, eventuali "pezzi" mancanti , etc ...

D: Quindi presumo che la musica abbia influito sul tuo lavoro successivo; in che modo?

Il mio rapporto con la musica è molto profondo e posso solo dirti che a me ha salvato la vita, come a molti altri del resto. Normalmente la musica che ascolto è sanguigna e viscerale , anche se ad alcuni può suonare magari demodé. Iggy, Ramones, Devo, Dead Kennedys, e poi Motorhead, Judas Priest e via metallizzando, hanno tutti avuto sui miei disegni la stessa influenza che idealmente hanno avuto molti maestri del fumetto e dell’illustrazione.
Probabilmente mi ha influenzato anche l'atteggiamento molto "antiartistico", se mi passi il termine, dei componenti delle bands da me amate. Mi rendo conto che ora le cose sono molto diverse, ma 20 anni fa anche i Metallica, tanto per dirne una, erano kids normali, simpatici, che non se la tiravano e, probabilmente, se qualcuno avesse predetto loro un futuro da rockstars miliardarie non ci avrebbero creduto... cose di questo tipo si possono dire di tanti altri, però a vedere come si atteggiano certi sfigati (sia del rock che del fumetto), un po’ ci si rattrista ...
Sono inoltre convinto d’aver avuto la fortuna di crescere in un momento nel quale si era più propensi a “fare” le cose, piuttosto che parlare a vanvera (e poi sempre di se stessi!). Ti è mai capitato di leggere qualche forum, magari di aspiranti fumettisti, e dopo andare a verificare quanto è stato realizzato da chi scrive? Beh… io sì, e spesso ho avuto la sensazione deprimente che ci sia qualcuno che mentre disegna, o prima ancora di cominciare, stia cercando di spiegare il suo stesso lavoro ad un intervistatore immaginario. Ecco perché sono piuttosto restio a rilasciare interviste… però credo che, in qualche modo, dover rispondere per iscritto alle tue domande mi abbia aiutato a rimettere in ordine alcune cose delle quali mi ero quasi dimenticato...

D: Cosa disegnavi inizialmente?

I miei primissimi disegni, esclusi quelli fatti da bambino, erano locandine, ovviamente fotocopiate, per i concerti delle band nelle quali, di volta in volta, militavo. Dal momento che questi gruppi suonavano punk, metal o qualche via di mezzo tra le due cose, i miei primi "lavori" ritraevano teschi, demoni, zombies, etc.; sembra che stiamo parlando di un secolo fa, ma nei "favolosi" anni '80, la grafica digitale, il photoshop e queste cose qui, non esistevano. La musica "estrema" era caratterizzata, dal punto di vista grafico, dall'approssimazione e dalla mancanza di professionismo; anche album "storici" come il primo dei GBH, degli Slayer, o quello dei Broken Bones, avevano immagini di copertina trucide e rozze, quindi stavo benissimo dentro la media, senza peraltro avere altre aspirazioni "artistiche" se non, appunto, suonare nei su citati gruppi del cazzo...

D: Quanto e qual era il tempo che dedicavi a questa tua passione?

Il tempo da dedicare al disegno era molto poco. Lavoravo in fabbrica, e in più dovevo fare altri lavori per arrotondare. Poi ho iniziato a considerare che… sì, potevo continuare all'infinito a disegnare teschi, cimiteri ed essere nella media di tanti altri scarsoni, oppure, con un clamoroso colpo di reni e contraddicendo la mia età anagrafica (quella volta lì avevo tipo 25-26 anni) mettermi a studiare e imparare a disegnare...
Quindi iniziai a comprare dei libri di tecnica del disegno, anatomia e altre cose così (e, per la cronaca, dopo non ho più smesso) e a leggerli nei momenti più assurdi, ché tempo non ne avevo proprio. Nel momento in cui iniziai ad avere un minimo di conoscenza teorica, mi resi conto della mia pochezza ma continuai comunque a studiare arrivando a copiare per intero, e più volte, vari libri di Hogarth.

D: Che influenza ha avuto su di te il fumetto italico? E quello straniero?

Ho sempre letto qualsiasi fumetto mi capitasse tra le mani, senza pensarci troppo sopra. I miei preferiti sono sempre stati i supereroi, se me lo chiedi, ma leggevo anche "Topolino" che trovavo detestabile già a 8 anni ...
Quindi il mio background comprende cose bellissime ma anche cazzate immonde come le cose che c'erano una ventina di anni fa su "L'Intrepido" o " Il Monello "; difficile capire in che misura una cosa mi abbia influenzato più di un'altra , nella mia "biblioteca" ci puoi trovare Moebius come Jacovitti, Cavazzano (l'unico autore "Disney" che mi piaccia) ma anche Simon Bisley, Alex Raymond e Robert Crumb... la lista potrebbe continuare quasi all'infinito, ma penso di aver reso l'idea.

D: Cos'è, e come è iniziata l'avventura B-Brand Comix?

Innanzitutto bisogna dire che BBC non sarebbe mai esistita se non fosse stato per Enrico Teodorani, che ha creato i personaggi di Djustine e Fallen Angel (quest’ultima nata da un'idea sua e di sua moglie) e iniziando entrambe le serie col disegnatore Antonio Conversano, anche se poi entrambi i personaggi furono "ristrutturati" da me. Dopo aver scritto recensioni di demo e dischi italiani per numerose fanzines metal, Enrico iniziò a scrivere sceneggiature di fumetti e così si avvio la nostra collaborazione, ma solo dopo avere realizzato diversi fumetti assieme abbiamo scoperto di avere in comune la passione per la musica "estrema" e il cinema trash (i films di Ed Wood, Russ Meyer, Joe D'amato, Jean Rollin, Jess Franco e via discorrendo), il fumetto spesso considerato di serie "B" (il nome del nostro marchio, appunto) e i disegni del grande Sandro Angiolini, che quella volta lì non se lo ricordava nessuno.
B-Brand Comix partì più o meno dal rifiuto "strisciante", è proprio il caso di dirlo, da parte dei diversi fanzinari, del nostro materiale; costoro, pur sbandierando sacrosanti principi come la libertà d’espressione e l'integrità artistica, di fatto si rifiutavano di pubblicare qualsiasi cosa dove ci fossero una donnina in bondage o un seno scoperto (finendo poi col pubblicare, a distanza di tempo, illustrazioni di stampo omofilo, sempre facendo finta di niente, ma questo è un altro discorso...) e inventandosi difetti inesistenti nelle storie; addirittura, e in un caso, qualcuno s’inventò di aver visto dei cazzi scoperti dove non erano stati disegnati (so che sembra incredibile, ma è così...).
Sembrava che fossimo diventati i Sex Pistols del fumetto, vera gentaglia, e a quel punto lì, dal momento che io ed Enrico ci abbiamo un po’ di peli sul petto, decidemmo di diventare editori di noi stessi, mettendo a frutto l'esperienza, soprattutto di Enrico, fatta sul campo delle fanzines metal. Così iniziò dapprima la gestazione di una fanza mai realizzata a nome B-Comix e poi, abortito questo primo progetto, fondemmo la prima idea con il materiale in parte già scritto e disegnato, e ovviamente rigettato dai poveracci di cui sopra. La prima realizzazione fu infatti l'albo fotocopiato monografico e omonimo di Djustine, che con nostra sorpresa vendette più delle fanzines dalle quali avevamo avuto il benservito (si nota che nonostante tutto, un po’ incazzato lo sono ancora?) e poi, gradualmente, iniziò a crearsi un rapporto coi lettori che avevamo cercato da subito e che non eravamo mai riusciti a mettere in piedi fino a quel momento; ci accorgemmo di avere un seguito di nicchia, ma consistente.
In seguito c’è stato l’interessamento da parte degli editori "veri", tant'è che Coniglio ha pubblicato un'antologia di Djustine nei suoi "Classici Dell'Erotismo", e la stessa cosa ha fatta la Carnal Comics in USA .

D: A quale personaggio, tra quelli a cui hai dato forma, ti senti più legato?

Tra i personaggi che disegno, quello a cui più mi sento legato... probabilmente Satàna; tra le eroine che più spesso ricorrono nelle nostre storie è l'unica ad essere stata concepita come "cattiva" o villaine… e poi l’ho creata io, quindi è un po’ anche figlia mia, oltre che del diavolo! ...Ehm...

D: Preferisci cimentarti di più col colore o col b/n, e che qualità attribuisci loro?

Ho un rapporto più diretto col B/N netto, quello inchiostrato. Le mezzetinte acquarellate, le matite, i carboncini ed altre cose ancora, le vedo come dei passaggi intermedi nel mio lavoro, oppure come dei mezzi espressivi per i quali non vado pazzo.
Il colore è OK, ma se si parla di cose mie, preferisco che se ne occupi il mio amico/colorista Maximillian T. Plissken (è un fan di Carpenter se non lo si è capito), col quale ho un ottimo rapporto umano e professionale, e che normalmente riesce ad arricchire il disegno senza snaturarlo con elementi estranei, anzi... ha una comprensione dei miei disegni che a volte mi stupisce perché, disegnando io in B/N, è raro che pensi a dei colori specifici. Invece, Max riesce a catturare il feeling che cerco di fissare nelle immagini, integrandolo con idee e intuizioni personali, che però risultano perfettamente in linea con l'idea base... (se qualcuno mi ha seguito fin qui ha capito cosa volevo dire... A. Tomba).

D: Come sei riuscito a pubblicare all'estero?

Le pubblicazioni estere sono arrivate nel più tradizionale dei modi, spedendo in giro materiale.

D: I tuoi prossimi progetti?

Tra le cose "in vista", oltre a diverse collaborazioni col geniale SS Sunda, c'è il secondo Djustine per quelli della Carnal Comics, delle storie per Coniglio in Italia. Poi... preferisco non parlare di niente finché il progetto non è già più che avviato, non solo per questione di scaramanzia , ma perché, purtroppo, l'ambiente nel quale mi muovo è infestato da mitomani e cazzari, quindi credo sia comprensibile che io non mi voglia confondere con questi qua...

B-Brand Comix website

[Andrea Grieco]



 
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